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Il pagellone della F1 2019: Hamilton professore, Leclerc talento vero, Ferrari luci e ombre

Il pagellone della F1 2019: Hamilton professore, Leclerc talento vero, Ferrari luci e ombre

Il 02/12/2019 alle 15:44Aggiornato Il 02/12/2019 alle 16:52

La stagione ha visto ancora una volta il dominio Mercedes, con Hamilton che anche in termini di visione di gara ha dimostrato di essere difficilmente battibile. L'olandese, col terzo posto nel Mondiale, certifica di essere pronto per l'assalto al Titolo. Ferrari male fino all'estate e sorprendente da Singapore in poi. Ma serve un passo in avanti per il 2020.

Calato il sipario ad Abu Dhabi, è tempo di bilanci per la Formula 1 che va in letargo e si prepara all'ultima stagione del Patto della Concordia, prima che il nuovo regolamento tecnico entrti in vigore nel 2021. Sugli scudi ancora una volta Lewis Hamilton e la Mercedes, ma anche Verstappen, Leclerc e gli altri giovani. Senza dimenticare Honda, che dopo una lunga traversata nel deserto ha finalmente azzerato il gap con le power unit avversarie.

Mercedes voto 8

Resta la corazzata da battere, con un team coeso e rigoroso ed una macchina che anche quest'anno ha rappresentato il miglior compromesso fra velocità, carico aerodinamico, guidabilità e utilizzo ottimale delle gomme. La W10 è stata la freccia d'argento con il minor margine tecnico sugli avversari, eppure ha sostanzialmente ucciso il campionato già prima dell'estate. Tanto che qualcuno a Stoccarda, dopo tutti questi anni di gloria, si chiede se non sia il caso di mollare il Circus col team ufficiale e limitarsi alla fornitura dei motori.

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Lewis Hamilton voto 9

Ha lasciato qualcosa in più del solito agli altri, specie in termini di pole positions, ma ha anche messo in mostra qualità inedite sul piano strategico e della gestione del pacchetto macchina-gomme, della visione di gara e della capacità di affondare i colpi sempre al momento giusto. Col primo vero errore arrivato a campionato chiuso, con quel contatto che ha privato Albon di un meritato podio in Brasile. Con una macchina non più così dominante, nella seconda parte di stagione, ci ha messo tanto del suo. Testa e piede, controllo tattico, controllo mentale, freschezza atletica: l'intero repertorio di un fuoriclasse sciorinato con puntualità scientifica. I giovani spingono, ma tirare giù Lewis dal trono sarà un'impresa.

Valtteri Bottas voto 7,5

Manca sempre qualcosa, a partire da un po' più di determinazione nei duelli ravvicinati per finire con la capacità di dare il meglio nei momenti cruciali. Ma si è tolto la soddisfazione di mettersi alle spalle Re Lewis più di una volta in qualifica, e di vincere le gare che poteva vincere. Occupa un posto, quello di secondo alla Mercedes, comodissimo per certi aspetti e incredibilmente scomodo per altri. Lui porta a casa il pane, e vista la riconferma, Toto Wolff pare non avere alcuna fretta di rinunciarvi.

Ferrari voto 6

Inevitabile dover fare una media fra la seconda parte di stagione, in cui Maranello ha messo in mostra capacità di recupero al limite dell'incredibile per gli standard della Formula 1 moderna, ed una prima parte fatalmente deludente. Inutile girarci intorno, dopo il 2018 era lecito attendersi da subito un SF90 in grado di giocarsela, mentre sono invece venuti a galla pesanti deficit strutturali in termini di carico e maneggevolezza. Corretti in buona parte, ma per il 2020 serve un ulteriore salto di qualità, anche sulla gestione gomme. Binotto insiste sul fatto che la squadra sia giovane e debba crescere, in ogni senso. Ma dopo il primo decennio senza titoli da esibire, è inevitabile che gli alibi siano finiti. Il secondo posto non basta più.

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Charles Leclerc voto 8,5

Non sono mancati errori, ingenuità e qualche atteggiamento spesso destabilizzante, non solo per il compagno di squadra ma anche per il team. Tuttavia il ragazzo ha un talento mostruoso ed una velocità di apprendimento sorprendente. E' il pole-man dell'anno, ha rotto il ghiaccio per sé e per il Cavallino con l'entusiasmante doppietta Spa-Monza, almeno altre tre vittorie sono sfumate per problemi tecnici (Bahrain), strategia (Singapore), jella (Russia). Ha mantenuto tutte le promesse e oltre. Ed ha ancora margini di miglioramento.

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Sebastian Vettel voto 5

I fantasmi del 2018 sono ancora tutti lì, amplificati dalla presenza del giovane compagno di squadra che lo ha mandato ulteriormente in crisi. Col pacchetto Singapore ha ritrovato feeling con la macchina e a tratti velocità, ma alla fine l'unico successo stagionale glielo ha servito su un piatto d'argento la squadra con le scelte strategiche proprio nella prima gara asiatica. C'è da sperare che la macchina 2020 gli sia più congeniale, specie sul posteriore. E la Ferrari ha 45 milioni (in euro) di motivi per recuperarlo a pieno. Ma Leclerc sarà ancora lì. Starà a Seb riuscire finalmente a 'resettare' la propria mente.

Sebastian Vettel

Sebastian VettelGetty Images

Red Bull voto 7,5

La lunga traversata nel deserto sembra completata: la Red Bull resta una delle migliori macchine sul piano telaistico, ma ora può finalmente dire la sua anche in termini velocistici. Nell'ultimo quarto di stagione la power unit Honda ha raggiunto prestazioni paragonabili a quelle degli avversari diretti, e per il 2020 anche il team austriaco punta al bersaglio grosso. E con Albon potrebbe avere finalmente trovato anche un minimo di stabilità.

Max Verstappen voto 8

Si distingue ancora per intemperanze tecniche (la pole gettata alle ortiche in Messico su tutte) e verbali (i velenosi attacchi alla Ferrari, peraltro rimasti inspiegabilmente impuniti). Ma è ormai maturo per dare la caccia a Hamilton, ed il terzo posto finale nella classifica piloti lo dimostra appieno. Con quel caratterino non può piacere a tutti, ma le stimmate del campione si vedono, ed è ormai pilota completo e costante.

Alexander Albon voto 7

Certo, non ha la velocità per stare col fenomenale compagno di squadra, ma scaraventato sulla Red Bull a metà stagione ha evidenziato tempi di reazione e adattamento migliori di quelli di Gasly, ed ha portato quel contributo in termini di punti che Helmut Marko voleva. Peccato per il podio negatogli da Hamilton in Brasile, ma è certamente fra gli emergenti.

Alexander Albon una delle sorprese per la Red Bull

Alexander Albon una delle sorprese per la Red BullGetty Images

McLaren voto 7,5

Lo scorso anno era un mistero tecnico, e la frettolosa rinuncia ai motori Honda sembrava aggiungere problemi ai problemi. E invece la McLaren 2019 è stata la macchina pù performante dopo i tre top team, con la prospettiva di un ritorno alla partnership con Mercedes che può facilitare i piani di risalita. Una McLaren di nuovo a battagliare per i primi posti sarebbe una bella notizia per tutta la Formula 1. Il team ha ritrovato gerarchie e metodologie di lavoro, ora la strada sembra quella giusta.

Carlos Sainz voto 9

Al netto di Gasly, che ha corso mezza stagione con la Red Bull, è il campione del Mondo degli 'altri'. Un bottino di punti importante impreziosito da autentiche imprese come la rimonta in Brasile. Al contrario di Vettel, il compagno di squadra giovane e forte non lo ha mandato in crisi ed anzi lo ha portato a tirare fuori il meglio di sé. Annata da incorniciare, con la prospettiva di essere il faro tecnico di un team glorioso in risalita.

Carlos Sainz

Carlos SainzEurosport

Lando Norris voto 8

Cosa chiedere di più al rookie ventenne di Bristol? Si è divertito e ha fatto divertire, ha spinto Sainz e dato il suo contributo di punti al team. Fra i giovani è probabilmente quello con maggiori margini di crescita, un giorno saranno Verstappen e Leclerc i suoi diretti avversari.

Renault voto 5,5

C'è poco da festeggiare alla Régie: l'obiettivo dell'ultimo biennio era quello di iniziare a vedere il podio, in realtà le prestazioni si sono presto plafonate con l'ulteriore beffa di vedersi davanti un team cliente, la McLaren. E ai piani alti c'è ora parecchia incertezza sul futuro ed i relativi investimenti in Formula 1.

Daniel Ricciardo voto 7

L'australiano si è sempre distinto er essere pilota estremamente concreto, al di là delle 'staccatone' che lo rendono fra i più amati dagli appassionati. Ed anche in una annata oggettivamente difficile con Renault ha evidenziato la propria concretezza e capacità di fare punti, 54, alle spalle di Sainz e decisivo per il quinto posto finale del team francese. Nel 2020 sarà ancora in Renault, per il 2021 sogna il sedile di Sebastian Vettel. Certo non è uno che meriti di stare a centro griglia.

Nico Hulkenberg voto 6

Meno incisivo di Ricciardo, e condizionato dalla possibilità, poi verificatasi, di restare a piedi nel 2020. Se Daniel non merita di stare a centro griglia, certo Nico non merita di essere messo ai margini della massima categoria. Ma il business non guarda in faccia nessuno.

Toro Rosso voto 7

Con la stagione 2018 quasi totalmente sacrificata alla crescita del motore Honda per Red Bull, la squadra faentina abbandona la denominazione Toro Rosso con un sesto posto in classifica Costruttori tutto sommato positivo. Con la soddisfazione del secondo posto in Brasile e capacità velocistiche sorprendenti su alcuni tracciati in particolare. Da 'junior team' degli austriaci, ha vinto il confronto con la 'ferrarina' Sauber Alfa e la Racing Point Mercedes.

Pierre Gasly (Toro Rosso), Max Verstappen (Red Bull), Lewis Hamilton (Mercedes) GP of Brazil 2019

Pierre Gasly (Toro Rosso), Max Verstappen (Red Bull), Lewis Hamilton (Mercedes) GP of Brazil 2019Getty Images

Pierre Gasly voto 6

Necessaria media fra il 4 della prima parte di stagione, un autentico calvario con la Red Bull, e l'8 che merita per come è tornato veloce in Toro Rosso e per il clamoroso secondo posto a Interlagos, tenendo a bada Lewis Hamilton. A luglio sembrava con un piede fuori dalla F1, ora è tornato fra i giovani rampanti. Per intanto si goda il posto riconquistato. Daniel Kvyat voto 5,5 Non che abbia fatto male, anche in termini di classifica piloti. Tuttavia ha sofferto sia Albon nella prima parte di Mondiale che Gasly nella seconda. Lo status di prima guida non sembra calzargli.

Racing Point 6

Considerate le traversie dell'ultimo anno e mezzo, tecniche ed economiche, una stagione accettabile. Crescita non se ne vede, ma la macchina continua ad avere un'efficienza aerodinamica che le consente, se non altro, di mettersi in mostra sulle piste veloci. E chissà che con i soldi di Mr. Stroll non si possa migliorare.

Sergio Perez voto 7,5

Altro pilota in grado di massimizzare sempre e comunque il bottino di punti. Alla fine sono 46, più del doppio di quelli del compagno di squadra. Forse approdò troppo giovane in McLaren, l'impressione è che ora sia pilota completo.

Lance Stroll voto 5

Difficile togliersi di dosso l'etichetta di figlio di papà, soprattutto se ci si fa doppiare dal compagno in termini di punti. Qua e là si mette in mostra, sa essere combattivo, ma nell'arco di una stagione intera si perde tanto, troppo spesso. C'è chi merita la Formula 1 più di lui, per tornare ad Hulkenberg.

Sauber Alfa voto 5,5

Dopo un promettente 2018 ed una discreta prima parte di stagione, era lecito attendersi di meglio che il terz'ultimo posto davanti solo alle disastrose Haas e Williams. Troppa disparità di prestazioni sulle diverse piste, troppi balbettamenti in qualifica, troppi errori anche e soprattutto al muretto box. Urge crescere, e verrà a mancare Simone Resta, richiamato in Ferrari. Da definire il futuro post-2020, con Alfa Romeo non così convinta di proseguire nella partnership.

Kimi Raikkonen voto 6,5

Anche in questo caso va fatta la media fra la prima metà di stagione, in cui Kimi è stato velocissimo e costante portando a casa quasi tutti i punti del team, ed una seconda parte in cui il finlandese si è troppo spesso eclissato, certo non aiutato dalla mancata crescita della macchina. Nel conto totale il suo l'ha comunque fatto.

Antonio Giovinazzi voto 5,5

Soli 14 punti sui 57 del team testimoniano di una stagione deludente da parte del pilota di Martina Franca. Spesso penalizzato dalle scelte del team, oltre che da suoi errori come a Spa. Ha tuttavia l'attenuante di due stagioni praticamente fermo, che creano ruggine. Nella seconda parte è cresciuto, aumentando il feeling con la macchina ed entrando più spesso fra i primi dieci. E' il motivo per cui si è meritato la riconferma, ma l'anno prossimo sarà decisivo. E' chiamato a fare meglio, macchina permettendo.

Haas voto 4

Nei test di Barcellona dell'inverno 2018 era emersa come la miglior macchina dopo i top team, e solo una coppia di piloti tutt'altro che invidiabile aveva negato agli americani la quarta piazza finale. Quest'anno i piloti sono rimasti deludenti (eppure Steiner li ha incredibilmente confermati entrambi per il 2020), e la macchina ha fatto praticamente solo passi indietro. Un disastro difficile da spiegare, anche considerando la motorizzazione Ferrari. E' stata certamente la monoposto che ha evidenziato le maggiori difficoltà ad adattarsi alle gomme Pirelli 2019, e Steiner lo ha più volte rimarcato. Ma nemmeno in fase di sviluppo si è visto nulla di buono. Urge cambio di passo.

Romain Grosjean voto 4

L'anno scorso si mise in mostra per errori grossolani e incidenti in serie, quest'anno è stato anche lentissimo, pure nel confronto con Magnussen. Un crepuscolo rapido e doloroso, che tuttavia non gli preclude un altro anno in F1. Contenti loro.

Kevin Magnussen voto 5

Poco meglio del disastroso compagno, se non altro ha centrato in più di un'occasione la Q3. I ricordi più vividi restano comunque lo spettacolare incidente in Canada e la sgridata che si è beccato via radio da Steiner.

Williams voto 2

Qui il declino tecnico rischia seriamente di affondare per sempre uno dei team più gloriosi e importanti della storia della Formula 1. Una pene vedere le macchine di Sir Fank ridotte per tutto l'anno a battagliare fra l'oro lontanissime non dai primi, ma dai penultimi. Al momento i problemi finanziari e di sponsor non garantiscono nemmeno al 100% la partecipazione al prossimo Mondiale, anche se un programma di massima c'è. Oblìo doloroso.

Robert Kubica voto 7

Un voto più alla determinazione ed alla forza di volontà che non alle prestazioni pure, che lo hanno spesso visto soccombere al giovane compagno George Russell. Tuttavia l'unico punticino stagionale lo ha portato a casa lui. Highlander.

George Russell voto 7

Un vero peccato vederlo guidare la Williams. Immaginiamo come si possa mordere le mani nel vedere là davanti gli Albon e i Norris, che spesso batteva in Gp2. Ma è comunque un uomo Mercedes, avrà le sue occasioni.

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