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Leclerc nell'Olimpo a Monza, ma ora la Ferrari è davanti a un bivio

Leclerc nell'Olimpo a Monza, ma ora la Ferrari è davanti a un bivio

Il 09/09/2019 alle 07:56Aggiornato Il 09/09/2019 alle 10:33

Il monegasco si conferma nel tempio della velocità dopo Spa, ed è pronto per qualunque obiettivo. In crescita il team Ferrari nella gestione delle strategie, ma ora, col cambio di regolamento tecnico nel 2021, c'è da decidere cosa fare per il 2020. E Maranello parte in svantaggio, con in più l'incognita Vettel.

Presa la patente di campione in Belgio, con la prima vittoria in carriera nella leggendaria Spa, Charles Leclerc l'ha mostrata al mondo cogliendo lo scalpo più importante per la Ferrari, a Monza. Un'altra gara ineccepibile in un altro luogo del cuore, che ne certifica una volta di più il livello tecnico. Caratterizzato, oltre che da velocità e talento, da una capacità mentale di gestire le pressioni semplicemente incredibile per un ragazzo di 21 anni. Max Verstappen, che di talento ne ha altrettanto facendoci immaginare un prossimo entusiasmante e lungo dualismo, è passato da due stagioni di errori ed azzardi prima di trovare l'attuale dimensione di pilota da primato. Charles sembra bruciare le tappe, con una maturità impressionante e le spalle larghe in pista.

Leclerc muro di gomma

Rispetto a Spa, in Brianza il monegasco ha dovuto tenere a bada per l'intera gara, letteralmente dal primo all'ultimo giro, non una ma due Mercedes, lasciato solo anche a livello strategico dall'autogol di Vettel. Cinquantatrè giri di qualifica. E se è stata preponderante la velocità sul dritto della rossa per tenere la posizione, fondamentale è stata comunque la capacità di tenuta di Leclerc. Che ha peraltro gestito con maestria anche l'unico piccolo errore, un leggero dritto alla prima variante, limitando i danni rispetto a Hamilton che nello stesso punto ha perso la posizione su Bottas. Una vittoria da campione consumato nonostante il solo anno e mezzo di esperienza in Formula 1, che ripaga la Ferrari della scommessa fatta su di lui e la lascia certa di avere il cavallo su cui puntare nei prossimi anni.

La finestra Ferrari rischia di essersi chiusa

Passati gli echi della memorabile doppietta di Leclerc e di una delle rarissime sconfitte in pista di Lewis Hamilton, fra due settimane cambierà probabilmente di nuovo la musica. Charles ha monetizzato al massimo la doppia opportunità su piste veloci - anche in virtù di una squadra finalmente perfetta nei due week end a livello di strategie, scelte e gestione dei pit-stop - ma ora la finestra rischia di tornare a chiudersi. Piste ad altissima velocità non ce ne saranno praticamente più, e a Singapore sarà dura tenere il passo di Mercedes e Red Bull coi relativi carichi aerodinamici. Vero che il lavoro di sviluppo a tappe forzate sul carico aerodinamico è proseguito a Maranello, ma già in Belgio si era intuito che sul misto la SF90 continua a fare tremendamente fatica, e ad oggi non ci sono vere ragioni per pensare che la Ferrari sarà competitiva nelle prossime gare come lo è stata nelle ultime due.

Futuro: cosa fare

E qui s'impone a Binotto ed ai suoi uomini la necessità di fare delle scelte. La prossima grande svolta avverrà nel 2021, col cambio di regolamento tecnico che ridisegna completamente il concetto aerodinamico delle macchine, e le squadre hanno già convogliato parecchie risorse su quel progetto. In Mercedes ci sta lavorando l'ingegner Costa, in Ferrari se ne occupa Simone Resta, rientrato dopo l'esperienza in Sauber Alfa Romeo. Ma va capito, alla luce di ciò, quanto investire sul 2020, ultimo anno con le attuali regole e dunque 'terra di nessuno'. Mercedes ha il vantaggio di una base di macchina ragguardevole e di potere andare in continuità. Anche Red Bull ha la macchina a posto, e può lavorare principalmente lato Honda per guadagnare potenza. In Ferrari invece va trovato tanto carico aerodinamico, specie sull'anteriore, e va risolto il problema del rapporto con le gomme. Il che implica interventi decisamente più radicali, e quindi più costosi in termini di risorse umane ed economiche. Naturalmente nessuno è disposto a 'sacrificare' il 2020, ma è ovvio che chi ha meno problemi oggi avrà meno aree su cui intervenire in inverno.

Incognita Vettel

In ottica 2020 la Ferrari si ritrova anche con l'incognita Vettel, sempre più in crisi nel momento in cui il compagno assurge alla nobiltà motoristica. Ha un contratto per tutto il 2020, che al 90% rispetterà, ma ha davanti un sentiero piuttosto stretto. Perché gerarchicamente non avrà più alcun vantaggio su Leclerc, e perché deve sperare in una Ferrari radicalmente diversa rispetto alla SF90, che il tedesco soffre tremendamente per il posteriore 'leggero' che invece il compagno gestisce decisamente meglio, anche in termini di consumo gomme. Il che non vuol dire che Vettel non sia un grande pilota o che la coppia non possa essere competitiva, ma certo Seb ha il limite di un bagaglio tecnico tecnico più limitato rispetto alle caratteristiche delle macchine ed una tenuta mentale che appare parecchio compromessa. Se non ritroverà feeling con la macchina 2020, difficilmente potrà uscire da questo lungo tunnel.

Mercato: cos'ha in serbo Toto Wolff?

Se Vettel ha davanti un sentiero stretto, Bottas ringrazia il cambio di paradigma di Toto Wolff ed incassa un altro anno di contratto in Mercedes. Wolff ha lasciato andare Ocon, che esce dal programma Mercedes e va in Renault, e rinvia di un anno la scelta di un giovane. Che a questo punto potrebbe essere George Russell. A meno che punti al piatto grosso con Verstappen per lasciare il cerino in mano a Hamilton, che a quel punto dovrebbe scegliere se prolungare e giocarsela in casa con Max o cambiare aria. E in tema giovani a Monza si è riscattato Antonio Giovinazzi, a punti dopo l'errore imperdonabile in Belgio. Al netto di cataclismi conserverà il posto in Sauber Alfa Romeo, visto che il suo lo decide la Ferrari (Alfa confermerà Raikkonen) ed a Maranello si è deciso di dare all'italiano un altro anno dopo lo stop di due stagioni che lo ha sicuramente condizionato al rientro.

Video - Da Vettel a Fangio: le 10 rimonte da leggenda nella Formula 1

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