AFP

#OneDayOneChampion: Fabio Aru e l'origine del soprannome del "Cavaliere dei Quattro Mori"

Fabio Aru, il "Cavaliere dei Quattro Mori": vi sveliamo l'origine del soprannome

Il 21/12/2015 alle 18:26Aggiornato Il 21/12/2015 alle 19:54

Il 4 gennaio si chiuderanno le votazioni per eleggere i migliori sportivi del 2015 su Eurosport: accompagniamo l'attesa raccontandovi alcuni aneddoti particolari relativi agli atleti che ci hanno emozionato di più nell'ultimo anno. Partiamo con Fabio Aru, trionfatore alla Vuelta: sapete come è nato il suo soprannome, il "Cavaliere dei Quattro Mori"?

Fabio Aru è uno dei protagonisti del #Bestof2015Eurosport: clicca qui per votarlo!

Il 2015 è stato il miglior anno della carriera di Fabio Aru, la stagione che lo ha consacrato a livello internazionale grazie al successo nella Vuelta di Spagna a soli 25 anni. Non che prima non ci fosse stato dell’altro (doppio podio al Giro d’Italia, 3° nel 2014 e 2° nel 2015, e 5° assoluto nella Vuelta del 2014), ma una vittoria è una vittoria. Specie in una grande corsa a tappe. E’ il risultato che eleva il buon corridore al livello dei grandi.

Per tutti, il 2016 dovrà essere la stagione della sua conferma; nella sua testa, invece, sarà quello della consacrazione. Non lo dice apertamente, perché è di un’umiltà che nel mondo dello sport si fatica a trovare, ma Aru è un ragazzo ambizioso, la cui curiosità di scoprire i suoi limiti è di gran lunga superiore alla soddisfazione che prova nell’osservare i risultati fin qui ottenuti. Nel 2015, Fabio ci ha fatto emozionare con e sue imprese al Giro d’Italia (oltre al piazzamento finale, anche 2 vittorie di tappa) e alla Vuelta di Spagna, zero successi parziali, ma uno straordinario primo posto nella generale.

Il suo modo di correre è coraggioso, di fantasia e sempre all’attacco. Piuttosto che rinunciare a provarci, perde. O rischia di farlo. E’ intelligente, carismatico e con il piglio del leader. E’ determinato nella ricerca dell’eccellenza, maniacale negli esercizi di allenamento. Tutti i suoi compagni gli vogliono bene perché è leale. Se può, aiuta, anche a costo di rimetterci qualcosa a livello personale. Durante le corse ha la tranquillità del campione. E’ una spugna: assorbe dai più esperti, senza dimenticare che si può imparare tanto anche da chi è più giovane. Già molte le nozioni di cui ha fatto tesoro nel corso di queste sue prime stagioni da professionista. Ha capito, per esempio, quando utilizzare una tattica attendista, sebbene le gambe ti spingano a fare altro, e quando, invece, è il momento di attaccare l’avversario. E’ una persona timida e riservata, particolare che esce in tutta la sua completezza durante le interviste, ma questo lato del suo carattere non gli impedisce di essere forte e decisionista quando necessario.

E’ fiero come un cavaliere: il Cavaliere dei Quattro Mori. Ma da dove arriva questo soprannome? La sua precisa genesi deriva da una telecronaca, con Eurosport orgoglioso padre del fortunato nickname. Siamo in Spagna, alla Vuelta del 2014. La tappa è la numero 11, quella con arrivo al Santuario de San Miguel de Aralar. Fabio ha appena attaccato. Ad accompagnare quello scatto, in telecronaca per Eurosport, ci sono Salvo Aiello e Riccardo Magrini. Aru vincerà quella tappa, e poi bisserà quel successo con l’affermazione a Mont Castrove/Meis qualche giorno più tardi. E’ lì che sboccia definitivamente la sua stella, dopo la vittoria ottenuta a Montecampione al Giro sempre di quell’anno. Aru lo aveva già fatto, quindi, aveva già vinto, ma per il Cavaliere dei Quattro Mori quello in Spagna fu il primo graffiò. E non smise più di farlo. Noi ci siamo fatti raccontare da Riccardo (Magrini, ndr) il momento in cui lui e Salvo hanno coniato uno dei soprannomi più azzeccati dell’ultimo periodo per un corridore. Ecco la sua testimonianza…

" Ricordo perfettamente quel momento. Stavamo parlando delle Leggende sui Templari, Salvo (Aiello, la prima voce del ciclismo di Eurosport) è un grande appassionato di quel mondo. Noi eravamo lanciati nei nostri discorsi quando all’improvviso è partito Fabietto… Il collegamento è stato immediato. Lui, fiero come un cavaliere, aveva dato la zampata giusta. Da lì aggiungere i Quattro Mori in onore della sua Sardegna è stato semplice. Il soprannome gli è piaciuto talmente tanto che qualche settimana dopo mi ha chiamato, chiedendomi di poter utilizzare quel nickname anche per il suo sito. Ovviamente non era tenuto a farlo, ma è stato comunque un bel gesto, che ho davvero apprezzato. Ancora oggi quando gli chiedono da dove arrivi il soprannome del Cavaliere dei Quattro Mori lui cita Eurosport come fonte. Ed è una bella soddisfazione."

VIDEO: Lo straordinario successo di Fabio Aru alla Vuelta di Spagna 2015

VIDEO: Fabio Aru, una stella nata a Montecampione: 60 secondi per conoscerlo meglio

Fabio Aru è uno dei protagonisti del #Bestof2015Eurosport: clicca qui per votarlo!

0
0