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Il bis di Valverde, le speranze azzurre, la squadra più forte: le 5 domande al Mondiale di ciclismo

Il bis di Valverde, le speranze azzurre, la squadra più forte: le 5 domande al Mondiale di ciclismo

Il 29/09/2019 alle 08:12Aggiornato Il 29/09/2019 alle 08:17

Lo spagnolo è campione carica, ma per lui non sarà facile ripetersi. Il faro dell’Italia è Trentin, ma non manca il piano B. Il Belgio è uno squadrone, Evenepoel sarà avvantaggiato o meno da aver fatto la crono?

Ci siamo. È il grande giorno della prova in linea Elite, ciliegina che corona la torta dei Mondiali di ciclismo su strada. Tanti i pretendenti, ancor di più le incognite. Dai favoriti agli outsider, dalla squadra azzurra alla formazione più forte, senza tacere di un percorso che si preannuncia – e si è già dimostrato – spettacolare. Ci siamo posti 5 domande per capire che gara sarà, in attesa dei fuochi d’artificio.

1) Alejandro Valverde può fare il bis?

Sette medaglie iridate – chi lo insegue nella classifica all time ne ha quattro - , dodici mondiali disputati e, ovviamente, una maglia da difendere dopo l’impresa di dodici mesi fa a Innsbruck. Il palmarés de l’Imbatido fa paura, la sua continuità quando ci si gioca l’arcobaleno ancor di più. Stavolta avrà anche un uomo in più a disposizione, grazie al ranking e alla maglia che ha indossato per un anno. In una Spagna di cui sarà il lider maximo e unico. Detto tutto ciò – e non è assolutamente poco – sarà tosta concedere il bis. In un finale esplosivo, c’è almeno un terzetto che gli parte davanti nei favori del pronostico: Mathieu van der Poel, Peter Sagan, Julian Alaphilippe. Dura, non impossibile. L’errore più grande sarebbe sottovalutarlo. Anche perché la sua ambizione non è mai sopita…

" Ho 39 anni ma ho ancora voglia di lottare. Ho battagliato per vincere la Vuelta, ho conquistato una tappa e il secondo posto, ho la condizione giusta per il mondiale…[Alejandro Valverde]"

2) L’Italia può vincere il Mondiale? Con quale strategia?

Never say never, diceva qualcuno, anche se la concorrenza è davvero la più tosta possibile. Matteo Trentin sarà la nostra punta. Uomo da Classiche e corridore universale, potrà giocarsi le sue carte sia con un attacco anticipato che in uno sprint ristretto sul traguardo di Harrogate. Il corridore della Mitchelton (futuro CCC) viene dal successo al Matteotti e dall’ottimo Tour of Britain, dove si è inchinato solo allo strapotere di van der Poel. Un punto a suo favore: il meteo avverso non lo penalizza, anzi. Ma l’Italia non è solo Trentin. Sonny Colbrelli è una valida alternativa, Diego Ulissi e Alberto Bettiol uomini di qualità in grado di inserirsi nell’azione giusta per far saltare il banco. L’Italia dovrà cercare di fiaccare la resistenza delle squadre più forti. Con il motore di Moscon e l’abnegazione di Puccio. Sfruttando l’esperienza di Visconti e il momento di Cimolai. Il CT Cassani ha imbastito una squadra ben assortita e a differenza di altri nazionali è poco sotto la luce dei riflettori. Possiamo sorprendere.

I risultati dell'Italia agli ultimi Mondiali

Edizione Miglior corridore italiano Posizione
Innsbruck 2018 Gianni Moscon
Bergen 2017 Matteo Trentin
Doha 2016 Giacomo Nizzolo
Richmond 2015 Giacomo Nizzolo 18°
Ponferrada 2014 Sonny Colbrelli 13°
Toscana 2013 Vincenzo Nibali
Valkenburg 2012 Oscar Gatto 13°
Copenhagen 2011 Daniele Bennati 14°
Geelong 2010 Filippo Pozzato

3) Qual è la squadra più forte?

Come valore assoluto degli interpreti il Belgio è devastante. C’è Philippe Gilbert, che a 37 anni sogna di replicare l’oro di Valkenburg 2012 e non è neanche una pazza idea. C’è Greg Van Avermaet, campione olimpico che sguazza in percorsi come questo. C’è Remco Evenepoel, che ha poca pazienza per aspettare un futuro da dominatore. Ci sono Yves Lampaert (al netto della caduta nella crono) e Tim Wellens, amanti di queste latitudini e percorsi. A seguire tre “gregari” di lusso: Tim Declercq, Oliver Naesen e Dylan Teuns. Talento e classe da vendere, che nessuna delle altre nazionali può vantare. Il che potrebbe anche essere controproducente. Ci sarà un capitano unico designato o sarà la corsa a decidere? Probabilmente la seconda. Il campione si metterà a disposizione del compagno, se dovesse servire? Staremo a vedere. Resta il fatto che, sulla carta, nessuno è come loro.

4) Evenepoel e Lutsenko tra gli outsider: giusto aver fatto la crono?

Nel lotto degli outsider, categoria che a dire il vero starebbe un po’ strettina a questi due, ci sono anche Remco Evenepoel e Alexey Lutsenko. Entrambi in gara nella cronometro, dove il primo ha chiuso con l’argento e il secondo 25esimo a quattro minuti e mezzo da Rohan Dennis. Una prova che, al di là della differenza di risultato tra i due, è servita per rompere il ghiaccio e approcciare le strade inglesi ma che non porterà grossi aiuti per la prova in linea, dove ovviamente cambierà tutto. La scelta della doppia gara, in ogni caso, ci può stare. Il belga ne esce con una medaglia al collo, conquistata in una prova dove ha potuto dare tutto sé stesso per raggiungere il miglior risultato possibile. Cosa non affatto scontata, come si legge alla risposta 3, nella gara odierna. Lutsenko non ha incantato e probabilmente ha svolto un buon allenamento. Da uno degli uomini più forma del momento ci si aspetta qualche stilettata nel circuito finale di Harrogate.

Video - "Cosa vuoi dire di Evenepoel? Che è un fenomeno": il meglio della sua crono in 170 secondi

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" È a metà tra una classica del pavè e una delle Ardenne. Si può spaziare tra Sagan, Valverde, Alaphilippe, me, Van der Poel, Fuglsang... e sono curioso di vedere Pogačar dopo la Vuelta [Matteo Trentin]""

5) Percorso complesso, dove si potrà fare la differenza?

285 chilometri tra Leeds e Harrogate, solo la Milano-Sanremo è più lunga. Curve pericolose e strade strette, strappi e tre Gpm, posti nella prima metà di gara. Tratti di pianura col contagocce. Con il severo giudizio della pioggia – e forse del vento – ad indurire un percorso già senza fiato. Nella prima parte di gara si vivrà di una fuga e del forcing di squadre che vorranno assottigliare il gruppo. Nel circuito finale – 13,8 km da percorrere per sette volte – potrebbe succedere di tutto.

Mondiale 2019 Yorkshire - Altimetria

Lo strappetto inserito nel giro farà male e sarà teatro di sicuri attacchi. Ma non sarà mai possibile distrarsi. Ogni curva a gomito, ogni breve picchiata di un tracciato estremamente mosso potrà valere una chance di fare la differenza. Poco prima del traguardo ci sarà una chicane, da affrontare con estrema attenzione. E il rettilineo finale in leggera salita, come hanno testimoniato in tanti, non finisce mai.

Video - Contador-Wiggins puntano su van der Poel: "E' il Messi del ciclismo"

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