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Nieve sul Gardeccia, Contador ha il Giro

Nieve sul Gardeccia, Contador ha il Giro
Di Eurosport

Il 22/05/2011 alle 12:54Aggiornato Il 22/05/2011 alle 19:19

Mikel Nieve vince la 15esima tappa del Giro d'Italia davanti a Stefano Garzelli e Alberto Contador. Bravo anche Michele Scarponi, che nel finale rischia di tornare su Contador; Nibali - settimo al traguardo - le prova tutte, ma Contador si dimostra più forte: il Giro sembra ormai finito...

Niente da fare. Nessuna crisi e nessun calo improvviso: tutto secondo copione. Alberto Contador si conferma il più forte di questo Giro d’Italia. Lo spagnolo offre l’ennesima dimostrazione di forza anche durante la 15esima tappa della Corsa Rosa, guadagna su tutti i suoi rivali diretti e ipoteca il secondo Giro d’Italia della sua carriera. Il tappone dolomitico con arrivo sul Gardeccia racconta tante storie, quelle di Nibali e Scarponi, che ci provano fino alla fine senza mai mollare, e quella di Garzelli, in fuga tutto il giorno e premiato con il secondo posto di giornata. Ma è soprattutto la favola di Mikel Nieve (FOTO AP/LaPresse) che merita di essere raccontata e sottolineata. Lo spagnolo dell’Euskaltel Euskadi, che arriva dalla Navarra, la stessa regione di Miguel Indurain, si regala una giornata da sogno, andando in fuga fin dai primi km e poi, ai piedi del Gardeccia, trova ancora la forza per attaccare e staccare Garzelli. All’arrivo non ha nemmeno la forza di esultare, ma il suo timbro è di quelli che rimarranno. Per sempre. Come in eterno rimarranno anche le gesta di Contador…

IL CUORE OLTRE LA SALITA - Il vero problema non sono i 59.4 km di salita e il dislivello totale di circa 6000 metri previsti all’interno dei 229 complessivi che presenta la 15esima tappa di uno dei Giri d’Italia più duri di sempre: le difficoltà più pregnanti della Conegliano-Gardeccia Val di Fassa sono paradossalmente le montagne (e le fatiche) dei giorni precedenti. I corridori lo sanno, ma quando si è chiamati a sfidare – nell’ordine – Piancavallo, Giau e Fedaia, prima dell’arrivo sul Gardeccia, non si fanno molti calcoli. Si pedala, con le gambe e con il cuore, e molto spesso non bastano nemmeno. Serve la testa. Serve intelligenza. E serve coraggio.

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