Getty Images

#MeToo nel ciclismo contro il CT dell’Italia: “Entrava in camera, che fossimo vestite o meno”

#MeToo nel ciclismo contro il CT dell’Italia: “Entrava in camera, che fossimo vestite o meno”

Il 11/10/2019 alle 16:02Aggiornato Il 11/10/2019 alle 16:03

Accuse pesanti rivolte verso il CT e responsabile del settore femminile nazionale, Dino Salvoldi. A muoverle è l’ex pistard Maila Andreotti che, attraverso racconti e dichiarazioni, ha puntato il dito contro di lui e contro un massaggiatore accusandoli appunto di violenze psicologiche.

#MeToo. Questo non è solo un hashtag social per sensibilizzare la campagna contro le violenza sulle donne, ma è un vero e proprio messaggio per combattere tutto quello che, purtroppo ancora a tante ragazze, accade continuamente.

Un messaggio venuto fuori anche nel mondo dello sport, partito dalla ginnastica americano e arrivato poco tempo fa anche in Italia, nel mondo del ciclismo e non solo. Ad agosto infatti, una decina di atlete hanno denunciato atti molesti da parti di team manager e direttori sportivi e questo ha scatenato un effetto catena che ha portato alla luce numerosi casi.

Uno di questi vedrebbe coinvolto anche il CT Dino Salvoldi, attuale responsabile della nazionale femminile, e nel mirino ci sarebbero state delle presunte infuazioni o relazioni sentimentali del CT con delle atlete. Salvoldi si era giustificato: “Di innamorarsi capita a tutti, è la mia vita privata”.

Oggi, il Corriere della Sera recupera il caso attraverso le parole della 24enne Maila Andreotti, ex pistard in lizza per un posto alle Olimpiadi di Tokyo 2020. La Andreotti ha lasciato da poco il ciclismo, e di conseguenza anche il suo sogno a cinque cerchi perché, non sempre secondo lei, le convocazioni in azzurro erano dettate non dai soli meriti sportivi.

" A maggio 2012, avevo 16 anni, ai pre campionati europei juniores in Portogallo c’erano nuovi tecnici e massaggiatori. Ebbi la sensazione che Salvoldi trattasse le ragazze in modo diverso, il marcio l’ho visto la prima volta che ho incontrato un certo massaggiatore. Mi faceva domande strane, battute un po’ spinte, mi diceva ‘spogliati’ prima dei massaggi. Stava a guardarmi mentre mi spogliavo, mi sentivo a disagio. Quel massaggiatore mi massaggiò solo il sedere. Mi lamentai col mio allenatore dicendo che ne volevo un altro, non c’era una massaggiatrice nonostante alcune ragazze l’avessero chiesto. Ma finita la trasferta mi è stato fatto sapere che avrei dovuto farmi andar bene anche le cose che non andavano: sono stata lasciata a casa per due anni. Non si tratta di costrizioni. Sono molestie psicologiche, ti mettevano in condizione di annullare te stessa."

Ma il racconto della Andreotti non si limita solo ai comportamenti del massaggiatore, Maila parla anche del CT.

" Lui diceva: ‘lascia la porta della camera aperta’. E lui entrava, in qualsiasi momento, che tu fossi vestita o no. Da lui non sono mai stata molestata. Le ragazze che hanno avuto rapporti con lui erano tutte consenzienti. Chiunque può innamorarsi non è un problema, ma lo diventa quando inizi a favorire chi è legata a te. Ricordo ragazze che piangevano perché venivano lasciate da parte per una che non era la più forte"
""

Video - Prima prova di coppa del mondo per l’inseguimento a squadre, le Rocket Girls sono già di bronzo!

01:20
0
0