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Riccardo Magrini: "Sagan non è il favorito all'Amstel, ma è in grado di vincere qualsiasi corsa"

Riccardo Magrini: "Sagan non è il favorito all'Amstel, ma è in grado di vincere qualsiasi corsa"

Il 13/04/2018 alle 17:14

La storica e iconica voce del ciclismo su Eurosport ci introduce la prossima Amstel Gold Race, tra speranze italiane e il sogno di Sagan di centrare una doppietta Roubaix-Amstel che manca dal lontano 1982. Non sarà favoritissimo, secondo il Magro, ma è comunque capace di vincere anche in Olanda, dove torna 5 anni dopo.

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La santa trinità delle Ardenne si avvia a chiudere una stagione di classiche oltremodo entusiasmante, adrenalinica, strepitosa. Amstel Gold Race, Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi, roba da allacciare le cinture sulla giostra. Si comincia dall’Olanda, dalla corsa della birra, 263 km da Maastricht a Berg En Terblijt e 36 muri - o côte - da superare. Il materiale è di tutto rispetto, anche perché nella startlist compare un nome - Peter Sagan - che qui in Olanda non si vedeva dal 2013. Il sogno? Una doppietta Roubaix-Amstel Gold Race nella stessa stagione che è riuscita a soli tre corridori nella storia: Eddy Merckx nel 1973, Bernard Hinault nel 1981 e Jan Raas nel 1982. Realistico? Ci risponde Riccardo Magrini, voce storica e inconfondibile del ciclismo su Eurosport.

" Non è Sagan il favorito, o meglio non parte con tutti i favori del pronostico perché non è un percorso proprio adatto a lui. Tanti altri possono contrastarlo, penso a Gilbert, a van Avermaet ma anche ad Alejandro Valverde. Questa è una corsa più aperta rispetto alle Classiche sul pavè, possono vincerla in molti"

Che sia il favorito o meno, quando Peter Sagan si presenta al via di una corsa è sempre legittimo, e necessario, inserirlo sul taccuino dei possibili vincitori. Perché tre Mondiali consecutivi, un Fiandre, una Roubaix, tre Gent-Wevelgem e 104 vittorie in carriera parlano per lui.

" Ma perché è un fenomeno, un corridore fortissimo. Uno che vince tre Mondiali di fila non può che essere un fuoriclasse. In questo momento è semplicemente il più forte e condiziona inevitabilmente le corse. Penso che Sagan sia il vero volto del ciclismo moderno, comunica, piace ai giovani, tecnicamente è in grado di vincere qualsiasi gara in linea. Quando si presenta al via è sempre da mettere nel pronostico, perché è un inventore, un improvvisatore, non è un ciclista schematico. Può vincere in mille modi, in volata, arrivando da solo oppure come domenica scorsa alla Roubaix"

I confini per uno come lo slovacco sono pressoché infiniti. Potrà mai pensare di vincere una corsa a tappe?

" Io sono talmente innamorato di questo corridore che ci credo, l’ho anche detto qualche volta in telecronaca. Può pensarci, anche se ora mi sembra difficile perché si è ingrossato. Ha bisogno sicuramente di perdere peso e di avere un percorso disegnato sulle sue caratteristiche. Però un atleta così è in grado di fare qualsiasi cosa"

Nell’albo d’oro di questa corsa olandese - nata nel 1966 - gli italiani sono arrivati per sette volte sul gradino più alto del podio. Il primo fu Stefano Zanini nel 1996, poi addirittura sei successi negli ultimi quindici anni. Michele Bartoli nel 2002, Davide Rebellin nel 2004, Danilo Di Luca nel 2005, Damiano Cunego nel 2008, Enrico Gasparotto nel 2012 e nel 2016. Le speranze italiane, anche quest’anno, sono concrete.

" Ci può stare anche quest’anno un po’ d’Italia. È una corsa che si adatta molto alle caratteristiche degli italiani e dei corridori che abbiamo. Credo che sia più aperta rispetto alle altre Classiche. Possiamo far bene ancora con Gasparotto, che l’ha vinta due volte e che sta andando forte. Alla Freccia del Brabante mercoledì mi è sembrato in forma, così come Colbrelli, che alla fine è arrivato secondo. Un altro che può far bene è Ulissi, mentre è piacevole che ci sia Cunego, che la vinse 10 anni fa e che la correrà per l’ultima volta in carriera"

Video - Peter Sagan campione, personaggio e artista: un fuoriclasse dallo stile unico

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