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Le 5 verità che ci ha lasciato Italia-Portogallo: la strada è giusta, ma serve fare gol

Le 5 verità che ci ha lasciato Italia-Portogallo: la strada è giusta, ma serve fare gol

Il 18/11/2018 alle 08:18Aggiornato Il 18/11/2018 alle 17:12

Per la terza partita di fila la nazionale di Mancini esprime un buon calcio, sorretta da un Verratti a tratti sublime, ma è poco concreta. E Immobile, implacabile in Serie A e pallida copia di se stesso con la maglia azzurra, inizia a diventare un problema.

1) Sì, siamo davvero sulla strada giusta

"Rispetto al successo in Polonia questo è un passo avanti: il Portogallo è nettamente superiore". Parole e musica di Roberto Mancini. Paradossale, se si pensa al risultato finale e ciò che comporta, ovvero l'eliminazione dalla Nations League, ma vero. Perché il primo obiettivo che l'ex allenatore di Inter e Zenit si è posto al momento del suo insediamento era quello di trovare una base, un'idea, una scintilla che fungesse da leva per ripartire dopo tanti, troppi giorni bui. E la leva è quella del bel gioco, che per un'ora ha messo alle corde i lusitani portando il pubblico di San Siro a divertirsi e non solo a soffrire. Come già era accaduto in Polonia e prima ancora, seppur a tratti, contro l'Ucraina. Se tre indizi fanno una prova, la strada è quella giusta.

Insigne in Italia-Portogallo

Insigne in Italia-PortogalloGetty Images

2) L'altra faccia della medaglia: un cinismo da trovare

Certo, non tutto in casa azzurra è e può essere motivo di lode. Anzi. Lo 0-0 con cui il Portogallo esce trionfante da San Siro, peraltro privo dell'alieno Cristiano Ronaldo, è il ritratto più fedele delle difficoltà realizzative dell'Italia, già salvata in Polonia da un gol in extremis di Biraghi dopo 93 minuti di bombardamenti a vuoto alla porta di Szczesny. A San Siro non si è vista la stessa produzione offensiva e pure la continuità nel fraseggio è venuta a mancare, sparendo completamente nell'ultimo tratto di gara. Il principale nodo che Mancini si ritroverà a sciogliere è proprio questo.

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Mai più di un gol segnato nelle ultime 7 gare ufficiali della Nazionale Italiana: manca un leader offensivo

Data Partita Marcatore
01/06/2018 Francia-Italia 3-1 (Amichevole) Bonucci
04/06/2018 Italia-Olanda 1-1 (Amichevole) Zaza
07/09/2018 Italia-Polonia 1-1 (Nations League) Jorginho rig.
10/09/2018 Portogallo-Italia 1-0 -
10/10/2018 Italia-Ucraina 1-1 Bernardeschi
14/10/2018 Polonia-Italia 0-1 Biraghi
17/11/2018 Italia-Portogallo 0-0 -

3) Conferma Verratti: finalmente è padrone dell'Italia

Lo aspettavamo al varco da anni, ma lui, tra prestazioni troppo timide, quel suo noto nervosismo e troppi guai fisici, non si era mai presentato. Doveva essere la luce dell'Italia in Francia, due anni e mezzo fa, ma un infortunio lo ha costretto a non salire nemmeno sull'aereo per Parigi. Ora, finalmente, Marco Verratti è padrone del gioco dell'Italia. In coppia con Jorginho - regista più mezzala, ma soprattutto piedi buoni più piedi buoni - la palla viaggia che è un piacere. Con qualche preziosismo di pura classe, come l'imbucata a occhi chiusi per Biraghi a inizio ripresa. Già eccellente in Polonia, il piccoletto del PSG si è ripetuto contro il Portogallo confermando di aver trovato quel posto nel mondo (azzurro) che tutti auspicavano. E adesso l'imperativo è uno solo: non fermarsi qui.

Marco Verratti - Italy Portugal 2018

Marco Verratti - Italy Portugal 2018Getty Images

4) Dottor Ciro e Mister Immobile: qual è quello vero?

Implacabile in campionato, pallida copia di se stesso in Nazionale. Qual è il vero Ciro Immobile? Quello che ogni anno lotta per il primo posto nella classifica dei cannonieri in Serie A o quello che con la maglia dell'Italia sembra perdere forza, fiducia, capacità realizzative? I numeri non mentono: nelle ultime 10 uscite azzurre, il centravanti della Lazio non ha segnato neppure lo straccio di una rete. Sbagliandone alcune clamorose, come le due che nel primo tempo del match col Portogallo avrebbero potuto mutare radicalmente il destino della banda Mancini. A 28 anni, il tempo delle giustificazioni di sta esaurendo. E il sospetto che il Ciro nazionale rischi di rimanere ancorato al ruolo di centravanti "provinciale", come già sottolineato qualche tempo fa proprio su questo spazio, si fa sempre più concreto.

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5) Il Portogallo sa anche soffrire

Ironicamente, a San Siro i ruoli si sono invertiti. Prima noi eravamo la nazionale che esprimeva il meglio sotto pressione, nei momenti di maggior difficoltà, e loro quelli belli ma poco produttivi, storicamente penalizzati dall'assenza di una punta di valore. Lo 0-0 milanese ha invece messo in mostra un Portogallo capace di reggere nel momento di maggior pressione azzurra, di far quadrato e di portarsi a casa quel punticino così desiderato alla vigilia. La squadra di Fernando Santos vola alla Final Four e sogna un posto all'Europeo così, con una prestazione con poche luci e tanta sostanza. Dimostrando di essere squadra anche senza il solista Cristiano Ronaldo.

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