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Dumoulin, Nibali, Roglic, Valverde, Simon Yates: parterre di campioni al Giro 2019, Tour snobbato?

Dumoulin, Nibali, Roglic, Valverde, Simon Yates: parterre di campioni al Giro 2019, Tour snobbato?

Il 17/12/2018 alle 09:08Aggiornato Il 17/12/2018 alle 10:54

Il parterre di campioni al via del Giro d'Italia, questa volta, dovrebbe superare quello del Tour de France: che inizi davvero a materializzarsi una inversione di tendenza?

L’ultimo ad aver sciolto le riserve è Tom Dumoulin con un video-messaggio: la maglia rosa del 2017 ha confermato, direttamente dal ritiro della Sunweb, che il “main focus” del suo 2019 sarà ancora il Giro d’Italia. Il vero e proprio assalto al Tour de France può ancora aspettare, prima c’è il possibile bis in maglia rosa. L’olandese classe 1990 ha vissuto un 2018 di tanti piazzamenti (2° al Giro, 2° al Tour, 2° nella crono mondiale, 4° nella prova in linea mondiale).

Pochi giorni prima di lui era stato Vincenzo Nibali a dire di sì al Giro numero 102, annunciando contestualmente anche la sua voglia di correre la Grande Boucle a luglio: lo Squalo vuole il tris rosa dopo i trionfi del 2013 e del 2016, ma proverà a giocarsi anche il Tour de France, avendo un credito da riscuotere con la sorte dopo la caduta e il ritiro sull'Alpe d'Huez l'anno scorso.

Ma non ci saranno solo loro: il Giro d’Italia, che scatterà da Bologna l’11 maggio per poi chiudersi a Verona il 2 giugno, avrà ai nastri di partenza diversi calibri pesanti: oltre a Dumoulin, Nibali e Simon Yates, è molto probabile (in attese delle necessarie conferme ufficiali) la presenza del campione del mondo Alejandro Valverde, di Mikel Landa, di Egan Bernal, di Gianni Moscon (all’esordio) e di Primoz Roglic. Qualche dubbio in più ma possibilità abbastanza concrete per Fabio Aru e chissà, per il re del Tour 2018 Geraint Thomas. Senza dimenticarci di Miguel Angel Lopez, colombiano dell'Astana che punterà a confermare il podio del 2018.

Il parterre di potenziali partecipanti conferma la crescita esponenziale del Giro d’Italia: non si cerca di riproporre il solito e malsano dualismo tra la corsa di casa nostra e quella d’Oltralpe, è però indubbio che la startlist del 2019 in questo momento sorridera al Giro più che al Tour. Che è stato indicato da Chris Froome come bersaglio principale del suo 2019 per due ragioni principali: raggiungere Merckx, Indurain, Anquetil e Hinault a quota 5 Grand Boucle vinte e regalare al Team Sky un omaggio finale prima dell’uscita di scena dello sponsor a fine stagione.

Possibile che in Francia per lui la concorrenza non sia irresistibile: spuntati dalla lista i numerosi partecipanti al Giro d’Italia, restano in ballo gli enfant du pays Romain Bardet e Thibaut Pinot, la batteria dei colombiani Nairo Quintana e Rigoberto Uran. E, onestamente, poco altro, se non legato alle riserve che Simon Yates ancora deve sciogliere e allo spagnolo Enric Mas.

Per una volta, e speriamo che questa inversione di tendenza venga confermata nel tempo, il Giro d’Italia avrà più “appeal sportivo” rispetto alla competizione di Francia: e sarà proprio un gran bel Giro.

Video - Da Bologna a Verona: la mappa animata delle 21 tappe del Giro d'Italia

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