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Cina: stop a spese folli, ridotto numero di stranieri per squadra

Cina: stop a spese folli, ridotto numero di stranieri per squadra

Il 16/01/2017 alle 10:44Aggiornato Il 16/01/2017 alle 11:12

Nella prossima stagione, la Federcalcio cinese introdurrà un nuovo regolamento per frenare la politica di spese folli che sta portando i club della Super League a strappare talenti a Europa e Sudamerica con offerte di stipendio faraoniche: si passerà dunque da un massimo di 5 stranieri a 3 per squadra.

La Federacalcio cinese ha annunciato l'introduzione, a partire dalla prossima stagione, di nuove regole per ridurre il numero di giocatori stranieri utilizzabili nelle partite di campionato, un modo per evitare che i club continuino nell’attuale politica di spese folli per attirare giocatori da altri paesi invece di investire sui talenti locali. Con le nuove regole, i club dei principali campionati, la Chinese Super League e la China League One, potranno schierare un massimo di tre giocatori stranieri a partita a partire dalla stagione 2017 invece dei cinque attuali. Nel comunicato, la Federazione ha inoltre annunciato l'introduzione di un tetto ai salari e la creazione di fondi speciali per sviluppare i talenti cinesi.

Nelle ultime sessioni di mercato, i club cinesi hanno letteralmente saccheggiato i principali campionati europei e sudamericano offrendo a calciatori come Oscar, Tevez e Witsel ingaggi faraonici. Attualmente le squadre del campionato cinese possono schierare durante le partite tre giocatori stranieri più un giocatore asiatico, un sistema denominato '3+1'. Un quinto giocatore straniero è utilizzabile come sostituto solo di un altro straniero.

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Con le nuove regole, i club potranno comunque ancora tesserare un massimo di cinque giocatori stranieri per squadra. In ogni squadra, inoltre, dovranno essere presente in distinta almeno due giocatori cinesi giovani nati nel o dopo il 1994. Di questi almeno uno dovrà essere schierato da titolare.

"La FA introdurrà una serie di misure volte a regolare il funzionamento e la gestione dei Club in termini di investimenti irrazionali, acquisti a prezzi elevati e stipendi troppo alti per i giocatori nazionali e internazionali", si legge nel comunicato.

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