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Monza, 40 anni fa il boom delle Minigonne. E la F1 del 2021 tornerà all'effetto suolo

Monza, 40 anni fa il boom delle Minigonne. E la F1 del 2021 tornerà all'effetto suolo

Il 05/09/2019 alle 16:50

Nel 1979 la storica doppietta Scheckter-Villeneuve sul circuito brianzolo riportò il titolo iridato a Maranello dopo anni di astinenza. La 312 sfruttò al meglio l'effetto suolo delle Minigonne, effetto che tornerà in auge con le nuove regole del 2021. Diminuirà l'importanza delle appendici aerodinamiche, il carico sarà assicurato dai canali Venturi sul sul fondo della macchina.

Da storico tempio delle corse al pari di Spa, Montecarlo e Silverstone, il circuito di Monza è uno scrigno dei ricordi per gli appassionati. Gioie e dolori, imprese e cadute, tutto nel nome della velocità pura, rimasta il tratto saliente del tracciato brianzolo. Giusto quarant'anni fa, nel settembre del 1979, la Ferrari celebrava a Monza una storica doppietta con Jody Scheckter primo e Gilles Villeneuve a coprirgli le spalle, riportando il titolo iridato a Maranello dopo un lunghissimo digiuno. Una macchina, una stagione ed una domenica indimenticabili che vanno curiosamente a riallacciarsi a quella che sarà la Formula 1 post Patto della Concordia, ovvero dal 2021. Quando tornerà a farla da padrone l'elemento fondamentale delle macchine di quella stagione: l'effetto suolo.

Minigonne ed effetto suolo, il boom della Ligier

Furono i francesi della Ligier a cambiare il paradigma che aveva visto trionfare nel 1978 l'imbattibile Lotus del genio Colin Chapman, inventore dell'effetto suolo per la gloria ed i successi di Mario Andretti e Ronnie Peterson. Ai semafori della stagione 1979, infatti, la Ligier si presentò con un ulteriore sviluppo dell'effetto suolo, le Minigonne, sorta di grandi pinne verticali laterali in grado di tenere la macchina letteralmente incollata a terra nella percorrenza dei curvoni più veloci. Pericolosissime, perché bastava un minimo sollevamento delle stesse per far letteralmente decollare la macchina, ma tremendamente efficaci, come dimostrava la superiorità di una macchina che non era mai stata top prima di allora. Lafitte e Depailler dominarono in lungo e in largo le prime gare, poi le Ligier vengono risucchiate dalla concorrenza, che copiò e migliorò la soluzione aerodinamica. Meglio di tutti la Ferrari, che mise in pista la 312 T4 e le ali ai piedi a Scheckter e Villeneuve. Fino all'indimenticabile domenica monzese, una passerella a due che volle dire titolo Mondiale per il pilota sudafricano e l'apoteosi per il popolo ferrarista.

Si torna all'antico

Ora paradossalmente si torna in qualche modo alla fine degli anni '70, perché il tavolo delle trattative fra Liberty Media e scuderie - ancora in alto mare per quanto riguarda standardizzazione di componenti meccaniche e motorizzazioni - ha partorito un accordo di massima (di massima, non ancora all'unanimità) su quelle che saranno le caratteristiche aerodinamiche delle monoposto. In estate sono state pubblicate delle immagini in scala del 'concept' delle Formula 1 post Patto della Concordia, ossia dal Mondiale 2021 in poi, testate nella galleria del vento Sauber. Che appaiono decisamente semplificate e sinuose sul piano aerodinamico per restituire al fondo, cioè all'effetto suolo, il compito di creare carico.

Cambio di filosofia

Al centro del concept c'è un totale cambio di filosofia rispetto alle macchine attuali. Il carico aerodinamico, come detto, non dipenderà più dalle ali, vistosamente semplificate, bensì dall'effetto suolo innescato dai canali Venturi sul fondo piatto, a sua volta ridimensionato. Oltre ai canali Venturi, anche il diffusore avrà un ruolo chiave nel carico verticale delle monoposto del 2021: le sue dimensioni saranno più ampie e ciò permetterà di avere carico aerodinamico aggiuntivo. Macchine tendenzialmente incollate a terra e meno flussi di aria sporca per chi insegue. Dall'ala anteriore scompariranno sia i piloni di sostegno del muso che i turning vanes. Il muso completamente basso eviterà anche la formazione di vortici che si vanno a creare con le configurazioni attuali. L'ala posteriore avrà un vero e proprio doppio piano, contribuendo all'aumento di spinta verso il basso. Le prese d'aria saranno inclinate sempre con l'idea di ridurre la resistenza aerodinamica. Il tutto con un obiettivo ben preciso: facilitare i duelli in pista fra macchine a distanza ravvicinata. Durante le simulazioni in galleria del vento sono stati ricavati dati incoraggianti: se oggi una vettura che ne segue un'altra perde circa il 50% del carico in scia, col nuovo concept ne perderebbe fra il 10% e il 15%, a tutto vantaggio (teorico) dello spettacolo.

Altre novità

Oltre ai principali cambiamenti elencati sopra, le monoposto 2021 potrebbero presentare ulteriori elementi di novità:

  • I brake duct non avranno alcuna funzione aerodinamica
  • I cerchioni saranno da 18 pollici, e saranno dotati di copri cerchio come le vetture del 2008-2009 per pulire i vortici che escono dall'interno
  • L'Halo avrà una forma più sinuosa e aerodinamica, aumentando anche la visibilità del pilota
  • Il peso vettura sarà incrementato a 765 kg e le sospensioni idrauliche abolite
  • La trasmissione verrà disegnata dalla scuderia e sarà congelata per i cinque anni successivi
  • Il limite massimo dell'interasse sarà di 360cm

Altri punti fondamentali su cui si discuterà dopo l'estate riguarderanno la mono fornitura per tutti i team di “parti standardizzate” come cerchi, cambio, radiatori, impianti frenanti. Aspetti, questi ultimi, molto criticati dai team poiché potrebbero secondo loro avvicinare troppo la F1 alla Indycar.

Accordi e disaccordi

Come accennato, se alcuni team sembrano abbracciare in toto le potenziali novità, altri sono decisamente più scettici a poche settimane dal momento in cui andrà presa una decisione definitiva. Alcuni ingegneri si sono lamentati della limitata possibilità di portare aggiornamenti in quanto non sono ammessi flap aerodinamici né sull'ala anteriore né sulle fiancate. Un ingegnere, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha spiegato a Newsf1.it: "Sembrano una sorta di IndyCar, ma più grandi. Non riesco ad immaginare come possano risultare attraenti per il target che va dai 20 ai 25 anni. L'approccio futuristico originariamente pianificato è svanito. Le macchine che sono presenti nei giochi al computer sono molto migliori di quelle che abbiamo visto". Piuttosto adirato per i dubbi espressi è il direttore sportivo della Formula 1, Ross Brawn: "Lasciamo che i team possano partecipare allo sviluppo di questo concept. Ma in questo periodo le squadre sono state costantemente informate, il modello attuale era ampiamente noto a loro. Perché non far scattare l'allarme prima?".

Ross Brawn

Ross BrawnGetty Images

Il rischio di una nuova BrawnGp

Nel 2009 il cambiamento regolamentare impose un netto taglio sull'aerodinamica, sfruttato alla perfezione dal team esordiente BrawnGP, nato dalle ceneri della Honda. La squadra britannica si impose grazie all'idea del doppio diffusore, una genialata al limite del regolamento che permise a Jenson Button di aggiudicarsi facilmente il Mondiale. In questo caso si vuole evitare che un team tragga vantaggio sfruttando qualche zona grigia del regolamento, andandosi a creare un vantaggio incolmabile sulla concorrenza. Proprio su questo Nikolas Tombazis, responsabile delle monoposto per quanto riguarda la Federazione Internazionale, è stato netto: "Siamo alla ricerca di soluzioni che rendano veloci le vetture, anche se alcune di esse potrebbero disturbare la scia e questo lo vogliamo evitare per avere dei sorpassi frequentemente. Le soluzioni che renderanno le macchine più veloci senza inficiare la scia saranno approvate, altre no, quindi stiamo cercando di capire a cosa potremmo andare incontro. Stiamo cercando eventuali 'buchi' regolamentari. Ovviamente questo principio va ricercato salvaguardando la performance e l'originalità per non avere vetture tutte uguali, ma cercheremo di incoraggiare aree che non hanno impatto sulla scia. Ad esempio un settore in cui c'è ancora da lavorare anche dal punto di vista estetico è l'alettone anteriore".

Video - "Lauda: la vera storia", il documentario-omaggio di Motortrend a una leggenda della F1

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