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Ferrari vs Mercedes, Vettel-Leclerc, Kubica, Alfa, sorpresa e regole: le 6 domande sul Mondiale 2019

Ferrari vs Mercedes, Vettel-Leclerc, Kubica, Alfa, sorpresa e regole: le 6 domande sul Mondiale 2019

Il 13/03/2019 alle 14:00

Parte dall'Australia la 70a stagione del Mondiale di Formula 1: vediamo cosa cambia rispetto allo scorso anno e quali sono le domande da porsi alla vigilia.

1) Battaglia Ferrari vs Mercedes: quali sono i punti di forza della Rossa di quest'anno?

Il possibile punto di forza della Ferrari è proprio nella minor convenzionalità del progetto, a partire dall'inedita ala anteriore che tende a buttare verso l'esterno i flussi d'aria frontale invece che sopra le ruote anteriori. Anche il rake delle rosse, ovvero l'inclinazione verso l'anteriore in frenata e nelle curve lente, è decisamente più accentuato. Sia Vettel che Leclerc, peraltro, hanno accompagnato i propri giudizi positivi sottolineando come la SF90 sembrasse una vettura già al termine dello sviluppo piuttosto che ai primissimi chilometri. Ci sarà da lavorare duro e soprattutto lavorare bene proprio sugli sviluppi durante l'anno, ma le premesse sono più che mai positive: può essere finalmente la stagione buona.

2) Vettel-Leclerc è la coppia giusta per riportare la Ferrari a vincere il titolo?

È sicuramente una coppia potenzialmente di altissimo livello, in cui il giovane Charles Leclerc può 'spingere' la prima guida e dare quel necessario apporto in termini di punti, specie nel campionato Costruttori, che spesso Kimi Raikkonen non è riuscito a dare negli ultimi anni. Ma in ottica Mondiale, viste anche le scelte gerarchiche fatte almeno inizialmente a Maranello, è fondamentale recuperare al 100% Sebastian Vettel. Il quale si trova dinanzi ad un bivio, un vero e proprio snodo di carriera: o torna a vincere e convincere, restituendo almeno in parte ad Hamilton le scoppole dello scorso anno, o imboccherà inevitabilmente la via del declino. Una situazione che mette ancora maggior pressione sul tedesco, che nel 2018 è stato spesso incapace proprio di gestire pressione e aspettative, eppure un passaggio obbligato.

3) Robert Kubica torna a correre dopo 8 anni: sarà ancora veloce come una volta?

Per come si sono messe le cose in casa Williams, sarebbe già un successo avere i riscontri sufficienti per rispondere alla domanda; perché fino ad ora il polacco non ha potuto mai forzare in pista, annaspando in un mare di problemi tecnici ed organizzativi che il munifico sponsor portato in dote proprio da Robert non ha evitato né risolto. Il talento non evapora, si dice; ma è pure vero che sono passati quasi nove anni dall'ultimo Gp corso da Kubica (Abu Dhabi 14 novembre 2010), che le monoposto sono cambiate parecchio sul piano tecnico e nel modo di guidarle, e che la griglia si è arricchita di ragazzini velocissimi ed arrembanti. Per come e quanto ha lavorato Kubica per tornare in Formula 1 ci sentiremmo di scommettere sul fatto che sarà ancora veloce, ma per ora sarebbe già un gran segnale tenersi alle spalle il compagno George Russell, proprio uno di quei giovani arrembanti.

La miglior stagione di Robert Kubica in F1 risale al 2008: al volante della BMW Sauber, chiuse al quarto posto nel Mondiale.

La miglior stagione di Robert Kubica in F1 risale al 2008: al volante della BMW Sauber, chiuse al quarto posto nel Mondiale.Imago

4) L'Alfa Sauber è sempre più "ferrarina": cosa ci aspettiamo da Giovinazzi e Raikkonen?

5) Quale pilota/scuderia sarà sorpresa della stagione?

L'augurio è che possa esserlo Antonio Giovinazzi, al suo 'secondo debutto' in Formula 1 dopo il frullatore dell'inizio del 2017, quando prendere il posto dell'infortunato Wehrlein sulla Sauber all'ultimo minuto utile gli fece più male che bene. Giovinazzi è pilota particolarmente razionale, gli eccessi giovanili e la foga agonistica non fanno parte del suo essere, decisamente più simile a quello dei piloti detti 'professori'. Questa al volante dell'Alfa, tanto più al fianco di Kimi Raikkonen, è la sua grande occasione per emergere. Ovviamente medesima curiosità destano gli altri rookies, da Lando Norris (McLaren) a George Russell (Williams) fino ad Alexander Albon. A tal proposito, il thailandese cresciuto a Londra ha fatto molto bene nei test spagnoli al volante della Toro Rosso, apparsa anch'essa in ottima forma dopo essersi finalmente liberata del ruolo di laboratorio per conto della Red Bull. Anche lui può essere candidato al ruolo di sorpresa stagionale.

Antonio Giovinazzi ha già corso due GP nel 2017 con la Sauber, raccogliendo un dodicesimo posto all'esordio.

Antonio Giovinazzi ha già corso due GP nel 2017 con la Sauber, raccogliendo un dodicesimo posto all'esordio.Getty Images

6) Cosa cambia col nuovo regolamento che introduce l'assegnazione di 1 punto all'autore del giro più veloce?

In realtà molto poco. Avrebbe spostato decisamente di più ai tempi del vecchio punteggio, quando si assegnavano 9 punti (poi 10) al vincitore e 6 al secondo. Da quando si è deciso di assegnare 25 punti al vincitore e 18 al secondo, paradigma in linea con quello del Motomondiale, un solo punto ha un peso specifico decisamente minore. Nelle ultime edizioni del Mondiale il verdetto finale non sarebbe cambiato, compresa quella del 2016 in cui Rosberg chiuse con soli 5 punti di vantaggio su Hamilton. Difficile anche immaginare chi avrà interesse ad aggiudicarselo, visto che verrà assegnato solo a chi si piazza nei primi dieci in classifica: sicuramente chi sarà in testa al Gp per provare a rimpinguare ulteriormente il bottino, e certamente gli immediati inseguitori per limitare i danni. Più improbabile che una macchina piazzata fra in quinto ed il decimo posto decida di sacrificare alcuni punti per cambiare gomme e provare a farne uno. Al limite potrebbe essere un'opportunità interessante per chi punta ad entrare nei primi dieci con una strategia 'lunga', che preveda un ultimo cambio gomme nell'ultimo terzo di gara ed uno stint veloce con gomme morbide.

Video - Ferrari, Mercedes, Red Bull: le scuderie e i piloti del Mondiale 2019

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