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Primo arrivo in salita! Nibali ha acceso la miccia: oggi il Mur de Bretagne infiamma il Tour

Primo arrivo in salita! Nibali ha acceso la miccia: oggi il Mur de Bretagne infiamma il Tour

Il 12/07/2018 alle 12:29Aggiornato Il 12/07/2018 alle 13:02

La maglia gialla è in palio sulla rampa bretone della sesta tappa: per ora è questione tra scattisti e finisseur - Gilbert, Alaphilippe, Valverde, Van Avermaet - ma la classifica generale potrebbe già ridefinirsi e per Vincenzo Nibali il Mur de Bretagne può diventare un'insidia.

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Eccolo qui, il Mur de Bretagne, il primo arrivo in salita, la prima selezione di questo Tour de France. Si chiama muro - come quello mitico di Huy sul traguardo della Freccia Vallone, come molte rampe della Vuelta - perché è un’ascesa netta, breve e intensa, di quelle che a dire il vero non piacciono a Nibali. L’entrée di ciò che accadrà su Alpi e Pirenei dopo la “piccola Roubaix” di domenica è una salita di 2 chilometri al 6.9% di pendenza media fra punte dell’11%, con primo passaggio sulla linea d'arrivo a 15 chilometri dal traguardo sella sesta tappa. Non è un inedito per la Grande Boucle: nel 2011 ha vinto Cadel Evans, quattro anni dopo Alexis Vuillermoz e c’era anche il Mur de Huy, dove vinse Purito Rodriguez.

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Gli scenari sono quelli di un certo rivolgimento della classifica generale: i distacchi non potranno essere abissali, ma i regolaristi rischiano e i grimpeur gongolano. Da tempo s’annuncia, e oltralpe è ovviamente attesissima, la prima maglia gialla di Julian Alaphilippe che del ciclismo francese è la migliore espressione e quest’anno ha vinto la Freccia-Vallone. Sarebbe la migliore maniera di cancellare le storie tese con Colbrelli - Sonny dice che ieri Alaphilippe gli ha sputato addosso, l’altro giura che mai e poi mai - ed è quanto spera la Quick-Step Floor perché un successo del suo finisseur sarebbe il cinquantesimo della corazzata belga in una stagione di dominio a ogni latitudine.

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Pensare che la Quick-Step vincerebbe anche con Philippe Gilbert, che potrebbe chiudere gli occhi e rivedere il suo Cauberg al posto del Mur de Bretagne. Anche per il vallone potrebbe essere tappa e maglia, visto che il suo distacco in classifica generale è perfino inferiore a quello di Alaphilippe: 3 secondi contro 6” del francese da Van Avermaet, ma allora Greg è destinato a cedere la Jaune? Non è così scontato. E vogliamo dimenticarci di Valverde nel lotto dei vincitori di una frazione come questa? Nient’affatto.

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Torniamo a Nibali. La voglia di Vincenzo è immensa, lui che con l’arte “d’inventarsi qualcosa” ha vinto, anzi trionfato alla Milano-Sanremo. Nella tappa bretone di ieri, è scattato appena ha visto la strada salire, chiudendo la top-ten di giornata dietro a sprinter e finisseur. Oggi l’arrivo gli dice male dovrà preoccuparsi di non cedere troppi secondi a Froome, non bastassero quelli della crono. Micce pronte: dici Mur de Bretagne e il Tour de France è pronto a infiammarsi.

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