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Preseason, Week 1: Mayfield fa sognare i Browns, Johnson incubo per i Giants. Chi sale e chi scende

Preseason, Week 1: Mayfield fa sognare i Browns, Johnson incubo per i Giants. Chi sale e chi scende

Il 13/08/2018 alle 10:31Aggiornato Il 13/08/2018 alle 10:40

Dal nostro partner Play.it USA

Prima settimana di preseason, finalmente possiamo dirlo: la NFL è tornata!
Cosa? Sì, è assolutamente vero che stiamo parlando solo di preseason, però concedetemi la possibilità di dare ai tifosi dei Browns qualche motivo per essere finalmente ottimisti: non dimentichiamoci che dopo mesi e mesi di nulla assoluto vedere ventidue uomini in armatura ed elmetto svolazzare in un rettangolo verde ricolmo di numeri e linee può facilmente essere fonte di esaltazione!
La preseason è palcoscenico di lotte interne per un posto nel definitivo roster dei 53, perciò anche se allo spettatore casuale può sembrare uno stunt per vendere qualche biglietto a prezzo basso e placare momentaneamente la nostra fame di football, per molti uomini queste quattro partite contano ben più di una qualsiasi partita di regular season o playoff.

Chi sale

Baker Mayfield, QB, Cleveland Browns

Da chi altro potevo partire? Per qualche secondo ho pensato di mettere direttamente “Cleveland Browns”, in quanto la convincente vittoria contro i Giants ha messo in evidenza ogni singolo miglioramento giunto in questa offseason, ma… stiamo solo parlando di preseason, perciò lodare una squadra intera ha ben poco senso.
Mayfield è stato spettacolare, poco altro da aggiungere: in soli 20 tentativi è riuscito ad accumulare ben 212 yards, dimostrandosi tranquillo nella tasca e non scomponendosi mai quando sotto pressione. Ha inoltre mostrato una già buona intesa con i vari Njoku, Callaway e Higgins, in quanto completare lanci back-shoulder è quanto di più difficile possa fare un quarterback: nel caso la situazione diventasse complicata ha pure dimostrato una sensazionale agilità e prontezza nell’affidarsi alle proprie gambe per muovere le catene.
È solo preseason, ma che esordio quello di Mayfield.
[Anche Tyrod Taylor è stato autore di una magnifica prestazione, e mi intristisce non poco il fatto che altro non sia che carne da macello pronta a lasciare il posto alla prima scelta assoluta dell’ultimo draft, più prima che poi. Giocatore incompreso.]

Michael Gallup, WR, Dallas Cowboys

Sono ben consapevole che una sola ricezione costituisca un campione troppo esiguo per costruirci sopra un discorso convincente, però in questi mesi il parco ricevitori di Dallas è stato spesso al centro di pesanti scrutini: chi diventerà il go-to-guy di Dak? Riusciranno a sopravvivere agli addii di Bryant -che poi, definirlo addio…- e di Witten?
Una sola ricezione non basta a rispondere a queste domande, ma Gallup tramite il suo ottimo touchdown -arrivato su passaggio di Dak Prescott- ha lanciato ufficialmente la sua candidatura: vedremo se saprà dare continuità a tutto ciò durante le prossime partite di preseason, ma l’esordio non può che lasciare un senso di ottimismo utile a quietare un po’ dell’ansia che ormai a Dallas è diventata una componente portante della squadra.

Jeremy Hill, RB, New England Patriots

Pure un veterano come Hill può trovarsi nel mezzo di una spietata battaglia per un posto nel roster: dopo la prova contro Washington possiamo tranquillamente affermare che il vantaggio è chiaramente dalla parte di Jeremy Hill, molto più convincente del collega/compagno/rivale Gillislee. Hill in 11 portate ha guadagnato 51 yards, meglio delle 14 per 43 iarde di Gillislee. Le due ricezioni per 14 iarde magari non impressioneranno nessuno, ma dimostrano che Hill può essere integrato nel passing game, cosa che a New England può sempre e comunque tornare comoda: è presto e stiamo sempre parlando di preseason, ma finora la situazione sta sorridendo a Jeremy Hill.

Marquez Valdes-Scantling, WR, Green Bay Packers

Fare arrabbiare Aaron Rodgers non è mai una buona idea, soprattutto per le difese avversarie, ma se ad innervosire il numero 12 di Green Bay ci pensano i suoi ricevitori la situazione diventa strana: Adams e Cobb occupano saldamente i primi due posti nella depth chart, mentre per quanto riguarda il terzo posto regna incontrastata la confusione ed il rookie Valdes-Scantling con un’ottima prima esibizione in preseason ha sicuramente guadagnato terreno sui compagni di reparto. Cinque ricezioni per 101 yards ed un touchdown non rappresentano sicuramente numeri mai visti per un ricevitore, ma in momenti in cui lo sforzo generale è piss poor, questo tipo di prestazione non passerà sicuramente inosservato.

Jayrone Elliott, OLB, New Orleans Saints

La difesa dei Saints nell’ultimo anno è migliorata a tal punto da scalare ventuno posizioni nella classifica generale dei punti concessi: ridurre i 28.4 punti concessi ad allacciata di scarpe nel 2016 ai 20.4 della passata stagione è un fantastico segnale di crescita, ma nonostante ciò aumentare la profondità dei vari reparti rimane comunque fondamentale.
Jayrone Elliott con due strip sack nell’ultimo periodo di gioco è riuscito sicuramente a portare avanti la propria candidatura per un posto nel roster ed anche nella rotazione: solo preseason, certo, ma che prova quella dell’ex Packers!

Teddy Bridgewater, QB, New York Jets

Non è un rookie, non è un giocatore da practice squad disperato per un posticino nel roster, ma la prima prestazione di Teddy Bridgewater con la maglia dei Jets è stata alquanto impressionante: nonostante non sia mai stato costretto a cercare di spingere l’ovale in profondità, Bridgewater si è dimostrato estremamente sicuro di sé nella tasca e capace di tenere sempre e comunque gli occhi down the field. Un solo incompleto su otto lanci tentati, 85 yards ed un touchdown rappresentano il miglior biglietto da visita possibile per Teddy che a questo punto probabilmente a settembre sarà il titolare.

Geremy Davis, WR, Los Angeles Chargers

Lo so, il parco ricevitori dei Chargers è fra i più profondi della lega e trovare un posto potrebbe risultare impossibile a priori, ma Geremy Davis è stato l’autore di quella che sicuramente è la giocata della settimana: su terzo e diciannove Davis ha raccolto un lancio profondo di Geno Smith, chiaramente troppo corto nonostante lo stesse tallonando un cornerback pronto ad intercettare l’ovale, ed impersonando Randy Moss non solo è riuscito a completare la ricezione, ma pure ad atterrare in piedi e portare a casa sei punti. Ottimo modo per aprire gli occhi al front office.

Chi scende

Brandon Smith, OT, Jacksonville Jaguars

A pagare le conseguenze della prestazione monstre di Jayrone Elliott troviamo Brandon Smith, tackle dei Jaguars battuto due volte dal linebacker di New Orleans: in entrambi i casi a fulminarlo ci hanno pensato il primo passo e la velocità, aspetti inquietanti per un tackle che teoricamente dovrebbe possedere la velocità di piedi necessaria per neutralizzare questo tipo di movimenti. Serataccia per il rookie.

Sean Mannion, QB, Los Angeles Rams

Tre completi su tredici tentativi per 16 yards ed un intercetto: commentare la prestazione del backup di Jared Goff è veramente difficile, in quanto è complesso che un quarterback possa mettere insieme una prestazione peggiore.
La linea d’attacco non gli ha fatto alcun favore, ma vedere un giocatore con comunque una discreta esperienza così a disagio nella tasca ed incapace di eseguire anche la più semplice delle giocate è agghiacciante: il posto nel roster non è poi così sicuro.

Billy Price, C, Cincinnati Bengals

Le aspettative verso una scelta al primo round del draft sono spesso troppo alte, ma la prova di Billy Price è stata assolutamente insufficiente: troppi blocchi mancati soprattutto nel running game, troppe esitazioni che in NFL costano caro ed un continuo senso di disagio che non lascia presagire nulla di buono.
Dopo settimane di snaps sbagliati in allenamento questo tipo di prestazione sottolinea un fatto: nonostante il suo status di prima scelta per Price c’è ancora tanto da lavoro da fare.

Leonard Johnson, CB, New York Giants

Notte nefasta per il cornerback dei Giants, resosi protagonista in negativo concedendo due touchdown ai ricevitori da lui coperti: oltre ai sei punti ha permesso quasi sempre ai vari ricevitori di mettere le mani sul pallone e francamente pensarlo nel roster dei 53 dopo una prova del genere è difficile.

Kolton Miller, OT, Oakland Raiders

La disputa contrattuale che coinvolge Donald Penn sta di fatto accelerando i tempi nei quali Kolton Miller, scelta al primo round nell’ultimo draft, conquisterà la maglia da titolare: oltre a non essere stato capace di dare quel senso di tranquillità e sicurezza tipico dell’ottimo left tackle, Miller è stato l’autore della penalità che ha annullato il magnifico touchdown di Marshawn Lynch ed a noi vedere Lynch in end zone piace sempre.

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