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Italia, bronzo storico nella ginnastica artistica: 69 anni dopo le Fate sono sul podio ai mondiali

Italia, bronzo storico nella ginnastica artistica: 69 anni dopo le Fate sono sul podio ai mondiali

Il 08/10/2019 alle 17:38Aggiornato Il 08/10/2019 alle 21:04

69 anni dopo Basilea, le Fate tornano sul podio con uno storico bronzo ai mondiali di Stoccarda. Oro per gli Stati Uniti, argento alla Russia.

Ci sono quei giorni che non dimenticherai mai, quei pomeriggi che segnano una vita e che scrivono la storia, quei momenti che che ti consegnano all’empireo dello sport e che ti fanno entrare nell’Olimpo. Ci sono quelle imprese che vanno oltre ogni limite, che superano qualsiasi immaginazione, che sfondano barriere, che stravolgono pronostici, che entrano nel cuore e ci rimangono per sempre. Questo martedì 8 ottobre 2019 resterà una data memorabile per la ginnastica artistica, l’Italia ha conquistato la medaglia di bronzo nella gara a squadre femminile ai Mondiali: contro tutto e tutti, dopo essersi qualificate alla finale per appena tre centesimi, bisognava abbattere il muro delle corazzate della Polvere di Magnesio, bisognava alzare l’asticella, bisognava gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Sembrava impossibile, le Fate lo hanno reso possibile. Sono state leggendarie, nella gara regina, quella che premia il miglior movimento planetario, quella che valuta la bontà di una Nazione in questo sport, le ragazze del DT Enrico Casella hanno semplicemente fatto qualcosa di memorabile, di impensabile, di follemente folle, di magnificamente bello: saliamo sul podio alla Shleyer Halle di Stoccarda, in Germania avevamo ottenuto il nostro miglior piazzamento nella storia contemporanea (quarto posto dodici anni fa proprio in questa località), arriva la seconda medaglia di sempre dopo il bronzo del lontanissimo 1950 ma quella era davvero un’altra ginnastica.

Giorgia Villa, Asia D’Amato, Alice D’Amato, Elisa Iorio, Desiree Carofiglio: i nomi delle cinque eroine, i nomi di cinque giganti, i nomi di cinque azzurre che hanno confezionato una gara da incorniciare, 12 esercizi di cuore e di sostanza senza errori. Col passare delle rotazioni ci si accorgeva che l’Italia stava facendo la gara della vita, contemporaneamente le avversarie dirette sbagliavano (la Cina si suicidava con le due cadute di Liu Tingting alle parallele, la Francia sbagliava di tutto tra staggi e trave guidata da Melanie De Jesus) e all’ultima rotazione ci siamo presentati in seconda posizione con due punti di vantaggio sulla Cina e addirittura 3.3 sulla Russia. Melnikova e compagne volano al volteggio e ci superano, le asiatiche girano nella norma al corpo libero, l’Italia tira fuori le unghie e i denti alla trave dove in qualifica era incappata in tre caduta e si mette al collo il bronzo.

Festa monumentale, il quintetto di Enrico Casella si lascia andare a un pianto di gioia irrefrenabile, avvolto nei body bianco-neri che hanno portato fortuna e in un tricolore enorme. Maschera e rossetto si sciolgono, siamo bellissime sul terzo gradino del podio dietro agli USA e alla Russia. Le azzurre chiudono con 164.796 punti (43.732 al volteggio, 42.299 alle parallele, 38.799 alla trave, 39.966 al corpo libero), la Cina si ferma a 164.230 mentre là davanti trionfano gli USA con un perentorio 172.330 (quinto titolo iridato consecutivo per Simone Biles e compagne) precedendo la Russia (166.529).

Squadra ginnastica artistica italiana ai mondiali 2019 (foto ufficiale da sito federazione Simone Ferraro)

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Le dichiarazioni

Queste ragazze sono delle combattenti – ha dichiarato a caldo il Direttore Tecnico Nazionale Enrico Casella - semplicemente fantastiche. Abbiamo lottato dalla prima all’ultima rotazione. Avevo detto loro, nel riscaldamento, che questo risultato sarebbe stato possibile. Le ragazze non ci credevano. Quando ho visto che sugli spalti c’erano tante bandiere rosse bianche e blu dei tifosi degli Stati Uniti d’America, ho commentato che forse c’era troppo blu. Serviva il verde e il verde è arrivato. È stato emozionante salire sul podio e vedere sventolare il tricolore. Avrei voluto che una persona fosse presente qui, oggi, il presidente Bruno Grandi, scomparso solo qualche settimana fa. Una sua fotografia, regalatami dal suo successore a capo della FIG, Morinari Watanabe, è diventato il nostro portafortuna.”

“Noi vogliamo dedicare la medaglia ai ragazzi della squadra maschile che sono rimasti di un soffio fuori dai Giochi Olimpici – ha aggiunto Asia D’Amato a nome di tutte le compagne - e ai nostri genitori, fondamentali nella vita di ogni atleta. E’ anche grazie a loro se siamo qui".

Le Fate della ginnastica artistica col bronzo mondiale di Stoccarda 2019 (Foto federazione Simone Ferraro)

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