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Nibali al Lombardia per chiudere il cerchio e puntare a uno storico tris

Nibali al Lombardia per chiudere il cerchio e puntare a uno storico tris

Il 12/10/2018 alle 08:32Aggiornato Il 12/10/2018 alle 11:46

Lo Squalo arriva alla Classica di fine anno dopo una stagione iniziata trionfalmente e proseguita nel peggiore dei modi, con la caduta al Tour e una seconda parte di 2018 alla continua ricerca della gamba migliore. Ma tra una condizione in crescita e un percorso che l’ha già visto trionfare due volte, puntare al bersaglio grosso non sembra un’utopia.

Un’altra stagione ciclistica volge al termine e prima di tracciare bilanci di vincitori e sconfitti, sorprese e delusioni del 2018 c’è un’ultima grande corsa segnata in rosso sul calendario di specialisti delle gare di un giorno e non. È il Giro di Lombardia, la Classica delle foglie morte che dell’autunno è il simbolo. Una Monumento dura, un percorso imprevedibile, una prova che può fare al caso, ancora una volta, di Vincenzo Nibali.

La chiusura di un cerchio

La stagione dello Squalo è stata, per certi versi, la più strana della sua carriera. L’attacco sul Poggio ha regalato a Vincenzo e all’Italia un trionfo alla Milano-Sanremo sognato per anni e forse non così previsto, ma proprio per questo ancora più dolce. La vittoria alla Classicissima di Primavera, però, è rimasta l’unica fin qui nella sua annata. E se la poca gloria sulle strade delle Ardenne si può anche sopportare, la caduta e la frattura alla vertebra patita sull’Alpe d’Huez al Tour de France hanno segnato inevitabilmente il suo 2018. Da lì Nibali ha faticato per ritrovare la forma migliore, facendo tanti piccoli passi in avanti (vedi la Vuelta) verso l’obiettivo dichiarato da un anno, la prova iridata di Innsbruck, ma senza arrivare all’appuntamento che più contava con la gamba dei migliori. Ora però, con tanti corridori già “in letargo” e una condizione che a differenza di molti altri è in crescita, Nibali può chiudere alla grande il cerchio stagionale, proprio come alla grande aveva iniziato.

Vincenzo Nibali vince il suo secondo Giro di Lombardia

Vincenzo Nibali vince il suo secondo Giro di LombardiaGetty Images

Percorso e esperienza

Il Lombardia evoca grandi ricordi a Vincenzo Nibali. Era il 2015 e il siciliano vinceva la sua prima Classica arrivando in solitaria a Como e riscattando una stagione che nei Grandi Giri era stata avara di successi. Il bis del 2017 consacrava lo Squalo come specialista anche delle corse di un giorno, aprendo nuovi scenari e ponendo nuovi obiettivi per l'ultima finestra di una gloriosa carriera. In entrambe le vittorie era stato il Civiglio il teatro del suo successo, con lo Squalo capace di sgretolare la concorrenza in salita e lasciare definitivamente la compagnia nella successiva discesa. Il percorso di quest’edizione è sostanzialmente lo stesso dei due trionfi e questo non è affatto un aspetto banale. Si va da Bergamo a Como. Il Civiglio, 4,2 km al 10%, arriverà a 19 km dal traguardo. Prima, sono in programma Colle Gallo (7,4 km al 6%), Colle Brianza (7,5 km al 4%), il Ghisallo (8,5 km al 6,2% con punte del 14%) e soprattutto il Muro di Sormano, strappo infernale di due chilometri con una pendenza media del 15,8% e punte addirittura del 30%. La facile ascesa sul Monte Olimpino sarà l’ultima difficoltà altimetrica di giornata, prima dei 3 km conclusivi sul Lungo Lario.

Gli avversari

L’uomo da tenere d’occhio e, perchè no, il favorito numero 1 è Thibaut Pinot. Il francese è uscito alla grande dalla Vuelta, ha corso bene al Mondiale di Innsbruck e ha dimostrato una grande gamba nelle corse autunnali italiane, chiudendo secondo alle Tre Valli Varesine e primo alla Milano-Torino. Dietro di lui ci sono l'eterno Alejandro Valverde, che questa corsa in carriera l’ha solo sfiorata e desideroso di bagnare la maglia iridata, e la coppia Uran-Woods, in palla nelle ultime gare. Bardet potrebbe dire la sua, gli Yates sembrano un po’ in calo, così come Gianni Moscon, che dopo un mese corso a tutta è un po’ a corto di energie. Da tenere d’occhio è Primoz Roglic, capace di fare la differenza sia in salita che in discesa. Non ci sarà lo spauracchio Alaphilippe.

L'albo d'oro recente

2017 1. Vincenzo NIBALI 2. Julian ALAPHILIPPE 3. Gianni MOSCON
2016 1. Esteban CHAVES 2. Diego ROSA 3. Rigoberto URAN
2015 1. Vincenzo NIBALI 2. Daniel MORENO 3. Thibaut PINOT
2014 1. Daniel MARTIN 2. Alejandro VALVERDE 3. Rui COSTA
2013 1. Joaquim RODRIGUEZ 2. Alejandro VALVERDE 3. Rafal MAJKA
2012 1. Joaquim RODRIGUEZ 2. Samuel SANCHEZ 3. Rigoberto URAN

Tris come pochi

Nibali cerca un tris riuscito a gente come Girardengo, Bartali, Kelly e Cunego. Più in alto solo Binda e Coppi. Ma non solo. Lo Squalo va a caccia del lampo del fuoriclasse, della firma del campione, del graffio del capitano ferito e orgoglioso. L'occasione e il terreno sono quelli giusti.

Video - Pazzesco alla Milano-Torino: Gaudu e Lopez si scontrano in salita e vince Thibaut Pinot

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