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Infantino accusato per la Calciopoli turca: "Così salvò il Fenerbahce"

Infantino accusato per la Calciopoli turca: "Così salvò il Fenerbahce"

Il 15/12/2017 alle 13:21Aggiornato Il 15/12/2017 alle 13:28

Nella stagione 2010-2011 scoppiò uno scandalo nel massimo campionato turco e 'Le Monde' rivela il ruolo dell'allora segretario generale UEFA per insabbiare tutto. Il Fatto Quotidiano riporta anche lo scambio di mail tra Infantino e la segretaria generale della Federcalcio turca...

Cosa c’entra Gianni Infantino con la Calciopoli turca? A quanto pare c’entra eccome. Nella stagione 2010-2011 il calcio turco fu travolto da uno scandalo pesantissimo: furono 36 i condannati per aver aggiustato le partite, con il presidente del Fenerbahce Aziz Yildirim condannato a sei anni e tre mesi di prigione. Quel campionato lo vinse proprio il Fenerbahce in virtù di una migliore differenza reti sul Trabzonspor.

Nel 2015 Erdogan abolì la corte speciale che era stata incaricata di giudicare la faccenda, così Yildirim e gli altri imputati vennero prosciolti. Gianni Infantino all’epoca era il segretario generale della UEFA mentre il presidente era Michel Platini. La UEFA risolse la faccenda con l’esclusione del Fenerbahce dalle Coppe europee per due stagioni, ma nel gennaio 2012, momento chiave del processo sportivo in Turchia, Infantino fu contattato dalla Federazione turca che chiese il benestare alla Uefa per poter applicare sanzioni più lievi ai club coinvolti. A livello d’immagine, ma soprattutto economico, la retrocessione di un club trainante come il Fenerbahce sarebbe stato un danno insostenibile per il movimento turco.

Infantino e Platini UEFA

Infantino e Platini UEFAEurosport

Il "Fatto Quotidiano" in escusiva riporta lo scambio di mail tra la segretaria generale della Federcalcio turca, Ebru Koksal, e Gianni Infantino. La proposta fu risolvere la questione a tarallucci e vino con 12 punti di penalità comminati al Fenerbahce, una multa e la squalifica dalle Coppe europee. Una sanzione decisamente più blanda rispetto alla retrocessione. Questa fu la risposta dell’attuale presidente della FIFA in data 20 gennaio 2012:

"Sebbene riteniamo che questo problema sia principalmente di competenza della federazione turca, possiamo dire, a nome della Uefa, che tenendo conto di tutte le circostanze, la vostra proposta sembra costituire una risposta ragionevole, proporzionata e responsabile per affrontare la questione. A nostro avviso l'applicazione delle sanzioni così descritte non costituirebbe una violazione degli statuti e dei regolamenti Uefa. L'unica condizione che vorremmo aggiungere è che l'interpretazione degli statuti e dei regolamenti dell'Uefa è in definitiva una questione la cui decisione spetta agli organi giudiziari indipendenti dall'Uefa. Ciononostante, in questa fase, ciò che possiamo dire è che, a condizione che le sanzioni proposte siano effettivamente attuate, non ci aspetteremmo alcuna necessità di ulteriori procedimenti da parte dell'Uefa per affrontare questa particolare questione. Fateci sapere".

Video - FIFA - Sport tribunal rule on Platini fate

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Il Trabzonspor ovviamente non ci sta e chiede quantomeno il titolo del 2010-2011, come riporta il Guardian, un titolo che a oggi rimane nella bacheca del Fenerbahce:

" La Federcalcio turca ha violato i suoi regolamenti e anche i principi di fair-play e tolleranza-zero della UEFA. Non riusciamo a capire l'approccio della UEFA e di Infantino con questa questione"

"Platini non ne sapeva nulla", afferma un portavoce del francese, poiché le questioni legali e disciplinari spettavano a Infantino che si difende così:

" La UEFA fin da quelle stagioni è sempre stata all'avanguardia nella lotta al match-fixing. Abbiamo sempre avuto una grande cooperazione con gli organi di giustizia per questo argomento. Quanto prospettato nel 2012 dalla Federcalcio turca in quella mail era in linea con le misure disciplinari della UEFA che includono le penalizzazioni di punti ma anche la retrocessione dei club a seconda dei casi"

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