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Tra Valverde e Alaphilippe, Bettiol e un nuovo Sagan: quanti nomi per l’Amstel Gold Race

Tra Valverde e Alaphilippe, Bettiol e un nuovo Sagan: quanti nomi per l’Amstel Gold Race

Il 20/04/2019 alle 12:08

Dopo il Fiandre e la Parigi-Roubaix, l’Amstel Gold Race svela gli scenari delle Ardenne con la grande rivalità Valverde-Alaphilippe e gli ultimi fenomeni delle classiche, da Alberto Bettiol a Mathieu van der Poel. L’immenso Gilbert ritrova il suo Cauberg, poi c’è la nuova voglia di Sagan fra le storiche côtes: verso la Liegi-Bastogne-Liegi, un’altra settimana di spettacolo puro al Nord.

Cambia la partenza e con lei, dalle Fiandre alle Ardenne, i nomi dei favoriti dell’Amstel Gold Race, perché la corsa olandese apre il trittico delle Ardenne nell’eco di Alejandro Valverde e Julian Alaphilippe. Con una premessa importante, perché né il campione del mondo né il corridore francese hanno mai vinto la classica del Limburgo.

Valverde per chiudere il trittico delle Ardenne

Alejandro Valverde, vincitore di 5 Freccia-Vallone e 4 Liegi-Bastogne-Liegi, ha un rapporto di 12 partecipazioni con 6 top-ten, fra cui 2 secondi posti, all’Amstel Gold Race. Reduce da una brillante Milano-Sanremo (settimo) e il notevole ottavo posto del Fiandre alla sua prima partecipazione, il campione del mondo sarà un certo punto di riferimento tra le 35 côtes che infiammano la corsa olandese, anche se forse non sarà più il Cauberg, a 17 chilometri dal traguardo con altre due côtes prima di Valkenburg, a decidere la corsa.

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Il ritorno di Alaphilippe re d'Italia

La causa regnante di Julian Alaphilippe riparte dall’Amstel Gold Race e sempre da Maastricht, ma dalla più “logica” Vrijthof invece del (bellissimo) centro nevralgico di Markt. Dettagli per il corridore francese che, dopo aver conquistato l’Italia fra Strade Bianche e Tirreno-Adriatico (2 successi di tappa) fino al trionfo di Sanremo, inizia la sua campagna del Nord. Sono infatti le Ardenne ad aver svelato il talento smisurato di Alaphilippe, che da enfant prodige del ciclismo sfidò Valverde sul traguardo della Liegi (secondo nel 2015) fino a batterlo sul Mur de Huy nell’ultima Freccia-Vallone.

Video - Volata perfetta di Julian Alaphilippe: il Moschettiere vince la sua prima Milano-Sanremo

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Il nuovo fenomeno: Mathieu van der Poel

Smaltita la brutta caduta nei Paesi Baschi, saltato il pavé, Alaphilippe rinnova il duello più atteso con Alejandro Valverde. Alla Freccia del Brabante però, la bellissima corsa che parte dalle Fiandre e arriva sulle Ardenne, il corridore francese è stato battuto dal nuovo fenomeno del ciclismo mondiale: Mathieu van der Poel. Figlio d’arte - perché suo padre Adrie è stato un maestro delle classiche, vincendo Fiandre e Liegi negli anni Ottanta - classe 1995, campione del mondo di ciclocross e Juniores su strada a Firenze 2013, van der Poel ha già vinto quest’anno 5 corse in scala crescente: la prima tappa del Tour di Antalya, il Grand Prix Denain, il Circuit Sarthe e, prima del Brabante, la Dwars door Vlaanderen da preludio al suo splendido Fiandre.

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Gilbert e il suo Cauberg da gregario

Lui che sa fare cose speciali, che al suo primo Fiandre è caduto rovinosamente a 60 chilometri dal traguardo, dopo aver spezzato la ruota saltando una fioriera, e ha rimontato il gruppo all’assalto del Kwaremont, chiudendo quarto. Un po’ come Wout van Aert, l’altro giovane e fortissimo ex-ciclocrossista, che alla Parigi-Roubaix ha rotto il cambio nell’Inferno del Nord, correndo da solo e schivando ammiraglie fino al Velodrome. All’Amstel non ci sarà. Philippe Gilbert invece sì e l’ha già vinta 4 volte sul suo Cauberg iridato, ma da quando è tornato a casa - a 35 anni, ingaggiato dalla Quick Step - il principe vallone ha alternato fedeli doveri di gregariato a superbi giorni di gloria.

Video - "Una volata principesca": Philippe Gilbert batte Politt e fa sua la Roubaix!

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Mine vaganti: Matthews e Valgren

Ecco perché Gilbert, elevatosi dal pavé fino all’olimpo del ciclismo classico, all’Amstel invece lavorerà per Alaphilippe. Ha trasformato la sua grandezza, è cambiato come Michael Matthews, che chiamavano Bling per le brillanti volate: lui che è un golden boy del ciclismo australiano, ha vestito la maglia rosa per 8 giorni e oggi splende nelle classiche del Nord, sesto al Fiandre, quarto al Brabante. Il campione in carica Michael Valgren, nel passaggio di squadra dall’Astana alla Dimension Data, non sta vivendo invece una facile stagione.

Il campione in carica dell'Amstel Gold Race è il danese Michael Valgren, ma quest'anno ha cambiato formazione: dall'Astana alla Dimension Data.

Il campione in carica dell'Amstel Gold Race è il danese Michael Valgren, ma quest'anno ha cambiato formazione: dall'Astana alla Dimension Data.Getty Images

Il Leoncino delle Fiandre: Alberto Bettiol

Manca solo Alberto Bettiol, che trionfando al Fiandre ha scritto l’ultima bellissima pagina di ciclismo italiano e, parola dei migliori cronisti, potrà vincere più o meno presto la Liegi-Bastogne-Liegi. Tra i migliori del Brabante, Bettiol punta intanto all’Amstel Gold Race per riprendere la strada dei miti: con lui per l’Italia, fra chi si potrà distinguere sulle prime côtes delle Ardenne, Enrico Gasparotto (vincitore 2012 e 2016), Sonny Colbrelli, Matteo Trentin, Fabio Felline ed Enrico Battaglin. Fa notizia poi, ormai e purtroppo, l’invito al Nord di una squadra italiana, la Bardiani CSF, fatta di soli italiani.

Video - Il capolavoro di Alberto Bettiol: prima vittoria in carriera al Giro delle Fiandre

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Il nuovo Sagan che vuole vincere la Liegi

Non abbiamo citato Peter Sagan perché, dopo le amare Fiandre e la solita maledetta Sanremo, lo slovacco vuole stare a fare spenti. Eppure c’è chi spiega il suo calo allo sprint e la resa inaspettata sul pavé con una nuova e squisita voglia di Liegi. Sagan non ha mai fatto la Doyenne, eppure Gilbert insegna che fuoriclasse come loro possono vincere sempre, ovunque e comunque.

Video - Alberto Bettiol al Giro delle Fiandre: la vittoria del predestinato raccontata da Magrini e Gregorio

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