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La domenica del pavé: al Tour de France c'è una Piccola Roubaix

La domenica del pavé: al Tour de France c'è una Piccola Roubaix

Il 14/07/2018 alle 10:07Aggiornato Il 17/07/2018 alle 09:30

C'è Van Avermaet in maglia gialla, c'è Sagan vincitore della Parigi-Roubaix, c'è Vincenzo Nibali che quattro anni fa, ad Arenberg, fece l'impresa. Quando l'Inferno del Nord avvolge la Grande Boucle, la magia di ripete. Con le preziose parole di Filippo Pozzato, maestro italiano del pavé.

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Prima delle Alpi e dei Pirenei, di Huez e del Col de Portet, il rosso cerchia domenica 15 luglio, nona tappa del Tour de France. Come diceva Guy Demaysonce, «La bicicletta è la penna che scrive sull’asfalto» e la Grande Boucle ha dipinto di giallo le strade di Vandea e Bretagna, della Loira e Notre-Dame d’Amiens. Vivement dimanche! Dalla Citadelle d’Arras inizia l’Enfer du Nord e la polvere s’alza nel vento, i manubri tremano e le ruote piangono. È la più austera e romantica frazione del Tour 105. È la tappa del pavé col suo fascino indiscreto e una feroce pretesa: sfidare un inferno di sassi verso i cancelli del paradiso di Roubaix.

Video - Tour de France 2018, tappa 9: Arras Citadelle/Roubaix, percorso e altimetria

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La tappa del pavé sulle strade dell'Enfer

Dal 1985, Roubaix non è una città della Grande Boucle ed è dal 1981 che non si fa così tanto pavé: la tappa, da Compiègne al Vélodrome André-Petrieux, la vinse il belga Daniel Willems e la corsa fu di Bernard Hinault. Trentasette anni dopo, la domenica del pavé conta 21,7 chilometri in 15 settori a fondo sconnesso e dorso d’asino: dallEscaudœuvres à Thun al mitico Mons en Pévèle, strade di sassi sacri e storie di ciclismo. Sarà la seconda volta in 105 edizioni di Tour che sì tanto pavé si tinge di giallo. Destino vuole che Greg Van Avermaet, vincitore della Parigi-Roubaix nel 2017, lo solcherà in maglia gialla. Fato chiede che Peter Sagan, detentore della Reine, si consegni alla storia del ciclismo rialzando le braccia lì dove c'è il velodromo più famoso del mondo.

I pavé del Tour

Vincenzo Nibali è Dantesque

Nelle ultime cinque edizioni di pavé alla Grande Boucle, non c’erano mai stati più di 13 chilometri. Una di queste volte, nell’anno di grazia 2014, sotto il fango di Arenberg c’era la maglia gialla di Vincenzo Nibali. Senza mai correre la Parigi-Roubaix, Nibali ha firmato sui sassi una delle imprese più belle della sua carriera. È il 9 luglio 2014 e il Nord abbraccia il Tour de France commemorando la Grande Guerra dal fronte occidentale di Ypres. L'attesissima quinta tappa è una sintesi di Roubaix e Vincenzo, che a Sheffield ha già vinto la sua Piccola Liegi e riparte proprio dal Belgio, si libra sul pavé del Carrefour de l’Arbre rifilando due minuti a Contador, mentre Froome si ritira stordito da due cadute sui sassi bagnati. È lì che i francesi s'accorgono finalmente di Nibali: sul traguardo di Arenberg, Vincenzo è Dantesque.

" Guardatelo mentre pedala. È il più calmo di tutti, ma nella fatica la plastica del suo viso perde ogni frivolezza da giovanotto siciliano. È un viso rude che s’affina e si incide. Volto da eroe quello di Vincenzo Nibali come li modellavano gli scultori antichi, con i capelli chiusi dalla calottina rigida e l’occhio tra scontento e minaccioso.(Domenico Quirico)"
Vincenzo Nibali and team Astana crosses the line in third place to retain the yellow jersey during the fifth stage of the 2014 Tour de France, a 155km stage between Ypres and Arenberg Porte du Hainaut, on July 9, 2014 in Ypres, Belgium

Vincenzo Nibali and team Astana crosses the line in third place to retain the yellow jersey during the fifth stage of the 2014 Tour de France, a 155km stage between Ypres and Arenberg Porte du Hainaut, on July 9, 2014 in Ypres, BelgiumGetty Images

Connessioni: Sir Bradley Wiggins

Il corridore più titolato nella storia del ciclismo è Eddy Merckx che, agli albori dell'età dell'Acquario, ha vinto la prima edizione della Paris-Roubaix con la Foresta di Arenberg (1968). Campione infinito, re di cinque Tour de France, Merckx era figlio del parquet come Bradley Wiggins che è nato a Gand e del ciclismo moderno ha riscritto le regole: vincere il Tour trasformando il suo fisico da migliore pistard del mondo, a scalatore della Grande Boucle. Sir Bradley voleva un lieto fine all'Inferno per sentirsi come in paradiso... E per la Roubaix ha scritto lettere piene d'amore:

" I velodromi significano qualcosa per me e per questo voglio chiudere a Roubaix la mia carriera. È l’unica gara che finisce così, è l’unica che vuoi finire solo per entrare lì e poi tuffarti nell’erba. Voglio godermi ogni momento di una corsa magica. Catturarlo. Poi voltarmi indietro, riassaporarlo e ricordarmelo per sempre. (Bradley Wiggins, 2015)"
Wiggins (Eurosport)

Filippo Pozzato: Viva l'Italia libera del pavé

Filippo Pozzato ha partecipato a 6 edizioni del Tour de France vincendo due tappe: nel 2004 a Saint-Brieuc e nel 2007 ad Autun. Della sua formidabile generazione di signori delle Classiche, Pozzato è stato il migliore interprete italiano del pavé, così innamorato della Parigi-Roubaix da varcare la Foresta di Arenberg per 11 anni consecutivi (2005/2015), secondo nel 2009 alla soglia del trono di Tom Boonen.

" La Roubaix è una delle corse più belle al mondo e non averla vinta è il mio più grosso rammarico. Fare una tappa al Tour che richiama la Roubaix è qualcosa di molto bello e molto complicato allo stesso tempo. Sarà un vero spettacolo, non mancheranno i colpi di scena. "

Dalla grandeur di Parigi all'Inferno del Nord, ha danzato sul pavé du triomphe e portato la croce nella trincea di Arenberg. Oggi che ha le mostrine da veterano, Pozzato sa cosa accadrà la domenica del pavé: "Sarà un problema per i leggerini, mentre Froome sui sassi è un po’ impacciato. Nibali nel 2014 ha fatto un capolavoro, però stavolta sarà più dura: il pavé è tanto e chissà chi vorrà stare con gli specialisti. Sagan vorrà vincerla per bissare la Roubaix, Kristoff s’è segnato questa tappa: attenti alle cadute per andare a prendere il pavé davanti".

Pozzato 2 (Eurosport)

Come si fa a "sfangare" una strada in pavé? Tecnicamente, quali sono le difficoltà maggiori per chi non ci ha mai pedalato sopra? "I materiali, la pressione delle gomme... Il pavé lo testi per giorni interi. Ho fatto prove di duecento metri per incollare la bici ai sassi. Per il Fiandre, fai ricognizione sul vecchio Kwaremont; Arenberg invece non lo puoi provare prima della Roubaix. Di Mons en Pévèle, il settore più famoso della tappa, posso dire che solo il Carrefour de l'Arbre e la Foresta sono più duri".

Filippo ci parla, noi stiamo lì seduti ad ascoltare quel rumore gettato dalle ruote. Il suono dolce e tagliente dell'Enfer du Nord.

Pozzato rev

Che cos’è il pavé?

Il pavé è un tipo di pavimentazione stradale risalente alla Repubblica romana. Se nell'avanti Cristo le vie si lastricavano in pietrisco, per esempio la Via Appia in Italia, con sassi levigati di origine vulcanica (basoli), a partire dal XVI secolo furono costruite in pavé per volere di Papa Sisto V. Le pietre lastricate sono di due tipi: uno realizzato con cubetti di porfido, come i bolognini, o di basalto come i celebri sampietrini; l'altro fatto di ciottoli arrotondati. In Alta Francia, queste antiche strade sono state consacrate al mito.

" Esiste una letteratura sull'inferno del nord, sulle ragnatele di pista, terremotate da una incuria di secoli. Il fondo stradale della Roubaix viene personificato al punto che il nemico da abbattere è il percorso, quel selciato di mattonelle ineguali divise dalla rossa polvere di porfido, o dal nero pulviscolo di carbone, con due banchine o bordures vagamente ciclabili ai margini, soffici o scivolose o motose: comunque sempre infami. Nelle corse ciclistiche la natura è solitamente un oggetto: nella Roubaix è sostanza. (Mario Fossati) "

Dove il vento soffia sui detriti minerali e il pavé ha sposato il ciclismo nella settimana santa delle Fiandre, i settori sono numerati in ordine decrescente e indicati sulle cartine con le stellette, da una a cinque, secondo la difficoltà di percorrenza. Quando la liturgia laica dell'Enfer du Nord si ripete nel mese più estivo, anche la Grande Boucle s'avvolge di realismo magico e si narra che le pietre di Gruson fossero quelle di una chiesa, di un castello o di qualche magnifico edificio ormai distrutto. Jadis, si je me souviens bien...

Video - Quando il pavé si tinge di giallo: Vincenzo Nibali e le storie del Tour nell'Enfer du Nord

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