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Vettel: "L'Hungaroring ti mette alla prova", Leclerc: "Difficile fare il giro perfetto"

Vettel: "L'Hungaroring ti mette alla prova", Leclerc: "Difficile fare il giro perfetto"

Il 30/07/2019 alle 14:31Aggiornato Il 30/07/2019 alle 14:32

Dopo il secondo posto col tedesco al Silverstone, la Ferrari guarda con fiducia al gran premio d'Ungheria del prossimo weekend. "Questa gara è un’importante tappa per avere ulteriore conferma che la nostra vettura sia migliorata", aggiunge Mattia Binotto, team principal della Ferrari.

Dopo Hockenheim (Germania), è la volta dell’Hungaroring (Ungheria). Il dodicesimo round del Mondiale 2019 di F1 si terrà nel prossimo weekend e la Ferrari ha sempre il solito obiettivo: ottenere il primo successo stagionale. Quanto accaduto in terra teutonica ha i contorni dell’occasione persa. Sulla pista tedesca la SF90 si era dimostrata particolarmente performante in condizione d’asciutto ma alcune problematiche di affidabilità ne hanno minato le prestazioni, costringendo a una gara complessa il monegasco Charles Leclerc e il tedesco Sebastian Vettel.

Sebastian Vettel (pilota)

"Se c’è una pista che mette alla prova il pilota nella Formula 1 moderna, questa è l’Hungaroring. Su questo tracciato dal ritmo incalzante non ci sono rettilinei lunghi quindi ci si trova sostanzialmente sempre a dover lavorare con il volante. Il clima poi, dato il periodo in cui si viene a gareggiare qui, è spesso torrido, il che di certo non aiuta. Se l’asfalto è asciutto è sempre molto impolverato e non è detto che migliori nel corso del weekend perché vento e uscite di pista riportano dentro la sabbia che le vetture girando naturalmente tendono a eliminare. Proprio per questo l’aderenza fuori dalla traiettoria ideale è minima e ogni errore rischia di essere pagato caro in termini di tempo"

Charles Leclerc (pilota)

"La pista dell’Hungaroring è di sicuro una delle più tecniche presenti nel calendario. Per certi aspetti mi ricorda un tracciato di kart: una curva è seguita da un’altra quasi senza interruzione e al pilota spesso non rimane nemmeno il tempo di pensare. Su questa pista si può dire che non esistano parti nelle quali ci si può rilassare, tanto è frenetica. A me personalmente piace, perché essere competitivi qui non è mai facile. In qualifica, in particolare, avere un giro perfetto è sempre molto complesso perché bisogna spingere, ma ricordarsi anche di prendersi cura delle gomme così da poterle sfruttare anche nella parte finale"

Mattia Binotto (team principal)

"Budapest è una pista tradizionalmente critica relativamente al raffreddamento e che richiede una configurazione di massimo carico aerodinamico. Per tipologia di curve inoltre, le gomme sono fortemente sollecitate, anche sul singolo giro di qualifica. Questa gara è un’importante tappa per avere ulteriore conferma che la nostra vettura sia migliorata su varie tipologie di tracciato. Potremo contare sugli elementi introdotti di recente ai quali si aggiungerà qualche modifica aerodinamica. Ci stiamo ovviamente concentrando sul risolvere i recenti problemi di affidabilità con l’obiettivo di evitare che si ripetano"

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