Con un Boonen così...

Con un Boonen così...
Di Eurosport

Il 03/04/2005 alle 17:10Aggiornato

...non c'è davvero nulla da fare. Il belga vince per distacco l'89esima edizione del Giro delle Fiandre. Dietro di lui Andreas Klier anticipa di una decina di secondi il gruppetto dei più immediati inseguitori. Terzo Peter Van Petegen. Quarto Zabel, quint

Poteva chiudere con successo in volata l'89esima edizione della corsa più amata dai fiamminghi. E invece, in virtù di una condizione davvero strabiliante, il 24enne Tom Boonen ha abbandonato il drappello dei fuggitivi, comprendente almeno tre dei favoriti della vigilia, ai 9 chilometri dal traguardo ed è andato a vincere per distacco una delle corse più affascinanti del panorama ciclistico internazionale, il primo vero passo nella storia per il corridore più talentuoso (con Cunego e Valverde) della generazione under 25. Dopo la Gand-Wevelgem dello scorso anno, dopo il beneaugurate successo nel "Piccolo Fiandre", il Gp E3 Harelbeke di settimana scorsa, il fiammingo ha stravinto il duello con il più anziano connazionale e corregionale Peter Van Petegem, nuovo totem in attività delle corse del Nord dopo l'addio di Musseuw, e ha così sferrato un deciso calcio alla cocente delusione sanremese.

La Corsa dei Muri si apre con un'azione da lontano intrapresa al km 95 da un sestetto composto dal vincitore della scorsa Roubaix Backstedt, dagli spagnoli Barredo e Zaballa, dall'italiano Marzoli e dal francese Mourey, che acquisiscono in poco tempo un vantaggio di oltre 5 minuti. Ma, non appena la corsa comincia farsi dura con il susseguirsi continuo dei caratteristici muri, il vantaggio tende inesorabilmente a scendere. Dietro i Quick Step controllano la corsa per il proprio gioiello, Van Petegem, sempre nelle prime posizioni, marca a uomo il principale rivale, mentre il vincitore dello scorso anno Wesemann, già annunciato in precarie condizioni di salute, è costretto a lasciare ai piedi del Molenberg, il primo di una lunga serie di strappi.

Ai 50 dall'arrivo, Ballan fuoriesce dal gruppo e va a raggiungere Zaballa, l'unico superstite degli avventurieri della prima ora, staccandolo sul Berendries. Ai 32 dal traguardo la svolta: si muove Tom Boonen, seguito a ruota da Van Petegem e da Klier. I tre raggiungono l'iperattivo Zabel e Petito, all'attacco poco prima all'inseguimento di Ballan, e vanno a formare col battistrada un sestetto che il plotone non riuscirà più a riprendere.

Dietro infatti la sola Discovery Channel, tra le grandi squadre, ha interesse a chiudere il buco per Hincapie, ma Lance Armstrong, portatosi in testa al gruppo, non può fare più di tanto per il compagno di squadra. Sul Grammont attacca Van Petegem, ma Boonen, Klier e Ballan tengono bene. Sul meno impegnativo Bosberg Klier ci prova scriteriatamente, ottenendo come unico risultato quello di far fuori il compagno Zabel e vanificando così il vantaggio d'avere un possibile alleato tra i sei.

Poco dopo il capolavoro di Boonen, in attesa da chilometri del momento giusto per far valere la propria miglior gamba: l'ultimo ad alzare bandiera bianca è Van Petegem, che cede quando il vantaggio del rivale supera i 10 secondi. Sul traguardo Andreas Klier anticipa la volata degli sconfitti, vinta da Van Petegem, terzo, su Zabel, Petito e Ballan. Dopo 1'50" George Hincapie regola gli inseguitori, raccogliendo un settimo posto che sa di attimo sfuggito. La 31esima vittoria da pro di quello che ormai si può definire molto più di un velocista, la sesta della stagione, basta a illuminare una carriera che promette ancora di più. La prossima stazione attende il treno Boonen fra sette giorni: ancora pavè, ancora leggenda. E' tempo di Parigi-Roubaix.

0
0