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Caso Pantani, il generale Rapetto all'Antimafia: "Quando morì qualcuno era in albergo con lui"

Caso Pantani, il generale Rapetto all'Antimafia: "Quando morì qualcuno era in albergo con lui"

Il 16/04/2019 alle 15:57Aggiornato Il 16/04/2019 alle 17:04

Umberto Rapetto, già generale di brigata della Guardia di Finanza, davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia ha avanzato delle importanti rivelazioni riguardo alla scomparsa del ciclista di Cesenatico.

Nella struttura in cui Marco Pantani fu ritrovato senza vita, c'erano "dei sotterranei e un garage", perché l'albergo "veniva probabilmente utilizzato non solo per trascorrere le vacanze, ma magari per trascorrere qualche ora in intimità, ragion per cui la possibilità di accedere dal garage esorbitava da qualunque controllo poteva essere esercitato dal bureau".

Lo ha detto in audizione davanti alla commissione Antimafia Umberto Rapetto, già generale di brigata della Guardia di finanza, che ha ricostruito la fine del campione italiano di ciclismo, analizzando alcuni punti oscuri delle indagini. Come la posizione di un braccio: "Non si può pensare che sia stato lui a strisciare il braccio prima di esalare l'ultimo respiro".

Questo porta a sospettare che al momento del decesso "qualcuno era con lui", a differenza di quanto è sempre stato affermato in fase di indagine. Rapetto, inoltre, porta all'attenzione dei parlamentari l'immagine di una pallina bianca che era nella stanza d'albergo, vicino al corpo del 'pirata', ma "rimasta intonsa anche se fosse in una pozza di sangue, come se fosse stata calata giù con una canna da pesca".

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