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Quando un bimbo che pratica ginnastica artistica fa ancora notizia

Quando un bimbo che pratica ginnastica artistica fa ancora notizia

Il 12/03/2019 alle 10:41

Una mamma guarda dagli spalti il figlio, unico maschio a partecipare alla gara di ginnastica artistica, mentre ascolta dagli altri genitori alcune critiche sessiste. Decide allora di raccontare l'episodio su Twitter.

Ambra Garavaglia porta suo figlio Leo, 4 anni, a una gara di ginnastica artistica. È l’unico maschio. E sugli spalti tra i genitori si fanno commenti e si mormorano cose del tipo “Oddio c’è anche un maschio, si può?” “Ma dai ma anche un maschio?” “Ma dovrebbe fare calcio o pallavolo al massimo” “Cosa c’entra un maschio?”

Ambra che di professione fa la hostess di linea, ma a cui piace anche dilettarsi su Twitter dove racconta le sue giornate, testimonia così con un post l’ennesimo episodio di discriminazione di genere. Premettendo che la ginnastica artistica è una disciplina olimpica dal 1896 sia maschile che femminile, e che vanta nella storia atleti del calibro di Jury Chechi e Igor Cassina, stiamo ancora parlando nel 2019 di sport da maschi e sport da femmine? La danza per le ragazze e il calcio per i ragazzi?

Siamo scettici e rimaniamo ancora increduli davanti a occasioni in cui bambini e bambine si confrontano tra di loro in gare miste, in particolare in età prescolare? Il tweet della Garavaglia ha dato il via a una cascata di risposte, altre testimonianze di mamme, papà e diretti interessati che raccontano le esperienze di chi ha abbracciato una passione che non è stata scelta dall’immaginario collettivo per il loro sesso.

Quello che lascia ancora più perplessi, ma anche un po’ arrabbiati, è che spesso le vittime di questi pregiudizi e di commenti poco gentili siano bambini e bambine molto piccoli: insomma chi ancora non si sa difendere da solo e che non comprende ancora come le stesse madri e padri dei loro compagni di squadra possano lasciarsi andare a pensieri simili.

Quanto davvero importa a 4 anni quale sport si pratica e se questo sport sia più “frequentato” dalle ragazze piuttosto che da ragazzi? A 4 anni non ci si dovrebbe solo divertire e sorridere di quello che si fa in palestra, in campo, in pista? Forse l’unica cosa che ci dovremmo chiedere è se quel passatempo dopo scuola rende felice chi lo fa e se diventerà una passione da portarsi dietro tutta la vita, e non se rientri o meno nei giochi e nelle attività concesse al genere a cui si appartiene.

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