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Nibali sul pavé, il Galibier di Pantani e Merckx sulla Luna: le 10 imprese nella storia del Tour

Nibali sul pavé, il Galibier di Pantani e Merckx sulla Luna: le 10 imprese nella storia del Tour

Il 26/03/2020 alle 21:00Aggiornato Il 26/03/2020 alle 22:02

Dopo il Giro, andiamo a riguardare anche le imprese che hanno fatto la storia dle Tour de France. C'è anche tanta Italia: dalla rimonta di 20 minuti di Bartali, al pavé di uno scatenato Nibali. Dagli attacchi da lontano di Pantani ai 200 km di fuga di Chiappucci che sfidò Indurain. Qual è il vostro ricordo più bello?

Dopo il Giro, anche il Tour de France è a rischio. Si parla di rinvio, di cancellazione o di corsa senza pubblico. Non c'è alcuna certezza. Come fatto settimana scorsa per la corsa rosa, proviamo a ripassare anche la storia della Grande Boucle. Tra sogni infranti e grandi imprese, ecco la nostra personalissima top 10 (in ordine cronologico), svariando dalla storia del ciclismo ai momenti più recenti. C'è un momento tra questi che vi è rimasto più nel cuore?

1) Tour 1948: la Cannes-Briançon, la storica rimonta di Bartali che attaccò sull'Izoard

15 luglio 1948. L'Italia punta tutto su Gino Bartali, ma nonostante le 3 vittorie di tappa conquistate (compresa quella inaugurale), il corridore toscano aveva già accumulato 21 minuti di ritardo su Louison Bobet. Siamo a metà Tour e il francese sembra inarrivabile, ma Bartali si riprende sulle Alpi e sfodera un incredibile attacco alla 13a tappa sull'Izoard. Uno ad uno, tutti dovettero cedere al corridore italiano che in un colpo solo rifilò circa 20 minuti al leader della generale. Bobet, stremato per l'esito di quella tappa, perse addirittura la maglia il giorno successivo, con Bartali ancora pimpante, sfruttando le ascese del Galibier, del Coucheron e del Granier. Missione sorpasso compiuta, con Bartali che andò a vincere addirittura 7 tappe in una sola edizione del Tour. L'impresa fu però quella dell'Izoard, quando sembrava impossibile riuscire a rimontare più di 20 minuti dalla vetta della generale.

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Gino BARTALI Italia 10h09'28''
2. Briek SCHOTTE Belgio +6'18''
3. Fermo CAMELLINI Internazionali +9'15''
12. Louison BOBET Francia +18'07''

Quello fu un successo, raccontano le cronache di quei giorni, molto prezioso per tutta l'Italia. La vittoria al Tour di Gino Bartali, infatti, fu ideale per rasserenare il clima nel Paese dopo l'attentato a Palmiro Togliatti (Segretario del Partito Comunista) del 14 luglio 1948. Quello fu anche il secondo Tour conquistato da Gino Bartali, a 10 anni di distanza dal primo successo alla Grande Boucle (1938).

Tour 1949: la Cannes-Briançon, l'alleanza Coppi-Bartali e la prima doppietta Giro+Tour

18 luglio 1949. Ancora una Cannes-Briançon, ancora Gino Bartali protagonista. In questo Tour c'è anche un certo Fausto Coppi e, dopo la rivalità scoppiata al Giro, i due si scontrano anche per conquistare la maglia gialla del Tour. In quella tappa specifica, però, ci fu una clamorosa alleanza che strinsero Coppi e Bartali. Entrambi erano indietro in classifica generale (che vedeva Fiorenzo Magni in testa) e decisero di scattare insieme nei primi km di tappa per fare il vuoto. Missione compiuta, la fuga aveva portato i suoi frutti e, finita l'alleanza, i due potevano correre senza vincoli per centrare la vittoria di tappa. Bartali andò in crisi di fame, questa volta, sull'Izoard, venne raggiunto da Coppi, ma riuscì comunque a vincere la tappa in volata (bissando il successo dell'anno prima). Bartali conquistò anche la maglia gialla sfilandola a Magni, ma nel giorno successivo ci fu comunque il colpaccio di Coppi che vinse la Briançon-Aosta e portò la gialla fino a Parigi. Della tappa con arrivo a Briançon resta però quella alleanza nella prima parte di gara, un'alleanza che portò i suoi frutti nonostante la grande rivalità tra i due.

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Gino BARTALI Italia 10h25'35''
2. Fausto COPPI Italia st
3. Jean ROBIC Ouest/Nord +5'06''
8. Fiorenzo MAGNI Cadetti +12'12''

Come detto, a vincere il Tour fu poi Fausto Coppi, alla sua prima partecipazione in terra francese. Il corridore piemontese fu anche il primo a fare la doppietta Giro d'Italia + Tour de France nella stessa stagione, impresa completata anche nel 1952.

Tour 1969: la Luchon-Mourenx, Merckx diventa il Cannibale

15 luglio 1969. È la consacrazione di Eddy Merckx. Aveva vinto già il Giro d'Italia l'anno prima, oltre a Fiandre, Milano-Sanremo, Parigi-Roubaix, Liegi e un Mondiale, ma nel 1969 si completa conquistando il Tour de France. Un Tour stradominato, con quasi 18 minuti di vantaggio sul secondo classificato, Roger Pingeon. Mentre tutto il mondo si prepara all'allunaggio di Neil Armstrong e Buzz Aldrin, le pagine di giornali vengono riempite anche grazie alle imprese di Merckx. La tappa più spettacolare di quell'edizione fu quella con arrivo a Mourenx. È la tappa del Tourmalet: proprio sulla terza ascesa c'è lo scatto del belga, che in discesa continua ad incrementare terreno, scala con facilità Solour e Aubisque e vince in solitaria dopo 140 km di fuga. Ripetiamo: 140 km di fuga in solitaria dopo aver attaccato sulla terza salita (Tourmalet). A 7'56'' arrivò il secondo classificato di quella giornata, Michele Dancelli, mentre Felice Gimondi arrivò addirittura a quasi 15 minuti. In quel Tour, Merckx vinse la bellezza di 6 tappe e portò la maglia gialla fino a Parigi, conquistando il primo dei 5 Tour vinti in carriera.

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Eddy MERCKX Faema 7h04'28''
2. Michele DANCELLI Molteni +7'56''
3. Martin VAN DEN BOSSCHE Faema +7'57''

In quell'edizione Merckx vinse anche la classifica a punti, la classifica scalatori, la combinata e il premio combattività oltre alla classifica a squadre. Insomma, vinse qualsiasi cosa. E fu così nelle stagioni a venire, tanto che nel 1970 il corridore francese Christian Raymond disse: “Non ci lascia nemmeno le briciole” e sua figlia rispose: “Allora Merckx è un Cannibale”.

Tour 1992: la Saint-Gervais-les-Bains-Sestriere, il sogno in giallo di Chiappucci

18 luglio 1992. Più di 100 km in fuga solitaria? Non solo Merckx, anche un certo Claudio Chiappucci ha scritto la storia del Tour de France con una fuga di 200 km in solitaria. Il corridore italiano, rivale di Indurain in quegli anni, attacca sulla prima salita, sul Saisies, lasciando sul posto sia Indurain che Bugno. Nelle sei successive ore, sei ore, Chiappucchi fu solo, in lotta con se stesso per andare a vincere a Sestriere e, se possibile, superare in classifica generale Indurain. Per lunghi tratti di gara fu anche maglia gialla virtuale, ma arrivò al traguardo con 'soli' 1'45'' di vantaggio sul corridore della Banesto. Il basco si prese così la maglia gialla che portò fino a Parigi, conquistando così la doppietta Giro + Tour nella stessa stagione.

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Claudio CHIAPPUCCI Carrera Jeans-Vagabond 7h44'51''
2. Franco VONA GBMG Maglificio +1'34''
3. Miguel INDURAIN Banesto +1'45''
4. Gianni BUGNO Gatorade-Chateau d'Ax +2'35''

Al termine di quel Tour, Claudio Chiappucci concluse al 2° posto della generale con un ritardo di 4'35'' sullo spagnolo, che nelle cronometro riuscì a costruire il suo vantaggio. Altro giro, altro ko per l'italiano che anche al Giro d'Italia si dovette arrendere ad Indurain. Chiappucci conquistò però la maglia a pois di miglior scalatore, vincendo ben 7 Gran Premi della Montagna.

Claudio Chiappucci, con maglia a Pois, sull'Izoard (Tour de France 1992)

Claudio Chiappucci, con maglia a Pois, sull'Izoard (Tour de France 1992)Imago

Tour 1994: la Montpellier-Carpentras, il record di Pantani sul Mont Ventoux nel giorno di Eros Poli

Eros Poli - Tour de France 1994 stage 15 (Mont Ventoux) - Imago

Eros Poli - Tour de France 1994 stage 15 (Mont Ventoux) - ImagoImago

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Eros POLI Mercatone Uno-Bianchi 6h31'39''
2. Alberto ELLI GB MG Maglificio-Bianchi +3'39''
3. Pascal LINO Festina-Lotus +3'39''
9. Miguel INDURAIN Banesto +4'00''
10. Marco PANTANI Carrera Jeans-Tassoni +4'00''

Il record di Pantani è ancora lì e il corridore romagnolo riuscì, comunque, qualche anno dopo a vincere sul Mont Ventoux. Era il 2000, quando il Pirata anticipò Armstrong (in maglia gialla) sulla linea del traguardo.

Tour 1998: la Grenoble-Les Deux Alpes, il Galibier di Pantani

27 luglio 1998. Jan Ullrich è la maglia gialla, ha 3 minuti di vantaggio su Pantani e può contare anche su una cronometro per incrementare il suo vantaggio. Marco Pantani non è però dello stesso avviso e sa che questa può essere la tappa giusta per attaccare la maglia gialla. In cuor suo, Pantani spera nel caldo afoso per fiaccare le resistenze del tedesco, ma trova invece pioggia, vento e tantissimo freddo. Il Galibrier è la cima più alta di quel Tour e l'avventura di Pantani non comincia benissimo: ai piedi della salita una caduta, una botta al ginocchio e un po' di preoccupazione. Ullrich viaggia del suo passo, ma anche lui non sembra brillantissimo. La visibilità non è ottimale, ma a 47 km dall'arrivo ecco che parte proprio Pantani. Ullrich rimane fermo, l'unico che prova ad inseguirlo è Leblanc, ma il francese si deve subito fermare.

" Signori, quando parte Marco Pantani non ce n'è per nessuno. [Adriano De Zan in telecronaca]"

Restano 4 km di salita e, uno ad uno, Pantani va a riprendere tutti i fuggitivi, ritrovandosi da solo in vetta e già con la maglia gialla quasi addosso, considerando il vantaggio già inflitto ad Ullrich che paga il freddo e una crisi di fame.

" Pantani ha fatto il vuoto [Adriano De Zan e Davide Cassani in telecronaca]"
Marco Pantani, Mercatone Uno - Tour de France 1998 stage 15 Galibier - Imago

Marco Pantani, Mercatone Uno - Tour de France 1998 stage 15 Galibier - ImagoImago

C'è la discesa, il vento e la pioggia, bisogna stare attenti, ma Pantani è abile a mettersi la mantellina e plana in discesa, conscio di poter fare l'azione decisiva di questo Tour.

" Erano anni che non vedevano un'azione del genere nel ciclismo. [Adriano De Zan in telecronaca]"

Come detto, ci sarà una cronometro nel finale del Tour e il corridore romagnolo deve guadagnare il più possibile. C'è l'ultima salita, quella di Les Deux Alpes, e Pantani ha ancora benzina per attaccare e, intanto, Ullrich continua a perdere secondi, anzi minuti.

" Cassani: Ullrich si sta togliendo la mantellina, ma c'è poco da fare. De Zan: Ullrich si sta togliendo la mantellina, mentre Pantani gli ha tolto la maglia gialla. [Durante la telecronaca]"

È una cavalcata inesorabile quella di Pantani che arriverà da solo al traguardo tra due ali di folla. Sembra di essere allo stadio, con tutto il pubblico - di qualunque nazionalità - a gridare “Pantani!”, “Pantani!”, “Pantani!”, “Pantani!”. È una vera impresa, con il Pirata che aveva attaccato a 47 km dall'arrivo. La maglia gialla transitò sulla linea del traguardo con 8 minuti e 57 secondi di ritardo.

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Marco PANTANI Mercatone Uno 5h43'45''
2. Rodolfo MASSI Casino-AG2R +1'54''
3. Fernando ESCARTÍN Kelme-Costa Blanca +1'59''
25. Jan ULLRICH Team Telekom +8'57''

Ullrich provò a rifarsi, vincendo la tappa del giorno dopo a Albertville, ma con Pantani che lo marcò a uomo. Poi ci fu il successo del tedesco nella cronometro di Le Creusot, ma il romagnolo perse solo 2'35''. È fatta: Pantani può festeggiare, diventando così il 7° corridore di sempre a completare la doppietta Giro d'Italia + Tour de France nello stesso anno. Fu anche l'ultimo a riuscirci (prima di lui furono capaci a farlo solo Coppi, Anquetil, Merckx, Hinault, Stephen Roche e Indurain). Fu anche l'Italia a festeggiare a 33 anni dall'ultimo trionfo, quello di Felice Gimondi (proprio direttore sportivo di Pantani) nel 1965.

Felice Gimondi insieme a Marco Pantani sul podio del Tour de France nel 1998, Getty Images

Felice Gimondi insieme a Marco Pantani sul podio del Tour de France nel 1998, Getty ImagesEurosport

Tour 2009: la Pontarlier-Verbier, Contador contro tutti, contro Armstrong e tutta l'Astana

19 luglio 2009. È o non è un'impresa riuscire a battere la propria squadra? Armstrong è tornato a fare il corridore e vuole vincere ancora il Tour, ma deve fare i conti con un certo Alberto Contador che non si abbassa al ruolo di gregario. In quell'Astana, in quel Tour, c'erano Contador, Armstrong, Kloden, Levi Leipheimer, insomma, uno squadrone. Ma Contador non aveva il supporto della sua squadra che si schierò interamente con Armstrong, il quale aveva decise di boicottare Contador. Lo spagnolo non può vincere la maglia gialla. Ecco che alla prima occasione è proprio Contador a dare una lezione al più esperto compagno di squadra, dando una stoccata pesantissima sul Verbier. L'unico a seguirlo sarà Andy Schleck, il suo vero rivale di quel Tour, ma Contador aveva talmente tanta rabbia in corpo che fu impossibile riprenderlo, con lo spagnolo che guadagnò secondi ad ogni km della salita finale. Armstrong inizialmente si fece portare da Kloden, poi chiese addirittura collaborazione a Franck Schleck, il quale declinò, 'semplicemente' perché era di un'altra squadra. Ecco che Armstrong pagò dazio, perdendo diverso terreno nel finale. Contador non solo vinse quella tappa, ma si prese anche la maglia gialla, sfilandola a Rinaldo Nocentini. Sul 'podio' di quella tappa, salì anche uno scatenato Vincenzo Nibali che cominciava a farsi vedere tra i grandi.

Contador, Scleck, Armstrong - Tour de France 2009 stage 15 - Imago pub only in ITAxGERxSUIxAUT

Contador, Scleck, Armstrong - Tour de France 2009 stage 15 - Imago pub only in ITAxGERxSUIxAUTImago

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Alberto CONTADOR Astana 5h03'58''
2. Andy SCHLECK Saxo Bak +43''
3. Vincenzo NIBALI Liquigas +1'03''
9. Lance ARMSTRONG Astana +1'35''

Contador vinse poi quel Tour, dominandolo, conquistando anche la cronometro di Annecy. Andy Schleck arrivò, infatti, a più di 4 minuti di ritardo a Parigi. Armstrong si dovette accontentare del podio in quel Tour, podio poi cancellato a causa dell'ammissione di doping da parte dello statunitense.

Tour 2014: la Ypres-Arenberg, la fuga di Nibali sul pavé

9 luglio 2014. Vincenzo Nibali è già maglia gialla dopo averla conquistata a Sheffield, ma il siciliano vuole incrementare il proprio vantaggio, sfruttando le sue doti sul pavé. Giornata sfortunata per Froome che cade due volte, prima di arrivare sul pavé, e finisce per sventolare bandiera bianca. Pioggia, fango, pavé, sembra di essere alla Parigi-Roubaix (il percorso grosso modo è quello) e Nibali prova a spingere nel secondo settore, trainato dalla sua squadra. Anche Alberto Contador è in difficoltà, con lo spagnolo che preferisce arrivare al traguardo (con qualsiasi risultato) piuttosto che fare la fine di Froome. Ecco che Nibali riesce a distanziare tutti sul pavé, insieme ai compagni di squadra Fuglsang e Westra, costringendo Porte, Valverde e Contador a distacchi già importanti. Nel quarto settore i tre dell'Astana riescono ad avere la meglio anche di specialisti come Sagan e Cancellara che dicono addio ai sogni di vittoria. A conquistare la tappa fu Lars Boom, poco male perché Nibali arrivò 3° alle spalle del compagno di squadra Fuglsang, dando più di 2 minuti a tutti i rivali (Contador arriverà a 2'35'' dal siciliano). Beh le montagne non erano ancora cominciate e Vincenzo Nibali, in pratica, aveva già vinto il Tour de France. Anche perché Contador si ritirò qualche tappa più tardi a causa di una frattura alla tibia, mentre Valverde non poteva essere considerato un vero rivale per la maglia gialla.

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Lars BOOM Belkin 3h18'35''
2. Jakob FUGLSANG Astana +19''
3. Vincenzo NIBALI Astana +19''

Alla fine della fiera, Nibali vinse ben 4 tappe di quel Tour, conquistando ovviamente anche la maglia gialla. Sul podio di Parigi, il siciliano festeggiò anche la Tripla Corona (quando un corridore riesce a conquistare in carriera tutti i tre i Grandi Giri). Prima di allora c'erano riusciti solo Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault e Contador, qualche anno dopo anche Froome si aggiunse al club...

Video - Quando Nibali conquistò la maglia gialla al Tour 2014: la sua vittoria a La Plance des Belles Filles

02:11

Tour 2016: la Montpellier-Mont Ventoux, Froome scala il Monte Calvo 'a piedi'

14 luglio 2016. È una tappa molto particolare. C'è il Mont Ventoux e c'è sempre molto attesa, ma a causa di raffiche di vento superiori ai 100 km/h in cima, il percorso viene modificato, con traguardo posto a Chalet-Reynard (6 km più in basso rispetto all'arrivo inizialmente previsto). L'inizio della salita è tosta e in molti sperano di sorprendere Chris Froome. La vittoria di tappa va ad uno stoico Thomas De Gendt, andato in fuga, come al suo solito, ma a pochi km dall'arrivo ecco che Mollema e Froome finiscono per terra a causa di una moto. Il britannico ha la bici distrutta, ma non c'è la sua ammiraglia a supporto. Il panico. La maglia gialla è senza bicicletta e in pochi secondi viene rimontato e scavalcato dai vari Adam Yates, Quintana, Aru, Valverde, Joaquim Rodríguez, Bardet e tutti gli altri uomini della classifica. E in quel momento Froome inizia a correre, a piedi, quasi disperato, incredulo di dover 'scalare' il Mont Ventoux senza bicicletta e farlo, letteralmente, con le sue gambe. Per fortuna arriverà l'ammiraglia del cambio bici neutro, ma dopo qualche metro si deve nuovamente fermare. Arriverà al traguardo scortato da Sergio Henao, ma con 1'45'' di ritardo su tutti i big.

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Thomas DE GENDT Lotto Soudal 4h31'51''
2. Serge PAUWELS Dimension Data +2''
3. Daniel NAVARRO Cofidis +14''
25. Chris FROOME Team Sky +6'45''*

*poi bonificato a +5'05'' per la caduta

Considerando però la caduta causata della moto e tutti i problemi relativi all'ammiraglia, alla fine la direzione di corsa ha bonificato il ritardo di Froome, assegnando al britannico lo stesso tempo di Mollema (erano caduti insieme). Froome riesce così a preservare la maglia gialla, che porterà fino a Parigi. Dove sta l'impresa? Beh, è stata un'impresa con la testa e non con le gambe questa volta. Non aver mandato tutto e tutti a quel Paese è stato un incredibile sforzo mentale per quanto successo. Tutto sommato, Froome è rimasto calmo e ci ha provato, andando anche a piedi. Se non è un'impresa questa...

Video - La tappa più pazza della storia del Tour: Froome come Forrest Gump sul Mont Ventoux

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Tour 2018: la Mâcon-Saint-Étienne, la fuga per la vittoria di De Gendt

13 luglio 2019. Giulio Ciccone è in maglia gialla, ma al termine della tappa l'abruzzese sarà costretto a lasciarla nuovamente ad Alaphilippe. È una frazione di difficile interpretazione, non una dura tappa di montagna, ma c'è qualche asperità che mette in difficoltà i corridori. Cade Geraint Thomas, Nibali paga un ritardo superiore ai 4 minuti e Ciccone perde la maglia. I protagonisti, però, sono Thomas De Gendt e Alessandro De Marchi che vanno in fuga fin dal mattino. Il belga riesce a lasciarsi alle spalle il corridore azzurro sulla Côte de la Jaillière, ma da dietro spunta la coppia francese Pinot-Alaphilippe che attacca il gruppo dei big. I due sono motivati ed entrambi vogliono vincere la tappa per conquistare anche i secondi di abbuono, ma De Gendt riesce a resistere in questo duello a distanza e a vincere a Saint-Étienne dopo 200 km di fuga.

L'ordine d'arrivo

Corridore Squadra Tempo
1. Thomas DE GENDT Lotto Soudal 5h00'17''
2. Thibaut PINOT Groupama-FDJ +6''
3. Julian ALAPHILIPPE Deceuninck-Quick Step +6''

Alaphilippe arriverà terzo e conquisterà comunque la maglia gialla che porterà fino alla terzultima tappa di quel Tour. De Gendt, invece, ha conquistato il suo secondo successo in carriera al Tour è aggiornato la sua personalissima classifica di km in fuga di tutta la carriera.

Video - 200km di fuga e poi la gioia: Thomas De Gendt non ci crede, rivivi la sua vittoria a Saint-Étienne

01:52

Bene. Questa era la mia speciale top 10. Tanti altri ricordi potrebbero essere inseriti, tante altre tappe, tante altre imprese della corsa francese. Voi avete negli occhi e nella mente qualche altra frazione storica? Ditecelo sui nostri social (Twitter: @Eurosport_IT, Instagram: eurosportitalia, Facebook: EurosportItaly).

Video - Da Nibali a Ciccone in maglia gialla: i 5 momenti che ci hanno fatto emozionare al Tour de France

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