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Caso motore, tra Ferrari e Mercedes scoppia la pace politica. Red Bull spiazzata

Caso motore, tra Ferrari e Mercedes scoppia la pace politica. Red Bull spiazzata

Il 20/03/2020 alle 16:21

Dopo lo scontro aperto sull'accordo segreto tra Ferrari e FIA sulle indagini relative al motore 2019, la stella a tre punte si è clamorosamente sfilata rinsaldando l'alleanza politica con Maranello. E ora la Red Bull resta (quasi) sola.

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Red Bull isolata

Naturalmente a restare spiazzata è la Red Bull, fiancheggiata ora solo dai cugini di Alpha Tauri e dai motorizzati Renault. Ma non è da escludere che a portare Mercedes ad abbandonare il fronte e stringere una nuova alleanza politica con la Ferrari - presumibilmente con vista 2021 e oltre - siano state anche le scintille coi 'bibitari'. Che se da un lato hanno fiancheggiato Stoccarda nella sollevazione contro l'accordo segreto pro-Ferrari, dall'altro non ha mai mancato di denunciare anche le presunte irregolarità della W11. A partire proprio dal sistema DAS, che Helmut Marko aveva ribadito di considerare illegale in quanto correttore d'assetto in movimento e sul quale Red Bull, ma presumibilmente anche la Ferrari, avrebbe presentato ricorso ufficiale a Melbourne se si fosse corso e gli uomini di Toto Wolff lo avessero montato sulle frecce d'argento.

Il caso delle prese d'aria

E del resto, stando a quanto dicono in Inghilterra, la richiesta di chiarimenti presentata dalla Red Bull alla Federazione sulle prese d'aria posteriori Mercedes è stata vissuta come una sorta di tradimento della causa comune da parte dello stesso Wolff. Anche perché ne è poi seguita una direttiva Fia che le vietava espressamente.

Prospettive

Dunque cosa accadrà ora, con l'elemento agonistico in congelatore fino a giugno inoltrato? Difficile dirlo. Certamente la mossa Mercedes ha neutralizzato una situazione potenzialmente esplosiva, che prometteva di uscire dall'ambito sportivo per perseguire le vie legali. E forse non è un caso, vista l'ulteriore crisi di credibilità che sarebbe così piombata sulla Formula 1. Il cerino in mano resta alla Red Bull, che deve decidere se rompere le righe o se mantenere alto il livello dello scontro. Consapevole però che dall'altra parte c'è nuovamente un patto di non belligeranza (politica) fra i due colossi.

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