Il Re del Nord

Il Re del Nord
Di Eurosport

Il 10/04/2005 alle 12:33Aggiornato

Tom Boonen ha conquistato la 103esima edizione della Parigi-Roubaix, battendo in una volata a tre George Hincapie e Juan Antonio Flecha. Per il belga una storica doppietta dopo il successo di domenica scorsa al Giro delle Fiandre.

Una doppietta riuscita a soli sette corridori nella storia del ciclismo, un'egemonia quasi assoluta nella fase primaverile delle classiche nell'anno del debutto del Pro Tour, una condizione straripante unita a un'intelligenza di corsa rarissima in un corridore così giovane: Tom Boonen partiva favorito e, tenendo fese alle aspettative, ha dominato in lungo e in largo la 103esima edizione della Parigi-Roubaix, una corsa che nel 2002 aveva affrontato senza timori reverenziali, chiudendo terzo. Il fiammingo aveva promesso una classica entro il 2004 e non ha fallito: lo scorso anno è arrivata la Gand-Wevelgem, nel 2005 Fiandre e Roubaix. Semplicemente straordinario.

Una corsa entrata nel vivo dopo circa 20 km quando otto uomini senza concrete velleità di successo finale (Thijs, Berges, Brard, Lang, Barredo, Chavanel, Coyot, Herrero) si lanciano in una fuga dimostrativa e dopo 100 km di corsa vantano oltre 10 minuti sul gruppo. Ma l'azione degli otto, rimasti in sei lungo il percorso, non rappresenta un problema per nessuno: il vantaggio si assottiglia rapidamente e l'attenzione della corsa si sposta subito sul primo gruppo inseguitore, in cui figurano tutti i migliori eccetto Van Petegem, vittima di una caduta a metà percorso e costretto al ritiro dopo un estremo tentativo di riagganciarsi alla testa della corsa. Agli 80 km dall'arrivo, sui 3300 metri del settore 14 e in una fase in cui la pioggia sembra poter prevalere sul bel tempo, è di Filippo Pozzato l'azione decisiva che porta al distacco dal gruppo di sei tra gli uomini più temuti della corsa.

Sono il favorito Tom Boonen, il vincitore della scorsa edizione Magnus Backstedt, i compagni di squadra Cancellara e Flecha, il vecchio outsider Michaelsen, l'americano George Hincapie e, in un primo tempo, anche il compagno dello sfortunato Van Petegem Leon Van Bon, subito messo fuori causa da una foratura. La stessa sorte che tocca dopo pochi chilometri allo svizzero Cancellara, che non riuscirà più a riportarsi sotto e rinuncerà così a un gioco di squadra con Flecha che alla Parigi-Nizza si era dimostrato assai fruttuoso. Raggiunti e sfilati i battistrada, i cinque, capendo che dietro Wesemann (ancora un'occasione persa per i T-Mobile, in profonda crisi di risultati), Cancellara e Van Bon non hanno chance di rientrare, si danno cambi regolari.

Ai 16 dal traguardo, sul Carrefour de l'Arbre, il settore in assoluto più duro, cede di schianto Michaelsen, allo stremo, e, poche centinaia di metri più tardi, la stessa sorte capita a Backstedt, ancora dolorante al polso per la caduta causata da Pozzato mercoledì alla Wevelgem. Gli ultimi chilometri sono un preambolo per il terzetto di testa al tradizionale epilogo presso il Velodromo di Roubaix, una sorta di training autogeno per Hincapie e Flecha che possa in qualche modo rassicurarli sul fatto che la corsa non sia già segnata. Ma Boonen non è avvezzo a riservare sorprese, almeno in negativo, passa in testa a metà dell'ultima curva e mantiene, senza apparenti difficoltà, la prima posizione fino a taglio del traguardo. Secondo è Hincapie, terzo Flecha, per un piazzamento per lo spagnolo poco utile a smaltire la delusione per il furto subito alla Gand-Wevelgem. Quindi Backstedt e Michaelsen. Andrea Tafi chiude col gruppo degli inseguitori la sua ultima Roubaix e la sua ultima corsa della carriera. Bene anche Ballan che porta a termine la Regina delle Classiche alla sua prima esperienza.

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