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Ferrari, nell'annus horribilis sale il conto delle occasioni perse

Ferrari, nell'annus horribilis sale il conto delle occasioni perse

Il 29/07/2019 alle 09:47

Fra macchina critica, problemi di affidabilità ed errori in pista e al muretto, il successo continua a non arrivare. Unica consolazione avere, forse, ritrovato Sebastian Vettel.

In una stagione in cui la Ferrari ha dovuto realizzare ben presto, a dispetto dei test invernali, di essere troppo lontana dalla Mercedes su troppe piste per contenderle il Mondiale, nulla sarebbe più importante che massimizzare i risultati nelle occasioni in cui le condizioni lo consentono. Per i punti in classifica, che significano soldi, e per restituire morale e motivazioni alla squadra ed accelerarne il processo di crescita, necessità cui spesso accenna Mattia Binotto. E di occasioni, da Melbourne a oggi, ce ne sono state diverse, sempre puntualmente buttate.

A conti fatti il piatto piange

Al netto di una gara pazza, si può aggiungere all'elenco anche il Gp di Germania. In cui Maranello ha visto evaporare una possibile prima fila per noie tecniche il sabato e la possibilità di vincere ugualmente la domenica, quando Leclerc è finito a muro nel momento decisivo. Ma se è giusto dare a Cesare, la Mercedes, quel che è di Cesare, non si può non nascondere che il piatto per il Cavallino piange comunque. Sulle piste veloci, per un motivo o per l'altro, la competitività della rossa non è mai stata premiata. In Bahrein fatale la rottura di Leclerc, a Baku l'errore dello stesso Charles in qualifica che gli ha tolto la possibilità di giocarsi la pole, in Canada l'errore di Vettel e l'obbrobrio giuridico conseguente, in Austria i problemi con le gomme sul finale. E qui l'affidabilità condita dal dritto di Leclerc, proprio nel momento in cui era davanti a Verstappen e ne aveva quanto meno per giocarsela fino in fondo con l'olandese. Due vittorie quasi certe e altre tre possibili regalate a piene mani, nonostante tutto.

Charles Leclerc

Charles LeclercGetty Images

SF-90, la coperta è corta

E del resto, ad una squadra tutt'altro che irreprensibile, il destino sembra presentare il conto spesso nei momenti meno indicati. Ma per questa SF-90, al di là degli sprechi, pare che la coperta sia sempre e comunque corta. Veloce sui tracciati 'stop and go' ma agonizzante sul lento; scarica sull'anteriore e a Silverstone pure sul posteriore ,quando si è tentato di ovviare sul bilanciamento; bisognosa di temperature alte per far funzionare le gomme ma poi in crisi di affidabilità col caldo di Hockenheim. Una macchina nata critica e ancora oggi spesso difficile da decifrare. Che non vince quando potrebbe.

Estate calda su due fronti

Ora per gli uomini in rosso si annuncia una seconda parte di estate calda su due fronti, nonostante la pausa fra Ungheria e Belgio. Perché c'è da lavorare duro per cavare da questa macchina qualcosa di utile anche per l'anno prossimo, e perché una parte delle risorse sta già lavorando in ottica 2021, quando cambieranno pesantemente i regolamenti tecnici ed inizierà anche concretamente l'era Liberty Media. A questo proposito è stato richiamato a Maranello Simone Resta, quest'anno all'Alfa. Dopo un periodo forzato di 'gardening', tornerà pienamente operativo. Stando a quest'anno, l'obiettivo restano Spa e Monza, teoricamente affini alle peculiarità della SF-90. Ma anche l'Ungheria potrà essere parecchio indicativa, perché è un tracciato lento che metterà alla prova il lavoro delle ultime tre settimane sulla rossa, e a Budapest potrebbe fare parecchio caldo. Andare forte all'Hungaroring vorrebbe dire davvero aver trovato un equilibrio diverso da quello visto fino allo scorso Gp d'Inghilterra.

Vettel ritrovato?

La buona novella per i ferraristi è il secondo posto di Sebastian Vettel, questa volta bravo ad evitare errori e velocissimo nel finale quando la pista si è asciugata, piazzando anche un grande sorpasso a Sainz. E' risorto? Difficile dirlo. Certo rimontare da 20° a 2° proprio ad Hockenheim, un anno dopo il fattaccio e nella domenica in cui i suoi avversari andavano a sbattere uno dopo l'altro, gli sarà utile sul piano morale e psicologico. Peraltro questa volta, se le strategie per Leclerc sono state perfette, con lui si sarebbe potuto azzardare qualcosa di più, vista la posizione. Quanto meno all'inizio con le intermedie e nel finale con le slick, montandogliele in anticipo come fatto da Srtroll, Kvyat, Sainz e Albon. Nel conto va però anche la prima parte di gara su gomme intermedie, quando non aveva lontanamente il passo di Leclerc, anche in assenza di traffico. Di certo soffre più del compagno il retrotreno 'leggero' della rossa.

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Lo stillicidio della via di fuga

L'errore di Leclerc non lo farà certo finire sulla croce. L'errore ci sta, in quella curva ha avuto meno fortuna di Hamilton, senza dimenticare che anche Verstappen si è girato clamorosamente, solo in un punto meno critico di quello quasi fatale a parecchi. A proposito del quale non si può non notare la magra figura degli inflessibili tedeschi, con una via di fuga che aveva l'aderenza di una lastra di ghiaccio. Fino a quel punto Charles aveva fatto una grande gara, l'errore gli sarà utile nel percorso di crescita. Quello che ha evidentemente concluso Max Verstappen, lui sì pronto a cogliere ogni minima possibilità nelle rarissime giornate no della Mercedes.

Max Verstappen

Max VerstappenGetty Images

Mercedes, bonus giocato nel giorno sbagliato

Toto Wolff e i suoi si sono giocati il bonus, come lo scorso anno in Austria. Un'occasione all'anno per gli altri con podio sguarnito. Questa volta certamente nel giorno sbagliato, vista la doppia celebrazione temporale corredata dal bizzarro abbigliamento anni '50 ai box. Se la sono un po' chiamata, la gara anni 50' c'è stata e l'hanno pagata. Sul piano tecnico si conferma l'unico esile punto debole della W10: soffre un po' sui circuiti particolarmente impegnativi per le gomme posteriori, o quanto meno può essere sfidata. Hamilton può avere l'alibi della febbre alta per tutto il week end, Bottas si è forse scavato la fossa. Avrebbe potuto recuperare 18 punti a Lewis, ha finito invece per fare un assist non da poco ad Ocon per il sedile 2019. Che Wolff assegnerà probabilmente proprio a Budapest, senza aver nascosto la voglia di avere, come Red Bull e Ferrari, un giovane forte in pista.

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