Getty Images

Brady trascina ancora New England al Super Bowl, Philadelphia asfalta Minnesota

Brady trascina ancora New England al Super Bowl, Philadelphia asfalta Minnesota

Il 22/01/2018 alle 08:51

Dal nostro partner OAsport.it

Saranno New England e Philadelphia a giocarsi il Super Bowl LII, in programma il 4 febbraio allo U.S. Bank Stadium di Minneapolis. Patriots e Eagles hanno vinto i rispettivi incontri di Conference Championship. Si tratta delle teste di serie numero uno di AFC e NFC, ma la qualificazione all’atto finale non è stata così scontata.

New England è di nuovo al Super Bowl, ma che fatica!

New England è la prima finalista del Super Bowl. Dov’è la novità? Terza apparizione negli ultimi quattro anni e ottava dal 2002, ovvero dall’inizio dell’era di Tom Brady. Una dinastia che non accenna a voler finire: stavolta c’è voluto tanto impegno per poter tornare all’atto finale della stagione. Si sapeva che la partita contro Jacksonville fosse più incerta di quanto potesse sembrare, e così è stato. I Patriots sono arrivati al quarto periodo sotto di dieci punti, poi però non ce n’è stato per nessuno, con l’ennesima rimonta in postseason. Il finale è stato 24-20 e tanto merito va dato ai Jaguars, autori di una grande partita e di una grande postseason. Una gara condotta magistralmente dagli ospiti sin dall’inizio, con la temibile “Sacksonville” che ha mandato a segno il primo sack su Brady già nel primo drive. In attacco, invece, ci ha pensato Blake Bortles (23/36, 293 yds, 1 TD), magistrale nella gestione dei giochi e del tempo: all’inizio del secondo quarto sono stati i Jaguars a mandare a segno il primo colpo, con l’uno-due di Marcedes Lewis e Leonard Fournette (14-3). New England è stata imbrigliata dalla difesa di Jacksonville, che ha concesso pochissimo alle corse (solo 17 yds nel primo tempo, 46 alla fine), ma proprio grazie alla sua di difesa, ha trovato la forza di reagire: il primo sack portato a Bortles ha attivato l’attacco, arrivato in end zone con James White per il 14-10 dell’intervallo. Un TD favorito dai Jaguars, con due penalità abbastanza sciocche: prima un unnecessary roughness che ha messo ko Rob Gronkowski, poi una pass interference di A.J. Bouye.

Ma anche al ritorno in campo è stata Jacksonville ad avere il controllo del gioco. Un attacco chirurgico, che ha dettato il ritmo della gara, tra corse e passaggi corti, e sfruttato alla perfezione la conversione dei terzi down (6/15 alla fine contro un pessimo 3/12 dei Pats). Nel momento in cui il reparto offensivo ha faticato a segnare, ci ha pensato la difesa: senza il suo target principale, Brady (26/38, 290 yds, 2 TD) è stato in balia dei difensori dei Jaguars (tre sack a segno), addirittura con due azioni senza alcun down chiuso. A Foxborough sembrava materializzarsi così la sorpresa, specie dopo i due field goal di Josh Lambo e soprattutto il fumble provocato da Myles Jack su Dion Lewis (20-10). Sul più bello, però, è mancato qualcosa, l’ultimo colpo di scalpello al capolavoro: Jacksonville ha forse fatto troppo affidamento sul gioco di corsa di Fournette (24 per 76 yds), o forse hanno avvertito la pressione. O più semplicemente avevano di fronte i New England Patriots. Brady ha dimenticato il dolore alla mano (dieci punti di sutura per un incidente in allenamento) e ha accorciato le distanze a 8′ dalla fine trovando Danny Amendola in end zone, in un drive in cui ha convertito un terzo e 18 con un lancio perfetto per Chris Hogan. Poi ci ha pensato la difesa, tenendo Bortles fermo vicino al sua end zone e ricevendo il punt praticamente in zona d’attacco. Altro lancio di Brady, altra ricezione di Amendola e sorpasso. La protagonista doveva essere la difesa di Jacksonville, ma alla fine lo è stata quella di New England: nel drive finale, Gilmore ha deviato un passaggio di Bortles sul quarto down, mettendo la parola fine all’incontro. Onore a Jacksonville, ma al Super Bowl ci va (ancora) New England.

Philadelphia fa la voce grossa: Minnesota annullata!

La partita più equilibrata delle due doveva essere quella tra Philadelphia e Minnesota. Macché. Dominio totale degli Eagles e Vikings asfaltati 38-7. Le premesse della vigilia su un duello tra le difese sono state spazzate via. Non dalla parte dei padroni di casa, almeno, che hanno fatto ciò che volevano dell’attacco guidato da Case Keenum, a tratti impotente contro il muro verde. Il “Minnesota Miracle” stavolta non c’è stato: al Super Bowl ci va Philadelphia, nella riedizione della partita del 2004, vinta da New England. Eppure l’inizio di partita aveva fatto pensare ad un incontro completamente diverso. Nel primo drive, infatti, Keenum ha subito trovato Kyle Rudolph con un lancio da 25 yds ma l’attacco dei Vikings si è praticamente fermato lì: pochi minuti dopo, Patrick Robinson ha intercettato il qb di Minnesota sulle 50 yds, portando il pallone dritto in end zone. Una giocata che ha cambiato il volto della partita: la difesa degli Eagles ha messo Keenum nella rete, tenendolo costantemente sotto pressione, tra blitz e una linea offensiva che perdeva continuamente terreno. Dopo il 14-7 siglato dalla corsa di LaGarrette Blount, ecco il fumble di Keenum provocato da Derek Barnett. Le giocate della difesa hanno così dato fiducia a Nick Foles, il tanto criticato Foles, che non ha sbagliato praticamente nulla, concretizzando le occasioni avute, prendendo pochissimi rischi e gestendo tempo e ritmo. Nemmeno il sack subito nel finale di primo tempo lo ha fermato, perché il qb degli Eagles ha chiuso il secondo quarto con il TD pass da 53 yds per Alshon Jeffery. Finita qui? No, perché Minnesota ha fatto in tempo a pasticciare nuovamente in attacco, con Elliott che ha calciato per il 24-7 dell’intervallo.

Dubbi sulla fine della partita? Ci ha pensato Nick Foles a fugarli al ritorno in campo. Primo drive del terzo quarto e giocata pazzesca: flea flicker con lancio da 41 yds per il TD di Torrey Smith. Un colpo durissimo per il morale di Minnesota, l’ultimo chiodo sulla bara dei Vikings. Che però ci hanno provato e nel drive successivo sono riusciti a tornare in red zone, sbattendo sul muro verde proprio nel momento di concretizzare, con la beffa del pallone raccolto da Adam Thielen in end zone ma dopo che questo aveva già toccato il terreno. Come già in precedenza, Philadelphia è stata implacabile: drive lunghissimo, campo risalito e TD di Foles per Jeffery (5 rec, 82 yds). Il resto è stato puro garbage time, con un altro intercetto subito da Keenum (28/48, 271 yds, 1 TD, 2 INT) in red zone, stavolta ad opera di Corey Graham. Una partita perfetta, invece, per Foles (26/33, 352 yds, 3 TD), che ha battuto i pugni sul tavolo e fatto sentire forte la sua voce. Nessuno credeva in Philadelphia in questa postseason, senza il probabile MVP Carson Wentz, e invece le aquile hanno volato altissime, fino al Super Bowl che, ironia della sorte, verrà giocato proprio a Minneapolis. Il sogno dei Vikings di giocarsi il titolo in casa è terminato nel modo peggiore possibile. Sembravano la squadra del destino, dopo l’ottima stagione disputata, con la favola di Keenum, straordinario fino a questa sera, e il miracolo di settimana scorsa, ma il finale è stato l’ennesima delusione della loro storia.

Conference Championships

AFC: New England Patriots – Jacksonville Jaguars 24-20

NFC: Philadelphia Eagles – Minnesota Vikings 38-7

alessandro.tarallo@oasport.it

0
0