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Ferrari: dai sogni di mondiale a una realtà da terza forza della F1. Come si esce dalla crisi?

Ferrari: dai proclami di gloria a terza forza della F1. Come si esce dalla crisi?
Di Eurosport

Il 01/08/2016 alle 17:10

L'ultima gara prima della pausa estiva ci ha regalato una Ferrari in grande crisi. Mentre Mercedes e Red Bull fuggono via, ad Hockenheim la Rossa dimostra tutti i suoi limiti. Vettel e Raikkonen la spingono a fondo, ma più del quinto posto non si riesce ad ottenere. Che fare ora? Urge capire dove si sbaglia e come migliorare. La stagione è ancora lunga.

E' inutile girarci intorno: la Ferrari è in crisi. Problemi tecnici, di risultati e di prestazioni. Anche di squadra, vedendo la vicenda Allison. Ma come si è arrivati dal puntare al titolo mondiale a febbraio all'essere lontanissimi dal podio, scavalcati anche dall'ottima Red Bull in gran rimonta? Partiamo dalla fine, dall'ultima frase di Arrivabene:

" "La Red Bull ha fatto dei miglioramenti, non ci si può nascondere, bisogna riconoscerli. Vorrà dire che adesso invece di un competitor, ne abbiamo due. Se volete che dica che mi arrendo, SCORDATEVELO!"."

Maurizio è un tipo sangugno, sempre pungente nelle dichiarazioni, molto diretto. Insomma, queste sono sicuramente le frasi che piacciono ai tifosi della Rossa, che però si sono stancati dei continui proclami di combattimento. Ci vogliono fatti e risultati.

Marchionne e tutti noi siamo stati illusi

Ferrari-Präsident Marchionne

Ferrari-Präsident MarchionneLaPresse

La SF16-H sembrava nata sotto una buona stella, molto competitiva nei test invernali. E così tutti ci siamo illusi, anche in Ferrari, con i proclami bellici di Marchionne. Tutto però è andato per il verso sbagliato: sfortuna iniziale, strategie sbagliate, errori dei piloti fino alla scarsa caompetitività della vettura. In 13 gare si è passati dal sognare di battere la Mercedes a farsi superare dalla Red Bull.

In Germania il sorpasso della Red Bull

Una debacle, non ci sono altre parole. In Germania la prestazione non è stata neanche così negativa, con la Mercedes vincitrice neanche troppo distante, ma Seb e Kimi nulla hanno potuto con una vettura che semplicemente ne ha di meno rispetto agli avversari. La prestazione è quella che è, questi sono i reali valori in campo attuali. L'aderenza è il tema fondamentale: non c'è grip per sfruttare le gomme, manca il carico aerodinamico. La Ferrari va bene sempre e solo in un lasso di tempo limitato, con determinate temperature, nella giusta "Finestra" di impiego. L'anno scorso, con nessuna aspettativa, Vettel ha vinto tre volte, lottando più volte con le Frecce d'Argento. Il bilancio del 2016 è invece fallimentare. Vettura bocciata, muretto spesso assente, perfino un fenomeno come Seb è incappato in molti errori, alle volte non da lui. Nessuna giustificazione, ma è inutile nascondersi: è crisi e la strada maestra è stata perduta. Recuperare ora è veramente dura.

Inutile sperare in un miracolo?

Maurizio Arrivabene (Ferrari) - GP of Italy 2015

Maurizio Arrivabene (Ferrari) - GP of Italy 2015Ferrari S.p.A.

I regolamenti sono molto stretti, con motore praticamente congelato e aerodinamica troppo vincolante. Però la Red Bull è migliorata e tanto in questi mesi, merito del lavoro della squadra, soprattutto di quel genio di Newey, tornato a lavorare sulla vettura dopo alcuni mesi di "passatempi" tra vetture stradali e progetti navali. In Ferrari invece nulla di tutto ciò, anzi: il capo Allison se ne è pure andato. Certo, i problemi qui vanno oltre a quelli lavorativi, e dare la colpa a uno dei problemi di un progetto è assolutamente sbagliato. Però se il direttore tecnico se ne va mentre bisogna finire la stagione in recupero e programmare la prossima, nulla va per il verso giusto.

Con Binotto gestione "orizzontale" della squadra

La squadra ora è in mano a Binotto che avrà lo scopo di ridisegnare la gestione sportiva della Ferrari. Si puntava a grossi nomi per il rilancio del dopo Allison, si è scelta invece una soluzione "casalinga", anche per provare una inversione di rotta. Con il nuovo Direttore Tecnico il modus operandi della squadra sarà più orizzontale, non piramidale in mano ad una sola persona. Ogni ingegnere proverà a dare il proprio contributo, con gruppi di lavoro che lavoreranno in stretta sinergia. Scelta coraggiosa, in un momento veramente non facile per tutto il team.

Dove sono i problemi?

Sebastian Vettel, Ferrari, LaPresse

Sebastian Vettel, Ferrari, LaPresseLaPresse

Che fare ora? Naturalmente lavorare, ma soprattutto capire dove si sbaglia. Seb avrà fatto anche qualche errore quest'anno, ma non si può dimenticare le superbe prestazioni dello scorso anno e i quattro mondiali vinti in bacheca. Il pilota è uno dei migliori sulla piazza, poche scuse. E le critiche sulle errate indicazioni del tedesco in termini di sviluppo sono tutte frottole. Kimi quest'anno ha fatto il suo, meritandosi il rinnovo. Per cui i problemi non sono i piloti, ma la squadra. Ora Binotto è stato messo a capo della direzione tecnica: un compito non facile, per uno che negli ultimi tempi ha curato lo sviluppo della power unit. I miracoli in F1 comunque non si fanno in poche settimane, per cui il rischio che il prosieguo della stagione sia una lunga agonia c'è, e il 2017 è dietro l'angolo. Ora si va in vacanza, con tanti pensieri e molti dubbi. La stagione è ancora lunghissima, la faccia è ancora salvabile.

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