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Agiurgiuculese riscrive la storia: bronzo mondiale alla palla

Agiurgiuculese riscrive la storia: bronzo mondiale alla palla
Di Eurosport

Il 11/09/2018 alle 21:03Aggiornato Il 11/09/2018 alle 21:07

Dal nostro partner www.ginnasticaritmicaitaliana.it

di Giuseppe Suma - A Sofia, in Bulgaria, questa sera è stata riscritta la storia della ginnastica ritmica azzurra e internazionale. In occasione delle finali di specialità della 36° edizione dei Campionati del Mondo di Ginnastica ritmica, l’azzurra Alexandra Agiurgiuculese è riuscita in un’impresa storica, che è già leggenda: vince la medaglia di bronzo nella finale alla palla. Non accadeva da ventisette anni di vedere una azzurra sul podio individuale di una rassegna iridata (nel 1991 fu Samantha Ferrari a vincere il bronzo alle clavette nell’edizione di Atene).

Alexandra, allenata tra le mura dell’AS Udinese dalla tecnica Spela Dragas (nonché giudice affermata in campo internazionale), già in carriera junior aveva battuto ogni record italiano, vincendo in occasione degli Europei di Holon del 2016 due argenti e due bronzi. Poi lo scorso anno l’exploit nella categoria senior, che la vede fin da subito proiettata in cima alle classifiche internazionali, vincendo quattro medaglie in tappe di Coppa del Mondo e chiudendo il Mondiale dell’edizione 2017 in 8° posizione nel concorso generale e con un podio sfiorato nella finale al nastro. Quest’anno, dopo un inizio di stagione in ombra a causa di un infortunio al ginocchio, a giugno risale nuovamente sul podio vincendo l’oro in occasione dei Giochi del Mediterraneo.

E oggi Alex – così la chiamano tutti – è riuscita nuovamente a stupire e ad ammaliare tutto il pubblico presente all’Arena Armeec di Sofia, portando sulla pedana una composizione dall’alto valore tecnico e artistico, sulle note della canzone bulgara “Zajdi Zajdi”. Un esercizio emozionante, studiato in ogni minimo particolare dalla sua tecnica Spela Dragas, e che ha saputo strappare alla giuria uno stratosferico punteggio di 19.900 (D 11.200 – E 8.700). Note, diciamolo, che solo Russe e qualche altra eccezione come l’israeliana Linoy Ashram sono riuscite ad ottenere fino ad oggi.

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