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Scocca l’ora dell’Amstel Gold Race, Sagan ci prova: dopo la Roubaix cerca un bis riuscito solo a 3

Scocca l’ora dell’Amstel Gold Race, Sagan ci prova: dopo la Roubaix cerca un bis riuscito solo a 3

Il 12/04/2018 alle 17:14Aggiornato Il 13/04/2018 alle 11:50

Dopo 5 anni, il campione del mondo torna a gareggiare alla classica olandese che apre il trittico delle Ardenne. Sarà uno dei grandi favoriti in una gara che però, non ha mai vinto.

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Ancora lui, sempre lui. Peter Sagan ha vinto la sua prima Parigi-Roubaix da neanche una settimana, ma ha già un nuovo, grande obiettivo: l’Amstel Gold Race. La 53esima edizione della classica olandese della birra aprirà questa domenica il trittico delle Ardenne, santissima trinità che continua con la Freccia Vallone di mercoledì 18 e si conclude in gloria con la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica 22.

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La gara delle cotes, 36 salite brevi ma micidiali, che si ripetono per 261 km lungo le colline della provincia di Limburgo, avrà proprio lo slovacco come grande favorito anche se lui, da queste parti, non ha mai vinto. Dopo l’esordio in sordina nel 2011 (97° all’arrivo), è stato grande protagonista l’anno seguente, chiudendo terzo nella volata dietro a un eccezionale Enrico Gasparotto e al belga Jelle Vanendert. Sagan partecipa anche nel 2013, ma rimane lontano dai primi. Poi più nulla, con l’Amstel a uscire regolarmente dalla programmazione primaverile di Peter.

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Sono passati 5 anni, tanti dal punto di vista ciclistico e un‘eternità per quel che ha combinato Sagan nel frattempo. Tre Mondiali di fila, il Giro delle Fiandre 2016 e appunto l’ultima Roubaix, più decine di successi minori per un totale di 104 volte al traguardo a braccia alzate. Il 28enne di Zilina si è tolto di dosso la scomoda nomea di eterno piazzato, mettendo a tacere tutti quelli che lo ritenevano sì bravo, ma incapace di gestire le gare che contano nei momenti decisivi. Ma Sagan continua ad avere fame e, tra gli altri, ha messo nel mirino un traguardo centrato solo da 3 corridori nella storia del ciclismo: la doppietta Roubaix-Amstel nella stessa stagione. L’impresa è riuscita a Eddy Merckx nel 1973, Bernard Hinault nel 1981 e Jan Raas nel 1982, capaci come lui di vincere anche il titolo mondiale. Non proprio gli ultimi arrivati.

Stato di forma e motivazioni sono importanti, certo, ma anche il percorso mette lo slovacco in pole in un'ipotetica griglia di partenza. Il Cauberg, salita simbolo e spauracchio della gara, si ripeterà 3 volte, ma l'ultima terminerà a 18 km dal traguardo. Dopo il terzo passaggio sulla cote più dura ci saranno altra due salite, di cui l'ultima, il Bemelerberg, molto facile. Poi discesa e arrivo a Valkenburg sul piano. Detto che Sagan è un fenomeno purissimo e se in giornata in grado di resistere anche su strappi di buon livello, i vari Gilbert, Valverde e Kwiatkowski faranno bene a provare a staccarlo al momento giusto. Dalla partenza di Maastricht l'osservato speciale sarà ancora Peter, cannibale dei giorni nostri.

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