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Dylan Groenewegen beffa Gaviria e Sagan! Sua la 7a tappa del Tour

Dylan Groenewegen beffa Gaviria e Sagan! Sua la 7a tappa del Tour

Il 13/07/2018 alle 18:17Aggiornato Il 13/07/2018 alle 19:00

Dagli Champs-Élysées di Parigi alla vicina Chartres, Dylan Groenewegen vince la settima tappa del Tour de France, la più lunga di quest'edizione: una volata vincente contro Gaviria, secondo davanti a Sagan. Per lo sprinter olandese della LottoNL–Jumbo è il decimo successo stagionale. Van Avermaet guadagna tre secondi su tutti

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Riecco Dylan Groenewegen! Dopo aver trionfato sugli Champs-Élysées nella scorsa edizione, l’olandese non aveva ancora graffiato al Tour 2018. Fino ad oggi, almeno. La volata di Chartres infatti, incorona il velocista della LottoNL Jumbo, che brucia i grandi favoriti Gaviria e Sagan e centra la 30esima vittoria in carriera. Tappa lunghissima ed estenuante, movimentata da un ventaglio che aveva sorpreso alcuni big e dai soliti tentativi di fuga. Greg Van Avermaet consolida la maglia gialla vincendo il traguardo volante e guadagnando 3 secondi su tutti. Salvo clamorose sorprese la sua leadership è in cassaforte almeno fino a domenica.

L'ordine d'arrivo della settima tappa

1. Dylan GROENEWEGEN (NED) LottoNL Jumbo 5h43'42''
2. Fernando GAVIRIA (COL) Quick-Step Floors st
3. Peter SAGAN (SVK) BORA Hansgrohe st
4. Arnaud DEMARE (FRA) FDJ st
5. Christophe LAPORTE (FRA) Cofidis st
6. John DEGENKOLB (GER) Trek Segafredo st
7. Daryl IMPEY (SAF) Mitchelton Scott st
8. Andre GREIPEL (GER) Lotto Soudal st
9. Andrea PASQUALON (ITA) Wanty st
10. Mark CAVENDISH (GBR) Dimension Data st

La tappa più lunga

Da Ovest verso Est, dalla Bretagna al Centro-Valle della Loira verso l’arrivo di Chartres. La settima tappa del Tour de France è la più lunga di quest’edizione con i suoi 231 km ed è la classica frazione di trasferimento. Dopo due giorni dal finale movimentato, oggi tornano protagonisti gli uomini-jet delle volate. Almeno sulla carta. Per la prima volta in questa Grande Boucle non ci sono scatti convinti al km 0. Le prove impegnative delle tappe precedenti, il caldo di metà luglio e la lunghezza della prova spaventano anche i cacciatori di fughe più temerari e, nonostante il gruppo mantenga un’andatura da gita, nessuno ci prova seriamente.

Tour de France, tappa 7

Tour de France, tappa 7Getty Images

Fuga pericolosa

In una fase in cui nel gruppo si ride e si scherza come se si fosse al bar, la corsa vive una prima fiammata. Mancano più di 200 km al traguardo quando una decina di corridori riesce a sganciarsi dal gruppo maglia gialla con un’accelerazione improvvisa. Ci sono uomini di spessore come Simon Gerrans (BMC), Yves Lampaert (Quick-Step), Thomas De Gendt (Lotto Soudal) e Tony Gallopin (Ag2R). Tra gli attaccanti c’è un uomo del team che detiene la maglia gialla, ma soprattutto c’è almeno un corridore di tutte le squadre dei velocisti. Tutte meno la LottoNL Jumbo di Groenewegen, che si vede costretta agli straordinari per chiudere il buco. Il forcing della formazione olandese funziona e il gruppo torna compatto.

Video - Dylan Groenewegen: "Miglioro giorno dopo giorno, era il momento giusto per provarci"

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Occhio ai ventagli

La carovana torna a passeggiare, poi il solito Yoann Offredo (Wanty) decide di salutare la compagnia e si lancia nell’impresa solitaria. Il gruppo lascia fare, concedendo fino a 9 minuti di margine al 31enne francese. Ma quella di oggi è una tappa strana e a 100 km dal traguardo ecco la seconda fiammata. In un rettilineo particolarmente ventoso, Ag2R e Movistar tendono la trappola. La loro accelerazione mette nella rete pesci grossi come Daniel Martin e Ilnur Zakarin, che si ritrovano nel gruppo dei distratti. Per loro fortuna la corsa è ancora troppo lontana dal traguardo e il lavoro della UAE Emirates è decisivo per chiudere il nuovo buco. Nel frattempo i ritmi alti del gruppo fanno evaporare il vantaggio di Offredo, che ritorna nei ranghi dopo un’ora di avanscoperta.

Video - Van Avermaet fa suo lo sprint bonus e rafforza la maglia gialla

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Van Avermaet consolida la maglia

Gruppo compatto? Sì, ma non per molto perché la Wanty deve mettersi in mostra ed è un altro rappresentante della wild card francese a tentar fortuna: Laurent Pichon. Ma le squadre dei velocisti, Lotto Soudal su tutte, non fanno sconti. Gaviria vince lo sprint volante del gruppo, poi il fuggitivo viene ripreso. La tensione sale, così come l’andatura. Al traguardo che regala abbuoni, Greg Van Avermaet fa buona guardia e mette altri tre secondi in cascina passando prima di tutti. Ci si avvia verso il gran finale.

Video - Tour de France: i momenti chiave della settima tappa

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Sagan o Gaviria? No, Groenewegen!

Le squadre dei velocisti guadagnano posizioni non appena la cattedrale di Chartres spunta all'orizzonte. Le rotonde e una curva pericolosa verso destra a 2 km dal traguardo non fanno danni e si arriva alla volata a ranghi compatti. Il treno della Quick-Step funziona alla grande e lancia Fernando Gaviria come una molla. Il colombiano parte per primo e il copione sembra scritto, mentre Sagan rimane leggermente chiuso sulla destra. Ma dietro, per la prima volta in questo Tour, esplode la potenza di Dylan Groenewegen. L'olandese prende la scia a Gaviria, lo salta con irrisoria facilità e va trionfare con due biciclette di margine. Per la Quick-Step sfuma la 50esima vittoria stagionale, per Sagan, invece, arriva un traguardo: è il suo 40esimo podio alla Grande Boucle. Ma a naso, il campione del mondo non celebrerà questo traguardo.

La classifica generale

1. Greg VAN AVERMAET (BEL) BMC 28h19'25''
2. Geraint THOMAS (GBR) Team Sky +6''
3. Tejay VAN GARDEREN (USA) BMC +8''
4. Jualian ALAPHILIPPE (FRA) Quick-Step Floors +9''
5. Philippe GILBERT (BEL) Quick-Step Floors +15''
6. Bob JUNGELS (LUX) Quick-Step Floors +21''
7. Rigoberto URAN (COL) Education First +48''
8. Alejandro VALVERDE (ESP) Movistar +54''
9. Rafal MAJKA (POL) BORA Hansgrohe +55''
10. Jakob FUGLSANG (DEN) Astana +56''

Domani è in arrivo un'altra tappa per velocisti. Si parte da Dreux e si arriva ad Amiens dopo 181 km, caratterizzati da due facili Gpm di quarta categoria nella prima parte.

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