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Aru: "Alla Vuelta non riesco a stare con i migliori, ma cerco uno spiraglio ai Mondiali"

Aru: "Alla Vuelta non riesco a stare con i migliori, ma cerco uno spiraglio ai Mondiali"

Il 11/09/2018 alle 09:47Aggiornato Il 11/09/2018 alle 12:17

Dal nostro partner OAsport.it

Inutile negarlo, ci si aspettava molto di più da Fabio Aru in questa Vuelta a España 2018. Il corridore sardo ai nastri di partenza della corsa a tappe spagnola aveva voglia di riscattare il brutto Giro d’Italia, dimostrando a se stesso e agli altri di essere tornato sui livelli che gli competono. Il trionfo del 2015 sulle strade iberiche, accompagnato dal secondo posto nella Corsa Rosa in quello stesso anno, prefiguravano una carriera sfolgorante per il Cavaliere dei Quattro Mori, desideroso ora di assaporare quelle sensazioni.

La strada però, nelle prime due settimane della Vuelta, non ha riservato grandi soddisfazioni ad Aru e il 14° posto a 8’19” da Simon Yates (Maglia Rossa) parla chiaro. Una situazione complessa che però Fabio affronta con grande dignità, non volendo arrendersi alle avversità: "Non c’è niente da fare, è evidente che non ho la condizione per stare con i migliori - ammette il ciclista nostrano intervistato dalla Gazzetta dello Sport - Sono uscito dal Giro distrutto, demolito completamente. Due mesi per recuperare quella batosta non sono bastati", sottolinea amaramente il capitano della UAE Emirates.

Un Aru che, come detto, non vuol mollare, intenzionato a ben figurare nei prossimi Mondiali di Innsbruck (30 settembre).

" Cerco la luce e non voglio arrendermi per preparare la rassegna iridata e quello che sarà il resto dell’annata. Con la maglia azzurra metto da parte le ambizioni personali e mi metto a disposizione della squadra per qualsiasi ruolo in cui posso essere utile. Cassani (il ct ndr.) sa che su di me può contare ciecamente. Ci confronteremo a fine Vuelta e, se lui mi vorrà ancora, io risponderò presente senza esitare un secondo. Poi, ripeto, la mia condizione non è da buttare."
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