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Ecclestone difende Vettel: "La Ferrari non lo ha supportato come fece con Schumacher"

Ecclestone difende Vettel: "La Ferrari non lo ha supportato come fece con Schumacher"

Il 25/12/2018 alle 18:01Aggiornato Il 25/12/2018 alle 18:25

Dal nostro partner OAsport.it

Il Mondiale 2018 di F1 fa parte già dell’album dei ricordi e le analisi sul suo svolgimento, in questo periodo di pausa, si sprecano. Tutti, o quasi, hanno fornito la loro chiave di lettura sul nuovo trionfo della Mercedes e del britannico Lewis Hamilton e sul fallimento della Ferrari e del tedesco Sebastian Vettel. Le critiche nei confronti del quattro volte iridato non sono mancate, ritenuto il principale responsabile del target mancato per via dei suoi errori in pista.

Vettel? "Una vittima più che un colpevole"

A prendere però le difese di Sebastian c’è chi il Circus lo conosce come le proprie tasche, ovvero Bernie Ecclestone. L’ex boss della F1 infatti, intervistato sul tema da Autobild, ha spostato il focus sulla squadra piuttosto che sul pilota, affermando che il teutonico non sia stato sufficientemente supportato nel momento del bisogno:

" Hamilton è stato eccezionale, ma ha anche avuto il pieno sostegno della sua squadra. Non si può dire lo stesso per Vettel, e ho l’impressione che la Ferrari sia tornata alle sue vecchie abitudini dopo la morte di Sergio Marchionne. Improvvisamente, ci sono stati strani errori strategici e, al di fuori, ho notato che la Rossa ha fatto di più per Kimi Raikkonen che per Vettel. Un team deve assolutamente supportare chi è in lizza per il titolo. Io lo vedo come una vittima piuttosto che un colpevole."

Ma ai tempi di Michael Schumacher...

In questo senso Ecclestone ha fatto riferimento al periodo d’oro della Ferrari con Michael Schumacher, quando c’era una struttura centrata esclusivamente sul tedesco e i Mondiali vinti furono cinque:

" Una squadra deve intensificare i suoi sforzi sul suo primo pilota, non indebolirlo. Jean Todt era completamente concentrato su Michael Schumacher. Se un pilota non sente il supporto della sua squadra, aumenta il rischio di commettere errori, perché la maggior parte di queste cose dipende dalla testa."

Uno spunto dunque di riflessione per la nuova dirigenza ferrarista e il Team Principal Maurizio Arrivabene?

Giandomenico Tiseo

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