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Hamilton sfrutta la follia di Ocon e vince su Verstappen e Raikkonen. Alla Mercedes il costruttori

Hamilton sfrutta la follia di Ocon e vince su Verstappen e Raikkonen. Alla Mercedes il costruttori

Il 11/11/2018 alle 19:48Aggiornato Il 11/11/2018 alle 21:36

L'inglese vince per la seconda volta in carriera in Brasile e regala alla Mercedes il quinto titolo costruttori consecutivo. Gara folle ad Interlagos con Verstappen che la domina per 40 giri ma poi la perde follemente per colpa di una speronata di Ocon in fase di doppiaggio mentre era al comando in solitaria. Ferrari che perde il titolo costruttori ma sale sul podio con Raikkonen. Vettel solo 6°.

Game over. Si spengono in Brasile, in una gara pazza e iellata per la Ferrari ma anche e soprattutto per un incredulo Max Verstappen, le speranze della Ferrari di provare a togliere alla Mercedes il quinto titolo iridato costruttori consecutivo. La vince Lewis Hamilton, che per la seconda volta nella sua carriera trionfa ad Interlagos, sfruttando la scorrettezza di Esteban Ocon che con una manovra folle in fase di doppiaggio sperona Verstappen che finisce in testacoda, danneggiando il fondo della sua monoposto e cedendo la posizione a Lewis Hamilton che, pur con le gomme usurate, è riuscito a gestire l’esiguo vantaggio e a portarsi a casa una vittoria inattesa e pesantissima per la Mercedes, che ha posto fine ai sogni di gloria di una Ferrari troppo anonima in gara per pensare di cambiare un verdetto che era già molto compromesso. Se la Mercedes gode, Verstappen schiuma rabbia, la Ferrari si lecca le ferite e si interroga per una gara inferiore alle aspettative soprattutto per Sebastian Vettel che si deve accontentare di un anonimo sesto posto alle spalle di Raikkonen, Ricciardo e Bottas. Penalizzato da un problema a un sensore, il tedesco di fatto non ha avuto alcun guizzo ed ha preso paga anche dal compagno di squadra Raikkonen, autore di una gara battagliera e giustamente conclusa con un bel podio. Ora per la Ferrari inizia già il lavoro in ottica 2019, il gap con la Mercedes seppur assottigliato è ancora evidente e anche la Red Bull pare essere in grande ripresa, insomma ci sarà tanto da fare per interrompere quel sortilegio che dura ormai da 11 anni e riportare la scuderia di Maranello al top.

L’ordine d’arrivo

1 Hamilton (Mercedes) 1:27:09.066
2 Verstappen (Red Bull) +1.469
3 Raikkonen (Ferrari) +4.764
4 Ricciardo (Red Bull) +5.193
5 Bottas (Mercedes) +22.943
6 Vettel (Ferrari) +26.997
7 Leclerc (Alfa Romeo / Sauber) +44.199
8 Grosjean (Haas) +51.230
9 Magnussen (Haas) +52.857
10 Perez (Force India) +1 giro

I 5 momenti chiave della gara

- Allo spegnimento del semaforo, Hamilton dalla pole mantiene la testa della corsa mentre Vettel (penalizzato da un problema a un sensore) si fa superare da Bottas che si accoda alle spalle del compagno. Alle spalle di Vettel c'è Raikkonen che però è subito francobollato da un Verstappen che risale la china e mostra subito gli artigli.

- Max Verstappen è indiavolato e regala spettacolo: al terzo giro infila Raikkonen in fondo al rettilineo d’arrivo (curva 1) e alla tornata successiva svernicia anche Vettel che nel tentativo di stare dietro all’olandese, finisce largo e si fa passare da Raikkonen che si lancia all'inseguimento di Bottas. Il sorpasso da manuale però Mad Max lo sfodera al 10° giro: il numero 33 prende la scia a Bottas e di velocità pura si beve il finalandese con un sorpasso all'interno.

- Attorno al 20° giro ecco iniziare la giostra dei pit stop, i primi a fermarsi sono i due piloti Mercedes che scelgono la gomma media. Ferrari e Red Bull attendono qualche tornata in più e addirittura Verstappen riesce a completare ben 33 giri con la supersoft e si può permettere il lusso di rientrare alle spalle di Hamilton con la gomma soft fresca. La Ferrari invece sceglie la stessa strategia della Mercedes, gomma media, ma Vettel e Raikkonen rientrano alle spalle di Bottas, che pur con un passo inferiore non lascia strada alle Rosse di Maranello.

- Giro 43, Verstappen, forte della gomma soft e premiato da una strategia vincente, scavalca Hamilton e comanda il GP. L’olandese sembra avere vita facile ma proprio nel momento in cui è in controllo succede l’imponderabile, in un normale doppiaggio sulla Force India di Ocon, l’olandese viene speronato dal pilota messicano finendo in testacoda. Nella manovra il numero 33 perde la testa della corsa, in favore di Hamilton, e danneggia il fondo della sua Red Bull. Furioso l’olandese mostra anche il dito medio ad Ocon che viene penalizzato con 10” dalla giuria e una sosta ai box.

- Verstappen pur col fondo danneggiato, prova a rifarsi sotto su Hamilton che però pur con le gomme finite riesce a gestire il margine ottenuto grazie al regalo gratuito di Ocon. Dietro Ricciardo, autore di una gara veramente da applausi, umilia Vettel e Bottas ponendosi alle spalle di Raikkonen che però difende con le unghie e con i denti, un terzo posto meritato. Vettel chiude 6° davanti al futuro compagno Leclerc mentre la Mercedes si gode il quinto titolo costruttori.

Il tweet da non perdere

Il migliore

Max Verstappen (Pilota Red Bull): Al netto del dito medio e della rissa da bar in zona pesi, la sua gara è magistrale. Sorpassi magistrali, una condotta di gara superlativa con le gomme supersoft e una vittoria inappuntabile che pareva in pugno. Se non fosse per lo sciagurato Ocon...

Il peggiore

Esteban Ocon (Pilota Force India): Sarà la frustrazione di trovarsi senza una monoposto per il 2019 oppure il nervosismo per una gara al di sotto delle aspettative, sarà quel che sarà di certo il suo comportamento è ingiustificabile e assolutamente scriteriato. Mai visto un doppiato speronare un pilota che stava comandando la gara... Irresponsabile.

La dichiarazione

Esteban Ocon (Pilota Force India): "Eravamo vicini, poi ci siamo toccati. La cosa peggiore credo sia stato il suo comportamento (il riferimento è a Verstappen, ndr) quando è arrivato per il peso. Ha cercato di spingermi e di tirarmi un pugno. Se rifarei la stessa manovra? Probabilmente sarei andato più lungo, sì"

Video - Dal Mondiale di Raikkonen, alla sfida thrilling Massa-Hamilton: tutti gli aneddoti del GP di Brasile

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