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Le 5 verità che ci ha lasciato Juventus-Milan: Ronaldo l'uomo delle finali, quante polemiche da VAR

Le 5 verità che ci ha lasciato Juventus-Milan: Ronaldo l'uomo delle finali, quante polemiche da VAR

Il 17/01/2019 alle 08:08

Il portoghese non sbaglia mai gli appuntamenti che contano davvero e regala il trofeo a una Juve poco brillante, ma sempre cinica. Note positive anche dai rossoneri, da Cutrone a Paquetá. Mentre l'utilizzo della tecnologia, ancora una volta, lascia a desiderare.

1) Cristiano Ronaldo è l'uomo delle finali

Torino come Madrid, l'Italia come la Spagna, la Serie A come la Liga. Cristiano Ronaldo conferma di essere l'uomo delle finali. Ne ha vinte a bizzeffe con la maglia del Real, molto spesso mettendoci personalmente lo zampino, e ora ecco anche il primo trofeo con quella della Juventus. Deciso proprio da un suo gol, perché i fuoriclasse sono così: si esaltano nelle occasioni più importanti, in quelle che valgono davvero. Basta un dato per riassumere la strepitosa capacità di incidere del portoghese: quello di Gedda è l'ottavo gol nelle sue ultime 7 finali disputate. Impressionante.

2) Cinica più che brillante: la Juve vince sempre

Quasi mai la Juventus di Allegri ha fatto sfoggio di brillantezza e bel gioco. Non è il Napoli, che da anni si esprime a memoria puntando su un gioco ormai consolidato. No, il marchio di fabbrica della Juve dominatrice del calcio italiano è un altro: il cinismo. Non è un caso che quello di Gedda sia già il sesto 1-0 messo in saccoccia dai bianconeri tra tutte le competizioni. La Juve potrà anche lampeggiare a intermittenza, soffrire e rischiare grosso, e contro il Milan è accaduto. Però, prima o poi, un modo per venire a capo delle situazioni più complicate lo trova sempre.

Juventus - Milan Cristiano Ronaldo

Juventus - Milan Cristiano RonaldoGetty Images

3) Cutrone si fa valere: e se il Milan avesse in casa il dopo Higuain?

Valoroso, generoso e pure pericolosissimo: Patrick Cutrone ha tenuto impegnati i due centrali bianconeri, lavorando per i compagni e spendendosi in movimento e sponde. Se la traversa non avesse rimpallato il suo sinistro a botta sicura, poi, forse staremmo parlando di un'altra partita. Insomma, promosso. E non era per nulla scontato, considerando che si parla di un neo ventunenne catapultato in campo all'ultimo momento al posto di un mostro sacro come Higuain. La domanda sorge dunque spontanea alla luce delle innumerevoli voci di questi giorni: e se i rossoneri promuovessero proprio Cutrone in caso di addio del Pipita, evitando così di svenarsi per il costosissimo Piatek?

Cutrone e Cancelo in Juventus-Milan, Supercoppa Italiana

Cutrone e Cancelo in Juventus-Milan, Supercoppa ItalianaGetty Images

4) Conferma Paquetá: non siamo di fronte a un nuovo Gabigol

Una rondine non fa primavera, e in questo caso nemmeno due. Però è sintomatico il fatto che Gattuso abbia deciso di dare immediatamente fiducia al neo arrivato Lucas Paquetá, dimostrando di voler tradurre in un minutaggio espressivo i 35 milioni sborsati dal Milan al Flamengo. Al contrario di quanto hanno fatto l'Inter e i suoi allenatori, talmente esasperati dai mancati progressi di Gabigol da escluderlo da qualsiasi progetto immediato. Come contro la Sampdoria il mancino ha fatto il suo, in maniera discreta ma con tanta personalità, tra un aiuto difensivo e una preziosa veronica. Dimostrando, appena avrà acquisito una maggiore confidenza coi compagni e col calcio italiano, di essere potenzialmente utilissimo alla causa.

5) Polemiche da VAR: così gli episodi controversi aumentano

VAR, VAR, VAR. Sempre VAR. In italia come in Arabia Saudita. Tutto bene o quasi fino al minuto 87, quando gli arbitri addetti al controllo video, dopo aver valutato correttamente altri episodi (il gol di Cristiano Ronaldo, l'espulsione di Kessié), non hanno segnalato a Banti la presunta irregolarità dell'intervento in area di Emre Can su Conti. Ripetiamo: presunta. Però la decisione finale sarebbe spettata al direttore di gara, che al contrario non si è potuto recare a bordo campo per decidere con la propria testa. Medesimo discorso per il fuorigioco frettolosamente fischiato a Cutrone nel primo tempo, oggetto delle proteste di Gattuso a fine gara. Niente di nuovo: sono situazioni ben note da un anno e mezzo. Ma resta il fatto la tecnologia, se utilizzata così, non può che aumentare le polemiche.

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