PA Sport

La ASO vorrebbe impedire a Froome la partecipazione al Tour, ma è un'ipotesi veramente plausibile?

La ASO vorrebbe impedire a Froome la partecipazione al Tour, ma è un'ipotesi veramente plausibile?

Il 22/03/2018 alle 11:20Aggiornato Il 22/03/2018 alle 11:39

Complicato e complesso, il caso Froome non sembra trovare una soluzione. L'ASO, organizzazione che si occupa del Tour de France vorrebbe impedire al britannico, trovato non negativo al salbutamolo, di partecipare al Tour 2018. E l'UCI risponde: "Potremmo fermare Froome ma per il salbutamolo non è mai stato fatto e bisogna rispettare i diritti di ogni corridore".

Froome sì, Froome no: ci risiamo.

A portare alla luce il quesito più discusso della stagione ciclistica appena iniziata è l’ASO, ovvero l’organizzazione alle spalle del Tour de France.

E proprio sulla Gran Boucle si pone l’interrogativo che riguarda il Kenyano Bianco del Team Sky: l’ASO sarebbe pronta ad impedirne la partecipazione al Tour del 2018.

Christian Prudhomme, direttore della corsa francese si è sempre dimostrato fiducioso nei confronti della burocrazia dell’UCI e delle sue tempistiche, ma col caso di Chris Froome, la decisione stenta ad arrivare. E se la RCS con il suo numero 1, Mauro Vegni, ha già fatto sapere, per quel che riguarda il Giro d’Italia, di non avere il diritto di escludere nessun corridore, tantomeno Froome, la ASO sembra avere un’opinione differente.

" Non possiamo arrogarci un diritto che solo l’UCI può avere. Qui Froome corre perché non è stato sanzionato. Quando e se lo sarà, dovrà fermarsi, ma gli si tolga la Vuelta, non quel che ha vinto dopo. [Mauro Vegni, direttore Giro]"

L’ASO può impedire a Froome di non partecipare?

Secondo quanto riportato dalla Press Association Sport, l’ASO ha delle regole molto rigide che riguardano i partecipanti alle gare, soprattutto per salvaguardare l’immagine della corsa stessa.

Un caso abbastanza noto è quello di Tom Boonen nel 2008 e della sua triplice positività alla cocaina fuori competizione. In quella circonstanza, la stessa organizzazione del Tour, a salvaguardia della corsa, pensò di escludere Boonen ma non riuscì nel suo intento, con il tribunale civile che si dichiarò non competente per poter agire.

Ragionando in quest’ottica, l’ASO vorrebbe impedire a Froome la partecipazione al Tour 2018 facendo leva sul fatto che si tratti di un corridore con un giudizio pendente, la cui sentenza potrebbe arrivare da un momento all’altro. Di conseguenza anche la potenziale squalifica o fermo.

Un’ipotesi plausibile?

Chi può sanzionare o escludere da corse Chris Froome, è solo l’UCI. Nel 2006 accadde con i ciclisti coinvolti nell’Operacion Puerto, ma al momento nemmeno l’Unione Ciclistica Internazionale riesce a trovare una soluzione tant’è che per spiegare la situazione, ha pubblicato una nota che estrapola punti cruciali del regolamento antidoping.

  • Un risultato anomalo non è necessariamente una violazione del regolamento antidoping

Quello di Chris Froome è un risultato anomalo, e non una positività al salbutamolo. Perciò, come si legge nella nota ufficiale, l’assunzione di salbutamolo può essere causata da altri fattori non necessariamente legati al doping. L’iter, a questo punto, prevede più passaggi. Dal CADF (Fondazione Antidoping Ciclismo),si passa al LADS (Servizio Legale AntiDoping) che procederà ad un’analisi ulteriore. A questo punto si avvertono in ordine: corridore, federazione nazionale antidoping di riferimento, l’AMA (Agezia Mondiale Antidoping) e l’UCI ma non viene preso nessun provvedimento.

  • Le Sostanze Specifiche come il Salbutamolo non prevedono la sospensione

Dal momento che si tratta di un risultato anomalo, è diritto del corridore chiedere le controanalisi del campione. Una volta ricevuto l’esito delle stesse, si apre una procedura disciplinare. Secondo quanto riporta la nota dell’UCI, nel caso delle “Sostanze Specifiche“, come è il salbutamolo (sostanza per cui Froome è risultato non negativo) non è prevista la sospensione. Questo perchè l’AMA ritiene che “queste sostanze siano state più probabilmente usate per altri scopi, e non per il miglioramento delle prestazioni”. Nel caso di Froome, per la cura dell’asma.

Sta poi alla squadra o al corridore, la possibilità di autosospedersi dalle gare e questo periodo sarà dedotto dall’eventuale squalifica. Questo però, nel caso Froome non è successo.

Il parere dell’UCI

" Avremmo il potere di fermare Chris Froome ma per il salbutamolo non è mai stato fatto e dobbiamo rispettare i diritti del corridore, non trattarlo diversamente da altri ciclisti [David Lappartient, Presidente UCI]"

Così David Lappartient in una conferenza a Ginevra, come riportato dal The Guardian.

" Nessun’altra federazione internazionale si è espressa in materia salbutamolo. Perciò saremmo l’unica federazione a farlo, e solo per un ciclista tra l’altro. Se lo facessimo, saremmo quindi in torto e portando la cosa su un piano giudiziario, potremmo anche perdere un’eventuale causa giudiziaria"

Alla fine dei conti, la sospensione di Chris Froome non è arrivata e come ha sostenuto proprio Lappartient, una decisione potrebbe essere presa anche a Giro d’Italia inoltrato.

E valutando tutte le argomentazioni e le carte fornite dall’UCI stessa, impedire a Froome (o a qualsiasi corridore) la partecipazione ad una corsa, non sembrerebbe proprio un’ipotesi possibile.

" Ragionare con questo caso è materia dell’UCI, non degli organizzatori delle corse. Certo, alcuni sono preoccupati dei risvolti della presenza di Froome in termini di immagine. Speriamo che la situazione possa risolversi presto così gli organizzatori non dovranno confrontarsi con problemi di esclusione di corridori. Non è il loro lavoro, è quello dell’UCI e della WADA"
0
0