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Leclerc dà spettacolo, Vettel è nel pallone: ora il futuro Ferrari è un rebus

Leclerc dà spettacolo, Vettel è nel pallone: ora il futuro Ferrari è un rebus

Il 15/07/2019 alle 11:46Aggiornato Il 15/07/2019 alle 12:08

Tra le voci di un possibile ritiro del tedesco e l'arrembanza del monegasco, Maranello deve guardare al 2020 anche in chiave piloti. E per la seconda parte di 2019 non ha più senso sacrificare Leclerc con le strategie.

Non è solo sul lato macchina, una volta di più macinata dalla Mercedes su un tracciato ostico, che la Ferrari deve iniziare a guardare al 2020. Perché ora anche la condizione dei due piloti pone serie domande per il prossimo futuro. Che farà un Sebastian Vettel in crisi da un anno a questa parte, con un altro anno di contratto e per di più col ritiro dalle corse fra il novero delle possibilità contemplate? Chi affiancare il prossimo anno, e con quali gradi, ad un Charles Leclerc che infiamma ormai i cuori dei ferraristi ed è sempre più credibile prima guida?

Leclerc luce Ferrari

Certo il monegasco, nel momento più buio del compagno di squadra, si sta guadagnando i galloni di pilota su cui puntare, ora e in futuro, senza più troppe prudenze. Lo spettacolo offerto in pista a Silverstone, al di là di suggestioni villeneuviane come il sorpasso all'esterno su Gasly e la strenua difesa da Verstappen, rivela certezze tecniche di grande spessore. Perché quella beffa da Verstappen in Austria avrebbe potuto pesargli a lungo a livello mentale, e invece ha restituito la pariglia all'olandese nonostante una Ferrari col fiatone rispetto alla Red Bull. Difendendo da campione prima - con la macchina sempre al centro della pista nei punti più delicati e sempre estremo in staccata - e sfruttando poi l'errorino di Max dopo il primo pit stop, per attaccarlo e tornargli davanti. Fino alla Safety Car la posizione l'ha mantenuta, e il sorpasso su Gasly, tutto all'esterno con la macchina impiccata ha dato lustro anche alla seconda parte di gara. Che Leclerc-Verstappen sarà con tutta probabilità il prossimo grande dualismo della F1, lo si è intuito a Zeltweg ed è divenuto chiaro a Silverstone.

Vettel ora è un'incognita

Dalla luce al buio, Sebastian Vettel è a un anno dall'incidente in Germania che l'ha precipitato in una crisi tecnica e mentale di cui ora è davvero difficile vedere l'uscita. Anche perché, rispetto a Charles, soffre maggiormente le criticità sull'anteriore della SF90. L'unica vera grande gara, comunque non perfetta, è stata il Gp del Canada. Si è spesso alluso, legittimamente, alla necessità del tedesco di una macchina dal bilanciamento perfetto per essere un top driver, e la scorbutica SF90 sembra riportarlo alle difficoltà dell'ultimo anno in Red Bull. E' comunque certo che l'erroraccio su Verstappen, dopo le difficoltà in qualifica, inizia a porre dei quesiti anche in prospettiva. Lui ha smentito a più riprese le voci di ritiro, ma a questo punto è giusto chiedersi cosa vorrà fare lui e cosa vorrà fare Maranello.

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Pilota Vittorie Podi Punti
Lewis Hamilton (Mercedes) 15 19 468
Valtteri Bottas (Mercedes) 2 13 327
Max Verstappen (Red Bull) 2 10 292
Sebastian Vettel (Ferrari) 1 10 274
Charles Leclerc (Alfa Romeo / Ferrari) 0 5 146

Scelta complicata

Vettel ha un contratto parecchio oneroso sul piano economico e dunque de facto da prima guida, quanto meno per i milioni che il team investe su di lui. Ed è il comprensibile motivo per cui a inizio stagione Binotto ha deciso di designarlo pubblicamente, oltre che per recuperarlo. Guardando avanti c'è però da capire, a parità di contratti fra lui e Leclerc, in che condizioni si presenteranno i due ai nastri di partenza 2020. Se Seb rispetterà il contratto, Maranello ha evidentemente tutto l'interesse a preservarlo. La decisione spetterà a lui: ritiro, rischio di prestare il fianco ad un Leclerc in continua ascesa, sperare in una rossa 2020 più adatta alle sue caratteristiche. Magari dandosi un termine temporale di un solo anno per provare in qualche modo a resettare rispetto ad uno status, quello di rivale di Hamilton, che non regge evidentemente più. In caso di ritiro - al momento non così probabile - Ricciardo sarebbe la scelta più logica. Ma ci sarebbe da lavorarci, visti i due anni di contratto dell'australiano con Renault.

Leclerc corra libero, Spa e Monza unici obiettivi

Di certo c'è che il bilancio ferrarista in terra britannica è ancora una volta desolante. La Mercedes ha fatto gara a sè, solo il talento di Leclerc ed il tamponamento di Vettel su Verstappen hanno reso possibile stare davanti alle Red Bull. Lo sviluppo va avanti e gli aggiornamenti si susseguono, ma sulle piste 'nemiche' le difficoltà restano evidenti. Binotto continua a parlare come se la squadra fosse all'anno zero, e magari sotto certi aspetti lo è, ma in realtà le aspettative erano nutrite dai due anni precedenti, che non giustificano le difficoltà di oggi. Hockenheim potrebbe offrire qualche possibilità in più, anche se il Motodrom preoccupa. Più realisticamente Spa e Monza potrebbero offrire l'opportunità di centrare una vittoria. E a questo punto Leclerc corra libero dai lacci delle strategie. E' un cavallo di razza e va lasciato libero di scorazzare.

God save Lewis

Intanto Lewis Hamilton, passato lo Spielberg col suo elevato degrado al posteriore, unico punto di sofferenza della W10, non ha perso l'occasione per fare qualche altro passo nella storia. Issandosi come recordman a 6 vittorie nel Gp britannico, e scalando a undici lunghezze dai successi totali di Michael Schumacher. E quel super giro veloce all'ultima tornata, ancora una volta, dà l'idea del margine che hanno sia lui che la Mercedes. Onore delle armi a Bottas, che ha provato a rovinargli la festa in casa con la pole di sabato e restituendo il sorpasso in pista in gara. Fino alla Safety car era virtualmente ancora davanti, all'invocatissimo 'lasciamoli lottare in pista", in fondo, ha risposto anche lui.

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