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Da 0 a 10, il Pagellone della MotoGP 2018: Marquez ancora da 10, Valentino Rossi appena sufficiente

Da 0 a 10, il Pagellone della MotoGP 2018: Marquez cannibale, Rossi appena sufficiente
Di Eurosport

Il 19/11/2018 alle 10:05Aggiornato Il 19/11/2018 alle 10:19

La stagione 2018 della MotoGP va in archivio. Marc Marquez conquista il terzo mondiale consecutivo, il settimo in assoluto. Bene la crescita di Rins, Ducati si conferma al vertice, anche se Dovizioso paga a caro prezzo gli errori nella prima parte di stagione. Dani Pedrosa chiude la carriera senza vittorie. Male la Yamaha e la Aprilia. Rossi è terzo nella generale.

VOTO 10... A Marc Marquez, il cannibale che sa solo vincere

Marc Marquez esulta a Phillip Island per la vittoria del 7° titolo a 25 anni

Marc Marquez esulta a Phillip Island per la vittoria del 7° titolo a 25 anniGetty Images

Sono anni che ne parliamo, tocca ripeterci. Siamo di fronte ad uno dei più grandi talenti di sempre del motomondiale, un alieno nato e cresciuto per dominare questo sport. Parliamo naturalmente di Marc Marquez che si è portato a casa il quinto mondiale della classe regina, il terzo consecutivo, il settimo della carriera. Continua a battere tutti i record della disciplina grazie a numeri impressionanti. Dieci in pagella per lui, mentre sono nove le vittorie stagionali nonostante una Honda non sempre perfetta. L'impressione è che continui ad alzare sempre di più l'asticella e a fare scuola per le generazioni a venire. I mondiali di Rossi, ma anche quelli di Nieto e Agostini non sono così lontani. Ricordiamolo sempre: questo fenomeno ha un palmares incredibile e ha solo 25 anni. Pazzesco.

VOTO 9... Alla crescita della Ducati, matura per il titolo

Il 2017 è stato quasi sorprendente, con Dovizioso in lotta per il mondiale sino a Valencia. Quest'anno il titolo è stato assegnato a tre gare dalla fine, ma il lavoro della squadra di Borgo Panigale è stato ancora migliore. 7 vittorie, 14 podi (13 se si conta solo il team ufficiale), entrambi i piloti finalmente vincenti e l'impressione di avere sviluppato la migliore moto del circus. Risultati che non si vedevano dai tempi di Stoner ma in quel caso il mondiale arrivò, stavolta non ci si è andati nemmeno vicini. Le colpe? Più che del team, certamente di qualche ingenuità dei piloti.

VOTO 8... Ad Alex Rins

Talento cristallino, dopo un anno di apprendistato è sbocciato. Parliamo di Alex Rins che chiude uno splendido 2018 con cinque podi all'attivo (uno in più del compagno Iannone e tre portati a casa nelle ultime quattro gare) e il quinto posto nella generale, dietro a Marquez, Dovizioso, Rossi e Viñales. Ora arriva il bello e anche il difficile: confermarsi. La Suzuki sta crescendo sempre più, issandosi a terza forza nel mondiale. Il 2019 è l'anno della verità, con lo spagnolo primo pilota della casa di Hamamatsu. Per ora ha fatto strabene in ogni condizione, se saprà rispondere al meglio alle aspettative può sognare in grande.

VOTO 7... Ad Andrea Dovizioso

L'esultanza di Andrea Dovizioso per il successo a Valencia, Getty Images

L'esultanza di Andrea Dovizioso per il successo a Valencia, Getty ImagesGetty Images

L'anno scorso gli avevamo dato 9 ad Andrea Dovizioso per l'incredibile annata. Quella 2018 è stata la stagione della conferma ad altissimi livelli e della maturità. La moto è stata la migliore, le vittorie sono arrivate anche in piste estremamente ostiche come Misano e Valencia. Cosa è mancato per il titolo? Semplice, troppi errori nella prima fase di stagione. Per battere questo Marquez ci vuole la stagione perfetta e anche un po' di fortuna. La sorte non è stata così amica (vedi il patatrac di Jerez), ma se Andrea vuole battere il Cabroncito e compiere l'ultimo step non deve permettersi gli svarioni di Le Mans o Motegi. Troppi alti e bassi e tante critiche piovutagli addosso, soprattutto dopo il rinnovo di contratto, gli exploit di Lorenzo fra giugno, luglio ed agosto e le scialbe prestazioni successive. Sette può apparire un voto un po' severo, visti i 4 successi e i 9 podi ottenuti, però il Dovi ha alzato l'asticella ed è normale attendersi tanto dal forlivese che anche il prossimo anno sarà l'antagonista principale di Marquez per il mondiale.

VOTO 6... A Valentino Rossi

Che voto dare al Dottore? Nella conferenza di giovedì scorso a Valencia, il fuoriclasse pesarese a precisa domanda si è dato un 7, noi optiamo per una sufficienza stiracchiata. Stagione veramente difficile da analizzare. Se guardiamo alla classifica generale Valentino ha chiuso terzo in classifica e nelle ultime due gare, prima sull'asciutto e poi sul bagnato, si è giocato la vittoria con una M1 non ancora all'altezza dei rivali. Una costanza di rendimento invidiabile, che gli ha permesso di essere per la seconda volta negli ultimi 3 anni il miglior pilota Yamaha al termine della stagione. L'altra faccia della medaglia però ci dice che l'ultimo podio risale al 17 giugno scorso mentre di vittorie nell'anno solare non ne sono proprio arrivate (prima volta da quando si è legato con la casa giapponese). Maverick Viñales, invece una ne ha portata a casa e questo acuisce il rimpianto soprattutto alla luce dei due errori da matita rossa commessi in Malesia e a Valencia, in momenti della gara assolutamente decisivi. Da uno come Valentino Rossi si pretende sempre il 200%, lui nonostante i quasi 40 anni sembra in grado di poterlo ancora dare, ma deve anche dimostrarlo in pista quando ne ha l'occasione.

Il 2018 di Valentino Rossi, prima stagione in 13 annate con Yamaha in MotoGP chiusa senza neanche una vittoria

Stagione Vittorie/(GP totali) Posizione in classifica
2004 9 (16) Titolo mondiale
2005 11 (17) Titolo mondiale
2006 5 (17) 2° posto
2007 4 (18) 3° posto
2008 9 (18) Titolo mondiale
2009 6 (18) Titolo mondiale
2010 2 (14) 3° posto
2013 1 (18) 4° posto
2014 2 (18) 2° posto
2015 4 (18) 2° posto
2016 2 (18) 2° posto
2017 1 (17) 5° posto
2018 0 (18) 3° posto

VOTO 5... All'addio di Dani Pedrosa, campione gentiluomo che meritava più rispetto

Tanto, tantissimo dispiacere per il ritiro di Dani Pedrosa, uno degli uomini migliori del paddock della MotoGP. Sicuramente uno come lui meritava di rimanere nella classe regina in qualche modo, ma alla fine ha preferito appendere il casco al chiodo. Guardando alla stagione però le prestazioni di Dani non sono mai state all'altezza della situazione: con quella Honda capace di cose egregie nelle mani di Marquez, lo spagnolo non è mai riuscito a conquistare nemmeno un podio e per la prima volta chiude una stagione senza vittorie in MotoGP. Un modo inglorioso di chiudere la carriera, ma dai risultati e anche dal linguaggio del corpo si sentiva ormai un ex pilota. Ci mancherai Dani.

VOTO 4... Al rendimento deficitario della Yamaha

Maverick Viñales salva la faccia al team grazie al successo di Phillip Island, ma il 2018 della Yamaha è stata ancora peggio della precedente. Una moto inguidabile per oltre mezza stagione, piloti e tecnici che non sanno più che pesci pigliare e che direzione prendere. Il risultato è una vittoria e dieci podi stagionali, un bottino misero per una casa abituata anche a dominare questa categoria. Nel finale si sono visti miglioramenti, ma l'impressione è che il 2019 non parta sotto buoni auspici.

VOTO 3... Al caotico Gran Premio d'Argentina

Marc Marquez prova a rientrare in pit lane dopo lo spegnimento del motore in Argentina, Getty Images

Marc Marquez prova a rientrare in pit lane dopo lo spegnimento del motore in Argentina, Getty ImagesGetty Images

Il mondiale 2018 era partito col botto grazie alla gara in Qatar. Nel secondo atto stagionale invece è accaduto di tutto, in senso negativo: tra partenza farsa e Marquez che gli viene permesso di fare ciò che vuole in griglia e in pista, la Direzione Gara ha fallito in toto. Se ci mettiamo lo squallido teatrino nei box Yamaha con Uccio che caccia via lo spagnolo, ecco che la frittata è fatta e lo spettacolo dimenticabile.

VOTO 2... A un'Aprilia ancora incompiuta

Ogni anno sembra l'anno buono per la rinascita, ma questa poi non accade mai. Parliamo dell'Aprilia che chiude un 2018 assolutamente disastroso. Quattro volte nella top ten, nient'altro. Aleix Espargaro prova in tutti i modi a mettere una pezza alle anonime prestazioni della moto, ma il buon spagnolo non può fare miracoli. Scott Redding invece è semplicemente il peggior pilota di questa stagione. L'anno prossimo la casa potrà vantare due piloti all'altezza con l'arrivo di Iannone, vedremo se ci saranno miglioramenti.

VOTO 1... A Romano Fenati

La folle pinzata di Fenati ai danni di Manzi

La folle pinzata di Fenati ai danni di ManziEurosport

Su Romano si sono spesi fiumi di inchiostro e si continua a farlo anche negli ultimi giorni. Qui però ci riferiamo solo al fattaccio di Misano, che merita un brutto 1 nella nostra pagella. Che dire? Vero che in quei momenti la vena può anche chiudersi, ma certi gesti sono a dir poco inqualificabili.

Video - Zanardi: “Fenati merita di tornare a correre e può diventare un esempio positivo”

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VOTO 0... Alla tragicomica farsa di Silverstone

Non correre in Inghilterra, dove piove sempre, un GP per colpa della troppa acqua in pista è veramente una cosa singolare

Non correre in Inghilterra, dove piove sempre, un GP per colpa della troppa acqua in pista è veramente una cosa singolare Getty Images

Per ultimo non possiamo non parlare dello scempio di Silverstone. Una situazione assurda, paradossale, soprattuto per un circuito così famoso e importante come quello inglese. Ricapitoliamo in breve la faccenda: tra fine gennaio e inizio febbraio viene riasfaltato il tracciato di Silverstone. Un buon manto stradale secondo gli addetti ai lavori, peccato che ha un "minuscolo" problema: non drena l'acqua. Ciò fa già ridere in generale, ancora più assurdo in un paese come l'Inghilterra che piove un giorno si e l'altro pure. Questo fatto fortunatamente non è venuto fuori con la Formula 1, dato che non ha mai piovuto nel weekend di gara. Per la MotoGP il meteo è stato più inclemente ed è successo di tutto. La sicurezza viene prima di tutto e giustamente le gare sono state annullate, certo che bisognerebbe imparare a non affidarsi a dei ciarlatani per lavori così importanti.

Video - Marquez vs Rossi, le tappe di una delle rivalità più accese dello sport

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