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Da 0 a 10, il Pagellone del Tour: Nibali c'è, Alaphilippe emoziona. Bernal nuova stella

Da 0 a 10, il Pagellone del Tour: Nibali c'è, Alaphilippe emoziona. Bernal nuova stella

Il 29/07/2019 alle 14:44Aggiornato Il 29/07/2019 alle 14:45

176 corridori e 22 squadre. Non potevamo dare a tutti un voto, ma abbiamo provato a segnalare e a commentare i protagonisti dell'edizione 106 del Tour de France. Nibali non è riuscito a fare classifica, ma si è mosso con diverse fughe fino a conquistare la tappa di Val Thorens. Bernal vince il Tour con merito davanti a Thomas e Kruijswijk ma che battaglia con Alaphilippe.

Avviso ai naviganti: il voto non viene dato solo in base al piazzamento in classifica generale. Come parametri ci sono anche le vittorie di tappa, i piazzamenti, i tentativi, lo stato di forma, la completezza della squadra ecc ecc.

Voto 10 e lode... Alla nuova stella del ciclismo: Egan Bernal

È il primo colombiano a vincere il Tour de France, il terzo più giovane della storia a conquistare la maglia gialla. Basterebbe questo per definire il Tour di Bernal che si è dimostrato il più forte in salita, se non sui Pirenei, sicuramente sulle Alpi. Quando le altitudini si sono fatte sentire, il colombiano è partito all'attacco, anche in solitaria, per conquistare il simbolo del primato. Mentre gli altri si marcavano a uomo per 'difendere la posizione', lui salutava la compagnia per provare a fare qualcosa di più. Ed è solo l'inizio... Menzione speciale per Gianni Savio, lo scopritore del corridore colombiano che debuttò tra i professionisti proprio nell'Androni Giocattoli-Sidermec.

Video - “Grazie Italia, sono un po' italiano anch'io”, così Egan Bernal nel discorso al Tour

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Video - Galibier e Iseran: dove Egan Bernal ha conquistato il Tour de France

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Voto 10... Ad Alaphilippe che ci ha fatto divertire

Dopo aver detto addio ai sogni di maglia gialla sull'Iseran, Alaphilippe ha pagato dazio anche sull'ultima salita di questo Tour, precipitando al 5° posto della generale. Poco male considerando le ambizioni iniziali del francese, con Alaphilippe che ha lasciato dietro di sé anche corridori che puntavano alla vittoria finale. Ma il suo Tour non si può definire dal piazzamento, ma dallo spettacolo che ci ha lasciato in questa tre-settimane. Le vittorie di Épernay e di Pau sono state incredibili, sul Tourmalet è stato inossidabile e ha fatto un grande lavoro anche in supporto alla squadra, vedi quanto fatto per Elia Viviani. 14 giorni in maglia gialla non si possono dimenticare in fretta. Chapeau Julian!

Video - Alaphilippe, sei grande! Il bambino ha freddo e lui lo copre con la maglia gialla

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Video - L'abbraccio commovente di Alaphilippe col papà dopo la premiazione sul podio

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Voto 9... A Giulio Ciccone: l'Italia torna a indossare la maglia gialla

Due giorni in maglia gialla a 24 anni, tanta roba. Giulio Ciccone, dopo un Giro d'Italia da protagonista, si è fatto vedere anche al Tour de France. A La Planche des Belles Filles, territorio da sempre favorevole agli italiani, il corridore abruzzese ha sfiorato la vittoria ma ha conquistato la maglia gialla che è riuscito a tenere per due giornate. Poi la caduta, la botta al ginocchio e i dolori alla schiena. Un vero peccato, perché il corridore della Trek Segafredo puntava seriamente alla maglia a pois per centrare una storica doppietta: vincere la classifica scalatori del Giro e quella del Tour nello stesso anno. L'ultimo a riuscirci nella storia fu Claudio Chiappucci nel 1992. Ci saranno altre occasioni...

Video - Giulio Ciccone è maglia gialla: la giornata indimenticabile dell’azzurro in 130 secondi

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Voto 8... Al record di Sagan, al poker della Jumbo Visma e al tris di Caleb Ewan

Sagan ce l'ha fatta. Il corridore slovacco ha vinto una sola volata a questo Tour de France, ma ha conquistato l'ennesima maglia verde della sua carriera: sono 7 per il corridore della Bora Hansgrohe che supera così il record di Erick Zabel. Chi stava facendo i numeri, invece, è stata la Jumbo Visma, di gran lunga la squadra più completa a questo Tour. Oltre alla vittoria della cronosquadre, ha vinto tre volate con tre corridori diversi: Teunissen (che ha portato la maglia gialla per i primi due giorni), il gran favorito Groenewegen e van Aert nella tappa del ventaglio. La squadra olandese è riuscita a fare anche classifica con il primo podio in carriera (nei Grandi Giri) per Kruijswijk, sostenuto alla grande da George Bennett e Laurens De Plus. Lo sprinter migliore, però, è stato di gran lunga Caleb Ewan che ha conquistato le volate di Tolosa, Nîmes e Parigi sugli Champs-Élysées.

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Voto 7... Al trio azzurro Nibali-Viviani-Trentin

È stata una grande Italia al Tour de France. Oltre alla maglia gialla di Giulio Ciccone, ci sono state tre vittorie di tappa. Una più bella dell’altra. C'è stata la volata vincente di Elia Viviani che, a Nancy, ha trovato il suo primo successo in carriera al Tour de France, entrando nel club degli italiani con almeno un successo in tutti e tre i Grandi Giri. Da segnalare che Viviani è arrivato 3° nella classifica a punti ed ha fatto un grande lavoro in gruppo in favore di Julian Alaphilippe quando indossava la maglia gialla. C’è stato il successo di Matteo Trentin a Gap, un successo stellare per il corridore della Mitchelton Scott che ha superato avversari come Van Avermaet, Mollema, Teuns e Daniel Oss Oss. Il tutto considerando che Trentin non era proprio in buoni rapporti col suo team che in più di un’occasione ha preferito Simon Yates. Infine, Vincenzo Nibali. Dopo due settimane molto difficili, sulle Alpi si è rivisto lo Squalo che è andato poi a vincere a Val Thorens.

Video - "Alza le braccia al cielo Vincenzo"! Nibali vince in solitaria sul Val Thorens, a Bernal il Tour

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Voto 6... Alla tenacia di Fabio Aru

Il corridore sardo conclude il suo Tour 14° con un ritardo di 27'36'' dalla maglia gialla di Egan Bernal. Un risultato da incorniciare, considerando da dove è partito Aru. A marzo ha dovuto operarsi alla gamba sinistra, saltando così il Giro d’Italia, con Aru che sembrava quasi dovesse dire addio alla carriera da professionista. Il fatto che sia riuscito a completare il Tour con una condizione in crescendo, è stato un successo. Ora aspettiamo la Vuelta con la speranza di rivedere qualche attacco dei suoi.

Video - Anche Fabio Aru all'attacco! Il corridore dell'UAE Emirates raggiunge Nibali in fuga

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Video - Quando Fabio Aru vinse a La Planche des Belles Filles staccando anche Froome: Ajò!

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Voto 5... All'anonima maglia pois di Bardet: è lui il miglior scalatore?

È una provocazione, vero, ma Bardet non è stato sufficiente. Subito fuori dalla classifica generale già alla prima settimana, si è concentrato sulle vittorie di tappa, ma anche in quel caso non ha saputo trovare un guizzo. Qualche tentativo ma nulla di pià, fino a ritrovarsi punti in saccoccia nella tappa del Galibier. Ma ha vinto comunque una maglia prestigiosa? Nessuno ha davvero provato a scalare questa classifica e se i big non si fossero guardati nelle ultime due tappe di salita (a parte Bernal), la maglia a pois sarebbe finita sulle spalle di qualcun altro. Ah. Ha vinto la maglia di miglior scalatore, ma non è mai transitato per primo in nessuno dei GPM di questo Tour de France.

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Voto 4... Alle strategie della Movistar: tra Quintana e Landa...

Siamo alle solite. Nonostante un Giro praticamente perfetto, con la vittoria di Carapaz, al Tour si sono palesate le solite strategie da ‘scienziati’ della Movistar. Quintana subito fuori classifica, tocca a Landa, ma la Movistar resta ad aspettare il colombiano che si stacca sull’accelerazione della sua stessa squadra. Poi Quintana andrà a vincere sul Galibier, ma quasi per caso visto che il team stava lavorando in gruppo per Landa. “La vittoria di Quintana? Non era nei nostri piani stamattina, ma congratulazioni a lui” dirà poi un imbarazzato Landa a Valloire nel post tappa, con il team che si mangia comunque le mani per non aver guadagnato qualcosa in più in classifica generale. Nella top 10 hanno comunque tre uomini e hanno vinto la classifica a squadre, ma la sensazione è sempre amara per la Movistar a fine Tour. Potrei ma non voglio... L'ultima Grande Boucle vinta dal team spagnolo è quella del 2006 con Óscar Pereiro Sio.

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Video - Landa: "La vittoria di Quintana? Non era nei piani stamattina, ma sono contento per lui"

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Voto 3... Ai capitani che non sono capitani: Porte, Dan Martin, Adam Yates

Dal potrei ma non voglio, al vorrei ma non posso. Provare a fare i capitani, ma non avere le giuste qualità per farlo. Questo, purtroppo, è l’epilogo del Tour de France di Richie Porte, Daniel Martin e Adam Yates. L’australiano continua a fare classifica dopo essere andato via dalla Sky, ma non riesce a portarsi nelle prime posizioni, anzi. Il 5° posto del Tour 2016 è solo un miraggio, con il corridore della Trek Segafredo che è finito addirittura a più di 12 minuti di ritardo. Daniel Martin, dopo essere partito come capitano dell’UAE Emirates Team, è stato scavalcato da Aru crollando nelle tappe alpine, finendo così a più di 44 minuti. Che dire poi di Adam Yates che la classifica non l’ha mai fatta, finendo a più di un’ora. Sarà per un’altra volta? No, sarebbe meglio cambiare ruolo...

Video - Simon Yates si prende i Pirenei e fa bis davanti a Pinot: rivivi il finale

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Voto 2... Al campione olimpico Van Avermaet e Michael Matthews

Sono diversi i corridori che partivano con grande ambizioni, ma hanno finito per deludere. Uno su tutti è Michael Matthews. Il velocista della Sunweb dopo qualche piazzamento è finito per tirare le volate al compagno di squadra Cees Bol. Quello che ha deluso di più, però, è stato Greg Van Avermaet. A parte aver indossato la maglia a pois nella seconda giornata del Tour, non si è mai visto. Solo un tentativo a Gap, ma è arrivato 3° regolando i compagni di fuga, con Trentin che era già arrivato al traguardo da vincitore. Van Avermaet non è riuscito, inoltre, a trainare la sua CCC che è stata una delle grandi delusioni di questo Tour.

Video - Greg van Avermaet si prende la maglia a pois sul leggendario Mur de Grammont

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Voto 1... Alla sfortuna di Pinot

Questo poteva essere il suo anno, doveva essere il suo Tour. A cronometro si è difeso e al netto della tappa con i ventagli (dove lui è caduto nella trappola), è stato il migliore nella tappe pirenaiche, divenendo così il grande favorito sulle Alpi. Su Izoard e Galibier nessun sussulto ed è sembrato strano non vederlo protagonista. Nella tappa dell’Iseran è arrivato il momento della verità: lesione muscolare per lui proprio nel momento clou del Tour. Tanta sfortuna per Pinot che come al solito deve fare i conti con qualcosa di esterno quando si tratta di accelerare. Peccato perché quest’anno era andato forte e sembrava avere il miglior gregario possibile in salita: David Gaudu.

Video - Thibaut Pinot si ritira dal Tour de France in lacrime! Problemi al ginocchio per il francese

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Voto 0... All'episodio Rohan Dennis-Bahrain Merida

È successo di tutto in questo Tour. Anche che un corridore si ritiri perché in polemica con il suo direttore sportivo e che la squadra non riesca poi a trovarlo durante la corsa. AAA Cercasi Rohan Dennis, ma il corridore australiano si era già diretto verso il pullman della squadra - al traguardo - sfruttando il passaggio di un tifoso che lo aveva accompagnato fino a Bagnères-de-Bigorre. Tutto questo alla vigilia della cronometro di Pau, dove l'ex BMC si sarebbe potuto riscattare dopo un Tour anonimo.

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