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Steven Naismith, il calciatore del popolo: accetta il taglio di stipendio per salvare gli Hearts

Steven Naismith, il calciatore del popolo: accetta il taglio di stipendio per salvare gli Hearts

Il 26/03/2020 alle 17:50

L'attaccante ex-Everton e Rangers, gioca oggi negli Hearts in Premiership scozzese. Ha deciso di decurtarsi lo stipendio per salvare i numerosi posti di lavoro messi in crisi dalla sospensione dovuta al coronavirus. Ma la storia di Naismith è piena di gesti caritatevoli verso i più bisognosi.

Che Steven Naismith abbia una buona reputazione, non è cosa nuova. Una carriera dignitosa, che conta più di 50 presenze con la Nazionale scozzese e tante emozioni vissute con la maglia dell’Everton, come quella della tripletta “da re” ( di testa, di sinistro e infine di destro) inflitta al Chelsea di Mourinho. Sebbene il giocatore (ora capitano degli Hearts, squadra di Premiership scozzese) non sia ascrivibile alla categoria delle superstars europee, l’uomo è qualcosa di eccezionale. E Naismith lo ha dimostrato ancora una volta attraverso un comunicato pubblicato sui social nella serata di domenica 22 marzo:

" Come I miei compagni, ho riflettuto molto sulla richiesta della dirigenza Hearts di ridurre i nostri salari del 50% per aiutare a proteggere il numero più alto di impieghi possibile durante questo periodo di incertezza. Ne ho parlato a lungo con la mia famiglia. Siamo dell’avviso che, verso la fine di una lunga carriera, il calcio è stato molto generoso con noi. Ecco perché penso sia giusto accettare la riduzione del mio stipendio. Spero che contribuirà alla sopravvivenza di lungo termine del club in un periodo complicato e a salvaguardare gli impieghi, in particolare quelli della gente pagata meno bene che sarà la parte messa maggiormente in difficoltà. Mi impegno a restare agli Hearts anche la prossima stagione, qualsiasi sia la divisione nella quale giocheremo, e mi inorgoglisce il fatto di essere capitano. È un onore rappresentare gli Hearts."

Steven Naismith

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Il cuore d'oro di Steven Naismith

Il gesto è ammirabile, ma non sorprenderà di certo coloro che conoscono bene Steven Naismith. L’attaccante scozzese non sembra ancora essere destinato a lasciare il calcio nell’immediato futuro, visto che ha firmato un contratto di 4 anni con la società scozzese l’estate scorsa, poco prima dei suoi 33 anni.

Gli Hearts sono una squadra di Edimburgo, costantemente all’ombra dei Rangers e dei Celtics, entrambe di Glasgow. Ma la situazione degli Hearts non è complicata solo a livello di immagine: tra il 9 novembre e il 26 gennaio la squadra non è riuscita a racimolare nemmeno una vittoria, prima di doversi arrendere alla sospensione forzata del campionato. Oggi occupano il fondo della classifica. Nemmeno sul lato finanziario gli Hearts possono gioire: sull’orlo del fallimento, gli sforzi di Anne Budge (una donna d’affari che ha rilevato le quote della società nel 2014) sembrano non bastare. La società scozzese dunque si affaccia al baratro, specialmente se si considerano le perdite dovute all’epidemia Covid-19. Nel bel mezzo di questa situazione tragica, i tifosi si devono aggrappare al loro eroe: il capitano Naismith.

Non è la prima volta che l’attaccante ex Everton viene coinvolto in gesti solidali: nel 2013 militava nelle fila dei Rangers, ed aveva appena affrontato una cruciale operazione al ginocchio; una lettera di incoraggiamento da parte di un soldato britannico inviato in Afghanistan lo fece attivare subito: donò un’importante somma a un’associazione che supportava il reinserimento dei militari alla vita civile.

Nel 2014, lo Stewarton Annick, squadra grazie alla quale Steven ha dato i primi calci al pallone, cercava un finanziamento per sopravvivere. Naismith non solo sponsorizzò la squadra, ma utilizzò tale piattaforma per spargere la voce sull’associazione Dyslexia Scotland, del quale Naismith è ambasciatore. Il nome dell’associazione fu stampato sulle divise della squadra.

Agendo quasi nell’ombra, continua a sostenere diverse associazioni che si prendono cura dei senzatetto a Glasgow e a Liverpool.

Ai tempi dell’Everton, era solito far trovare (nella maniera più discreta possibile) dei biglietti per le sue partite negli uffici di collocamento di tutta Liverpool, al fine di portare anche i disoccupati allo stadio.

La storia di Steven Naismith è sempre stata lontana dai fari del grande calcio e dai grandi titoli giornalistici. È una storia vicina a persone, giocatori, società che hanno paura di immaginare il domani. A lui non serve alcuna ricompensa d’immagine, il calcio lo ha sfamato già abbastanza; e soprattutto gli ha insegnato a guardare attraverso i giorni più bui, a risolverli partendo dalle piccole azioni, verso sé stesso e verso i più bisognosi.

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