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Mercato piloti, ipotesi scambio Vettel-Hamilton: cosa c'è di vero

Mercato piloti, ipotesi scambio Vettel-Hamilton: cosa c'è di vero

Il 20/05/2019 alle 17:19

All'interno del paddock di Montmelò ha iniziato a girare una voce suggestiva sul possibile incrocio fra i due piloti, con Sebastian in Mercedes e Lewis a Maranello. Esistono dei pro e dei contro, ma l'indiscrezione ha una sua veridicità. Nel caso, nonostante i contratti in essere, tutto accadrebbe già nel 2020.

Lewis Hamilton in Ferrari e Sebastian Vettel in Mercedes già nel 2020: è questa la voce, suggestiva ma pur nulla campata in aria, che ha iniziato a circolare nel paddock del Gp di Spagna. Alimentata da un'intervista di Toto Wolff con la stampa tedesca, da un Mondiale 2019 già anestetizzato dal dominio Mercedes e dalla logica dettata dalle esigenze di piloti e team nel prossimo futuro. Gli interessati non confermano né smentiscono, comprensibilmente concentrati sull'attualità. Ma il caso monta e non è difficile evidenziare i tanti pro e i pochi contro di un'operazione clamorosa ma tutt'altro che impossibile.

L'intervista di Toto Wolff

A scatenare in tal senso la stampa tedesca, come accennato, un'intervista di Toto Wolff risalente a venerdì, in cui il Team Principal Mercedes ha accennato anche ai contatti fra Hamilton e la Ferrari prima del rinnovo di Lewis con Stoccarda e di Vettel con Maranello. "So bene che il sogno di ogni pilota è quello di guidare un giorno la Ferrari - ha detto -. Il Cavallino è la squadra più iconica della Formula 1, motivo per cui rispetterei sempre la scelta di un mio pilota che volesse trasferirsi là. E con Hamilton ne abbiamo parlato più volte nel corso dei nostri colloqui sull'ultimo rinnovo di contratto". Ora, chi conosce bene Wolff sostiene che sia l'ennesimo modo per mettere pressione sugli avversari, e in particolare su Vettel. Ma è pur vero che fu lo stesso Hamilton, a suo tempo, a rivelare alla stampa inglese di aver 'sondato' Maranello prima di rinnovare il proprio contratto con Mercedes e di sognare, come tutti i suoi colleghi, di guidare un giorno la rossa.

Valtteri Bottas e Lewis Hamilton festeggiano la 5a doppietta stagionale in cinque gare, Getty Images

Valtteri Bottas e Lewis Hamilton festeggiano la 5a doppietta stagionale in cinque gare, Getty ImagesGetty Images

Perché Mercedes dovrebbe privarsi di Hamilton?

Sul piano tecnico, naturalmente, non esiste un singolo motivo per cui la Mercedes dovrebbe privarsi di quello che al momento è il miglior pilota del Mondiale. Ma la Fomrula 1, si sa, risponde anche a logiche commerciali e d'immagine che spesso vanno al di là delle questioni tecniche. Ad esempio incide parecchio il fatto che in Germania la Mercedes sia percepita come un team più inglese che tedesco, il che non è il massimo in termini di popolarità per la casa più autorevole in terra teutonica. Sia per la sede di Brackley, sia per il personale tecnico, quasi totalmente britannico. E a maggior ragione da quando Nico Rosberg ha appeso il casco al chiodo dopo aver addirittura formato una coppia tutta tedesca con Michael Schumacher. Ecco allora che con Dieter Zetsche in uscita dal board, tornare ad avere un tedesco al volante potrebbe essere un valore aggiunto. E su piazza l'unico nome spendibile è evidentemente quello di Sebastian Vettel. Dal punto di vista del pilota, invece, sarebbe l'ultima grande sfida possibile: riportare al successo la rossa dopo averla battuta in tuta grigia e chiudere la carriera in trionfo.

Vettel-Ferrari al capolinea?

Sull'altro fronte i segnali di un rapporto, se non logoro comunque stanco, fra Vettel e la Ferrari sono evidenti. Dopo cinque anni ad inseguire inutilmente il titolo appare psicologicamente vicino al capolinea, un po' come era accaduto a suo tempo a Fernando Alonso. Senza contare che l'arrivo di Charles Leclerc ha cambiato anche gli equilibri interni al team, e per non parlare dell'ambiente e dei tifosi che perdonano volentieri gli errori di gioventù del monegasco e nulla a Seb. Dal suo punto di vista, è una situazione simile a quella vissuta nell'ultimo anno in Red Bull, quando l'ingombrante Ricciardo lo portò a cambiare aria. E se, come probabile, il Mondiale 2019 proseguirà nella piega presa in queste prime cinque gare, sarà quasi automatico sia per il pilota, sia per la squadra, andare in cerca di nuovi stimoli.

Sebastian Vettel (Ferrari) - GP of Spain 2019

Sebastian Vettel (Ferrari) - GP of Spain 2019Getty Images

Contratti, problema relativo

In mezzo a tutto ciò ovviamente ci sono i contratti, che prevedono la permanenza di Vettel ed Hamilton nei rispettivi team fino a tutto il 2020. Ma se si concretizzassero le condizioni di cui sopra - Vettel-Ferrari agli sgoccioli, Mercedes bisognosa di un tedesco e Lewis pronto a chiudere la carriera in rosso - il modo per uscire dalla clausole senza pagare penali esiste. Basta che ci sia l'accordo di tutte e quattro la parti in causa.

Perché sì

Per Mercedes sarebbe il modo di riscoprire la propria anima tedesca con un pilota che, al di là dell'appannamento mostrato negli ultimi mesi ferraristi, resta un quattro volte campione del Mondo in grado di essere ancora velocissimo quando la macchina va forte ed il team lavora unito e compatto alle sue spalle. Sia per Seb che per Lewis sarebbe il modo perfetto per ritrovare stimoli che vanno inevitabilmente scemando, e per Maranello sarebbe il modo più redditizio per neutralizzare l'incubo Hamilton. Senza contare che i nuovi padroni del vapore, gli americani di Liberty media, farebbero carte false per dare una scossa all'ambiente. Arte in cui era particolarmente abile il vecchio Bernie Ecclestone, che probabilmente a quest'ora, se fosse ancora al timone di comando, starebbe già da tempo lavorando allo scambio.

Perché no

Naturalmente, essendo una "pazza idea", esistono anche diverse controindicazioni. Paradossalmente, soprattutto sul lato Ferrari in ambito gestione piloti. Il quadro attuale prevede infatti diverse opzioni per il dopo Vettel, fra le quali la più accreditata vede l'approdo a Maranello di Daniel Ricciardo. Il quale, dopo il purgatorio in Renault, non chiederebbe di meglio che vestirsi di rosso, da buon italiano di seconda generazione. Sarebbe una buona soluzione anche per Charles Leclerc, che partirebbe col vantaggio di essere il pilota allevato in casa in presenza di un compagno non certo ingombrante come potrebbe esserlo Hamilton. E sarebbe un'ottima prospettiva commerciale per la Ferrari stessa, con le ricadute del caso sul mercato australiano. Con Hamilton, però, cambierebbe tutto: avrebbe senso per Maranello rischiare di tarpare le ali a Leclerc dopo che già quest'anno si è puntato su Vettel nel ruolo di 'capitano'?. E avrebbe senso per Hamilton rischiare di ritrovarsi, a parti invertite, nella stessa situazione che creò lui a Fernando Alonso ai tempi della McLaren? Domande cui solo il tempo potrà dare risposte. E visti i ritmi incalzanti della Formula 1, è questione di pochi mesi.

Video - Ferrari, Mercedes, Red Bull: le scuderie e i piloti del Mondiale 2019

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