Getty Images

Brusco risveglio per la Ferrari: ora il Bahrain diventa già un esame

Brusco risveglio per la Ferrari: ora il Bahrain diventa già un esame

Il 18/03/2019 alle 07:13Aggiornato Il 18/03/2019 alle 08:10

Dopo i test pre-stagionali la SF90 delude e preoccupa nel primo Gp in Australia. Solo problemi di assetto legati al circuito di Melbourne o c'è dell'altro? Di certo fra due settimane la Ferrari è chiamata a tornare a lottare con la Mercedes se non vuole rimettere nel cassetto i sogni invernali.

Melbourne pista atipica

La premessa d'obbligo è che quello australiano è un tracciato particolare, sia nel layout che nelle caratteristiche dell'asfalto. Anche nel 2018 Vettel era staccato di circa sette decimi dalla pole di Hamilton, e in gara poté vincere anche e soprattutto grazie all'intervento della Safety Car. Nei Gp successivi, la rossa tornò a sfidare alla pari le frecce d'argento sia in qualifica sia in gara, e questa può essere una chiave di lettura incoraggiante considerato che le macchine 2019 sono in buona parte figlie di quelle dello scorso anno. È dunque sperabile che l'atipicità del tracciato, unita evidentemente a qualche scelta tecnica non ottimale, sia stata la causa principale della dèbacle. La sicurezza con cui sia Binotto sia i piloti hanno rivendicato un potenziale molto maggiore della SF90 va in questa direzione. Perché è vero che nei test qualcuno può nascondersi, ma è altrettanto incontestabile che sia Mercedes sia Red Bull abbiano anticipato sviluppi originariamente previsti per il Gp di Cina proprio in virtù delle sorprendenti prestazioni della Ferrari. Che non possono essere evaporate durante il viaggio in Australia.

Con il quarto posto di quest'anno, Sebastian Vettel ha interrotto una striscia di due successi consecutivi raccolti a Melbourne.

Con il quarto posto di quest'anno, Sebastian Vettel ha interrotto una striscia di due successi consecutivi raccolti a Melbourne.Getty Images

I problemi di assetto

In Bahrain è già un esame

La prova del nove si avrà fra due settimane in Bahrain, pista vera e tecnicamente completa. Dove la SF90 è ovviamente chiamata a tornare davanti alla Red Bull e a lottare con le Mercedes, derubricando Melbourne ad episodio chiuso fra due parentesi. Anche perché, se così non fosse, sarebbe davvero complicato pensare di recuperare un gap simile col solo lavoro in fabbrica. Il Bahrain è dunque già un esame. Da non sbagliare.

Hamilton e nuove regole, le altre delusioni

Se la Ferrari piange, Lewis Hamilton non ha avuto a sua volta molti motivi per sorridere, a parte la certificazione che anche quest'anno la Mercedes è velocissima. Bottas gliele ha suonate al semaforo verde e sul ritmo gara, e anche se il distacco finale è stato conseguenza delle scelte strategiche (con Lewis richiamato ai box per coprire la strategia di Vettel e in questo senso penalizzato rispetto a Valtteri), la differenza fra i due è stata evidente, come dimostra anche il giro veloce del finlandese nel finale ad inaugurare l'assegnazione del punto supplementare. E a proposito di quanto si è detto della Ferrari e della 'sensibilità' delle macchine con una aerodinamica così complessa, chissà che non ci sia una scelta di set up differente alla base dello scarto fra la Mercedes del cinque volte campione del mondo e quella del compagno di team. Deludenti, ma anche qui attendiamo piste vere per avere la controprova, anche le novità regolamentari sulle ali anteriori e sul Drs che avrebbero dovuto facilitare i sorpassi: non se ne sono quasi visti, e parecchi piloti sostengono che stare vicino alla macchina che precede non è poi così differente rispetto allo scorso anno. Si vedrà, al Bahrain si chiede una verifica anche su questo.

Video - Charles Leclerc, il giovane predestinato per un grande futuro in Ferrari

01:26
0
0