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Bentornato John Degenkolb! Trionfo a Roubaix davanti a Van Avermaet

Bentornato John Degenkolb! Trionfo a Roubaix davanti a Van Avermaet

Il 15/07/2018 alle 16:16Aggiornato Il 15/07/2018 alle 17:28

Il tedesco della Trek, già vincitore della Roubaix nel 2015, entra nell'azione giusta nel finale insieme a van Avermaet e a Lampaert e li batte allo sprint. Tappa durissima e infinita. Porte si ritira dopo pochi chilometri per una brutta caduta, perdono tempo prezioso Bardet, Landa, Uran e soprattutto Van Garderen.

Dall’inferno rispunta il redivivo Degenkolb! Il tedesco ritrova il suo passato nell'arrivo di Roubaix e trionfa nella tappa del pavè, regolando nella volata ristretta la maglia gialla Van Avermaet e Yves Lampaert e trovando il suo primo successo al Tour de France. L’azione del terzetto era nata a 16 km dal traguardo, a sorprendere il marcatissimo Peter Sagan e i big della generale bravi e fortunati ad arrivare fin lì in testa alla corsa. Sì, perchè come ci si poteva immaginare, è stata una gara ad eliminazione, iniziata col doloroso ritiro dei primi chilometri di Richie Porte e proseguita con le tante cadute che hanno fatto pagare dazio a Bardet, Uran, Landa e Van Garderen. Van Avermaet consolida la sua leadership e, nonostante un po' di amaro in bocca per la vittoria sfumata, si godrà la jaune fino alle Alpi.

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L'ordine d'arrivo della nona tappa

1. John DEGENKOLB (GER) Trek Segafredo 3h24'26''
2. Greg VAN AVERMAET (BEL) BMC st
3. Yves LAMPAERT (BEL) Quick-Step Floors st
4. Philippe GILBERT (BEL) Quick-Step Floors +19''
5. Peter SAGAN (SVK) BORA Hansgrohe st
6. Jasper STUYVEN (BEL) Trek Segafredo st
7. Bob JUNGELS (LUX) Quick-Step Floors st
8. Andre GREIPEL (GER) Lotto Soudal +27''
9. Edvald BOASSON HAGEN (NOR) Dimension Data st
10. Timothy DUPONT (BEL) Wanty st

Torna il pavè

Benvenuti all’inferno. Bienvenue en Enfer. È il giorno della piccola Roubaix, è il momento del sacro pavè simbolo delle Classiche del Nord e oggi di nuovo protagonista del Tour de France. Una tappa allo stesso tempo temuta e attesa dai favoriti di questa Grande Boucle, una corsa che può sconvolgere i delicati equilibri della classifica generale quanto e forse più di un arrivo alpino o pirenaico. Sono 15 i tratti sulle pietre previsti dal percorso, per un totale di 21,7 km. Era dal 1981 che non erano così tanti. 37 anni fa era stato il belga Daniel Willems a imporsi nella Compiegne-Roubaix. Da allora il pavè è tornato sulle strade della corsa gialla altre 5 volte e quella a noi più cara è di certo la quinta tappa dell’edizione 2014. Quel giorno Vincenzo Nibali chiuse al terzo posto nella Ypres-Arenberg, dietro a Boom e al compagno Fuglsang, ma mise un’altra pietra fondamentale nella costruzione del suo trionfo in giallo.

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Porte, che sfortuna!

Difficilissimo fare una lista dei favoriti, anche se al via ci sono i vincitori delle ultime cinque Parigi-Roubaix. In ordine cronologico: Terpstra, Degenkolb, Hayman, Van Avermaet (in giallo) e Sagan (in verde). Si parte a mille, come prevedibile. Ma tra strade strette e fiumi di tifosi, la tappa più temuta tende un tranello alla corsa quando non si è ancora entrati nel vivo. Una caduta dopo 10 km provoca danni a tanti e una vittima illustre. È il povero Richie Porte, che sbatte malamente la clavicola a terra e in lacrime è costretto al ritiro. Sfortuna immensa per l’australiano, già costretto ad abbandonare la corsa gialla lo scorso anno. Ma il Tour non si ferma, non può farlo. E davanti, sfidando le velocità altissime del gruppo, si concretizza la fuga. Ci sono Omar Fraile (Astana), Antwan Tolhoek (LottoNL Jumbo), Thomas De Gendt (Lotto Soudal) e Jérôme Cousin e Damien Gaudin (Direct Energie), su cui si riportano in un secondo momento Nicolas Edet (Cofidis), Janse Van Rensburg (Dimension Data), Lilian Calmejane (Direct Energie), Chad Haga (Team Sunweb) e Olivier Le Gac (FDJ).

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Si aprono le danze

Il ritmo continua a essere infernale e nella prima ora si viaggia vicino ai 50 km di media oraria. Le pietre entrano in scena dopo 47 km, con il primo tratto in pavè: 900 metri tra Escaudoeuvres e Thun, una stellina di difficoltà. Forano subito in tanti. Davanti, il sudafricano Tolhoek che è costretto a rialzarsi. Dietro, Romain Bardet, che cambia bicicletta almeno un paio di volte e fatica a rientrare. BORA e Team Sky fanno il ritmo nel gruppo, dove nelle prime posizioni si vedono pimpanti Sagan, Kwiatkowski, Van Avermaet e anche un inatteso Gaviria. Anche le cadute tornano protagoniste. Finiscono a terra, tra gli altri, Groenewegen, Bernal due volte e Daniel Oss.

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La Sky ci prova

Nel settore 11, i 2400 metri da 4 stelline di difficoltà tra Tilloy e Sars-et-Rosières, il Team Sky prova a far esplodere la corsa. Il forcing di uno scatenato Kwiatkowski spezza il gruppo in 5 o 6 tronconi, mettendo in difficoltà molti uomini di classifica. Nibali, Fuglsang e Majka rimangono indietro, ma riescono a rientrare dopo un paio di chilometri. La fortuna invece, continua a voltare le spalle alla BMC. Tejay Van Garderen, ancora più attardato, si mette all’inseguimento dei migliori quasi da solo, ma quando corona la sua rincorsa una nuova caduta gli fa perdere altro terreno. La corsa è allo stesso tempo crudele e stordente per la sua bellezza. Nel settore 9, arrivano le prime schermaglie dei favoriti di giornata, con uno splendido Greg Van Avermaet a provare due volte l'allungo nel settore più lungo in programma, quello tra Auchy e Bersée. Ci prova anche Gilbert, ma Sagan fa buona guardia e chiude ogni buco.

Tour de France 2018 - Roubaix

Tour de France 2018 - RoubaixGetty Images

Se ne va un terzetto, Degenkolb trionfa

Mentre davanti Gaudin e Van Rensburg provano l'ultimo disperato attacco, dietro Landa e Uran finiscono per terra. Siamo nelle fasi decisive, siamo nel penultimo tratto in pavè della tappa. È a Camphin-en-Pévèle che finisce la fuga di giornata ed è sempre qui, quando a Roubaix mancano 16 km, che Van Avermaet, Degenkolb e Lampaert allungano in maniera decisiva. Il terzetto guadagna 10 metri, che poi diventano 30 e ancora 50. Sagan si fa sorprendere o forse semplicemente non ne ha. Lo slovacco prova l'inseguimento per qualche centinaio di metri, poi alza bandiera bianca. Le ultime pietre non cambiano più le carte in tavola, sarà volata a tre. Degenkolb parte per primo e nessuno dei due belgi ha la forza per contestargli la volata. Tre anni dopo il successo alla Regina delle Classiche, il tedesco rivince a Roubaix. E poco importa se non si arriva al velodromo, la vittoria resta dolcissima.

Video - Degenkolb più forte di tutti! Conquista Roubaix con uno sprint di rabbia

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La classifica generale

1. Greg VAN AVERMAET (BEL) BMC 36h07'17''
2. Geraint THOMAS (GBR) Team Sky +43''
3. Philippe GILBERT (BEL) Quick-Step Floors +44''
4. Bob JUNGELS (LUX) Quick-Step Floors +50''
5. Alejandro VALVERDE (ESP) Movistar +1'31''
6. Rafal MAJKA (POL) BORA Hansgrohe +1'32''
7. Jakob FUGLSANG (DEN) Astana +1'33''
8. Chris FROOME (GBR) Team Sky +1'42''
9. Adam YATES (GBR) Mitchelton Scott st
10. Mikel LANDA (ESP) Movistar st
12. Vincenzo NIBALI (ITA) Bahrain Merida +1'48''

Domani è in programma il primo giorno di riposo del Tour de France numero 105. Si riprende martedì, primo appuntamento del temibile trittico alpino della prossima settimana.

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