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Ganna vola in finale nell'inseguimento e sfiora il record del mondo: stasera LIVE su Eurosport 1

Ganna vola in finale nell'inseguimento e sfiora il record del mondo: stasera LIVE su Eurosport 1

Il 01/03/2019 alle 17:52Aggiornato Il 01/03/2019 alle 17:53

Dal nostro partner OAsport.it

Un portentoso Filippo Ganna accede alla finale per l’oro dell’inseguimento individuale ai Mondiali di ciclismo su pista 2019 a Pruszkov (Polonia). Il verbanese sfiora il record del mondo e conclude nettamente al primo posto le qualificazioni: nell’atto conclusivo se la vedrà con il tedesco Domenic Weinstein per il titolo. Le buone notizie per l’Italia non finiscono qui: un sorprendente e stratosferico Davide Plebani ha agguantato una finale per il bronzo assolutamente inaspettata alla vigilia.

Una gara di livello eccelso era iniziata con il tempone stampato da Plebani: 4’11″764 e record italiano di Ganna (temporaneamente) frantumato. Il classe 1996 era dato in forma dai tecnici, ma oggi ha compiuto un salto di qualità straordinario.

Il nativo di Sarnico ha cullato a lungo il sogno di approdare in finale, prima di venire sopravanzato da Weinstein di ben 2″673. Nella penultima batteria, tuttavia, era il turno di Ganna. L’azzurro innestava la consueta progressione: secondo ai 1000 metri, terzo ai 2000, primo ai 3000. Il 4’07″456 è un crono letteralmente spaventoso, a poco più di 2 decimi dal primato detenuto dall’americano Ashton Lambie (4’07″251, ottenuto con il favore dell’altitudine in Messico). Vedremo se nell’atto conclusivo il portacolori del Bel Paese avrà ancora energie sufficienti per provare ulteriormente a migliorarsi.

L’obiettivo primario resta naturalmente quello della medaglia d’oro, che sarebbe la terza in una rassegna iridata dopo quelle del 2016 e 2018. Ganna sale ininterrottamente sul podio di un Mondiale nell’inseguimento individuale da quattro edizioni.

Plebani, terzo dopo le qualificazioni, affronterà invece il russo Alexander Evtushenko (4’11″957). Nulla da fare per il primatista americano Lambie, quinto, così come per il portoghese Ivo Oliveira ed il britannico John Archibald, rispettivamente sesto e settimo.

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