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Le 5 verità che ci ha lasciato Portogallo-Italia: Mancini confuso, a centrocampo enormi problemi

Le 5 verità che ci ha lasciato Portogallo-Italia: Mancini confuso, a centrocampo enormi problemi

Il 11/09/2018 alle 07:24Aggiornato Il 11/09/2018 alle 08:33

Il CT non ha ancora trovato un 11 titolare e un modulo affidabile. Davanti pochi gol, in mezzo scarsa qualità. Servirà qualche risultato. Nel Portogallo bene André Silva, che per il Milan potrebbe diventare un rimpianto

1) Mancini ha le idee molto confuse

Formazione stravolta, modulo stravolto, alcuni giocatori impiegati palesemente fuori ruolo. La trasferta di Lisbona anziché portare qualche sicurezza in più rispetto alla gara con la Polonia, ha aumentato le incertezze attorno alla nuova Nazionale di Mancini. Il CT è giusto che faccia i suoi esperimenti, ma dopo cinque partite a nessuno è ancora ben chiaro un possibile 11 titolare. Ieri non hanno giocato elementi di Juventus, Inter e Napoli, tre delle quattro squadre italiane che giocheranno la prossima Champions League. Per adesso si intravede tanta confusione e poca coerenza.

Roberto Mancini con Domenico Berardi durante Portogallo-Italia 2018

Roberto Mancini con Domenico Berardi durante Portogallo-Italia 2018LaPresse

2) Problemi davanti: dove sono i gol?

Lo ha ribadito anche Mancini nel post partita. "Facciamo un enorme fatica a fare gol". E in effetti Zaza, Belotti e Immobile in Nazionale non hanno ancora mostrato le loro qualitá, Berardi e Bernardeschi non sono ancora definitivamente esplosi, Chiesa ha fatto intravedere qualche lampo delle sue sconfinate potenzialitá. Il talento davanti ci sarebbe anche, ma va messo nelle condizioni di poter essere sfruttato.

3) In mezzo al campo troppa mediocritá

Questo è un grande problema. Giratela e rigiratela come volete, ma è il tasto dolente attualmente. Non abbiamo centrocampisti all'altezza. Jorginho fuori dai meandri sarriani pare sperduto, Cristante e Pellegrini nella Roma non sono titolari. Bonaventura da mezz'ala é un giocatore normale, Gagliardini in perenne ricerca di sé stesso, Barella e Benassi ancora acerbi. Non ci sono prospetti di fuoriclasse, non c'é sufficiente qualità. Siamo messi male.

Simone Zaza Portugal-Italie

Simone Zaza Portugal-ItalieGetty Images

4) Milan, ma André Silva andava aspettato?

Domanda provocatoria, ma legittima. Considerando soprattuto l'inizio di stagione del portoghese tra Siviglia e Nazionale. L'ex numero 9 rossonero ieri sera ha messo in ripetuta difficoltà Caldara e ha, di fatto, confezionato la rete della vittoria. Il Milan se ne è liberato troppo in fretta? Poteva tornare utile anche avendo Higuain? Il tempo emetterà le sue risposte, ma qualche piccolo fantasma tra i tifosi del Diavolo inizia ad aleggiare.

5) Serve tempo per crescere, ma serve anche qualche risultato

Lo abbiamo predicato tre giorni fa, lo ribadiamo adesso a maggior ragione. Serve tempo. Occorre pazienza per crescere, per migliorare, per trovare la famigerata quadra. Però, già dal prossimo impegno di ottobre, la Nazionale italiana deve iniziare a far vedere qualcosa. Almeno qualche miglioramento. Se non solo sul piano del gioco, almeno su quello del risultato. Perché lo stato di depressione perenne che si sta diffondendo attorno all'Italia calcistica rischia di intraprendere un percorso inarrestabile. E con un malumore condiviso si lavora inevitabilmente peggio.

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