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Da Max Biaggi a Marc Marquez: i 7 duelli verbali e psicologici di Valentino Rossi

Da Biaggi a Marquez: i 7 duelli verbali e psicologici di Rossi

Il 23/10/2015 alle 19:38Aggiornato Il 23/10/2015 alle 19:56

Il Cabroncito è solo l'ultimo pilota ad aver subito un pesante attacco verbale da Valentino Rossi che nel corso della sua lunga carriera ha spesso stuzzicato non solo in pista ma anche davanti ai microfoni tanti rivali. Da Biaggi a Gibernau passando per Melandri e Stoner riviviamo tutti gli attacchi verbali del Dottore

“Non ci può essere amicizia tra campioni, al massimo solo rispetto”. Giacomo Agostini, il più vincente campione del motociclismo, l’ha sempre pensata così e a ben guardare ci ha visto giusto. Fra due purosangue che lottano per il medesimo obiettivo, il primato in una gara o nella classifica generale di un mondiale, ci può essere stima ma certamente non si può andare amore d’accordo specie quando la tensione si alza e vincere un titolo può diventare anche e soprattutto una questione di psicologia. In questi termini va letto l’attacco frontale sferrato da Valentino Rossi nella conferenza del giovedì a Sepang a Marc Marquez, il pilota reo di giocare sporco con lui e volergli fare perdere il decimo mondiale. Vale il cannibale è disposto a tutto per di ottenere la decima corona iridata anche a sputare veleno contro quello che in un passato non troppo remoto (novembre 2012) aveva definito il suo più credibile ‘erede’. D’altronde come stupirsi troppo: la ventennale storia di Valentino nel motomondiale è fatta di successi ma anche di furiose polemiche e rivalità aspre che spesso pagato ampi dividendi. Da Biaggi a Gibernau passando per Stoner ecco le principali rivalità del fenomeno di Tavullia.

Max Biaggi il primo grande nemico

Iniziata con qualche frecciata già quando i due contendenti erano in classi diverse la rivalità fra il Corsaro e Rossifumi esplode nel 2001 quando dopo, la prima annata da rookie nella classe regina, Max e Vale si ritrovano a battagliare praticamente ogni weekend per la vittoria. Già alla prima gara in Giappone fra i due fuoriclasse sono scintille: Biaggi allargando un gomito ostacola Rossi in un corpo a corpo causando un pericoloso fuoripista di Rossi, che rientrando indenne in pista, nel giro successivo alla prima curva sferrò un sorpasso ai limiti del regolamento, sfiorando pericolosamente la leva del freno anteriore di Biaggi. Completato il sorpasso Rossi rivolse a Max anche non simpatico dito medio al rivale. In quella stagione si segnalò anche una rissa prima di una premiazione sul podio dopo una spinta di Biaggi all’ex manager di Rossi, Gibo Badioli. L’anno dopo, il primo sotto l’egida MotoGP, la rivalità tra i due si inasprì: nel GP d'Inghilterra sul circuito di Donington, grazie al vantaggio su Biaggi, per festeggiare la vittoria, Rossi passò molto lentamente sotto la bandiera a scacchi, seduto trasversalmente sul serbatoio e senza appoggio su pedane e manubri di sterzo. Nel frattempo, Biaggi sopraggiunse da dietro sul rettilineo fino alla bandiera a scacchi, passando molto vicino a Rossi che non gradì e nell’intervista post gara bacchetto Biaggi con una frase al curaro: Biaggi fa queste cose perché gli tira il c… arrivare dietro tutte le domeniche”. I due alla fine si chiarirono e calò una tregua armata fra i due contendenti che negli anni successivi continuarono a detestarsi e a ingaggiare duelli in pista quasi sempre vinti da Rossi che fra il 2001 e il 2005 conquistò cinque mondiali consecutivi, diventando un’autentica leggenda.

Gibernau e quella lite a Sepang

Mentre si affievolisce la rivalità con Biaggi a salire sul banco dei rivali di Rossi è Sete Gibernau. Fra i due inizialmente sembra correre buon sangue, tanto che la stampa si affretta a definire Sete e Vale “amici”. Quando lo spagnolo però inizia a vincere la tensione inizia inevitabilmente a salire fino a che i rapporti vanno definitivamente a sud nel GP del Qatar 2004. Rossi in quell’occasione è costretto a partire dall’ultima fila per una “spiata” del team di Gibernau che aveva segnalato la pulizia della piazzola di partenza da parte del clan di Rossi. Per Valentino inizia una gara stregata che si concluderà con una caduta dopo una rimonta mozzafiato. Gibernau vince e rilancia le sue quotazioni in ottica mondiale ma a fine gara deve guardarsi dalle parole al vetriolo di Rossi che lo accusa di “aver rubato la vittoria”. Nel weekend successivo in Malesia, Valentino rincara la dose non degnando di una sguardo Gibernau che nei successivi tre GP rimedia un settimo, un secondo e un quarto posto che gli costano la rincorsa mondiale. Quella in Qatar rimarrà l’ultima vittoria in MotoGP di Gibernau che da quel momento non sarà più lo stesso pilota e finirà per cadere nelle retrovie e ritirarsi nel 2009.

Melandri e quelle staccate sgradite in Cina

Breve ma non avara di scaramucce verbali anche la contesa con Marco Melandri. Entrambi figli della Romagna dei motori i due sin da piccolini si sfidano nelle minimoto dove cementano un certo feeling e un’amicizia di fondo. Fino a che i due non arrivano a scornarsi per le posizioni di testa, la favola degli amiconi regge fino al GP della Cina del 2006 nel quale Rossi è costretto al ritiro per un problema di gomme. Il 46 però trovare comunque modo di polemizzare per la condotta di gare di Melandri che a suon di staccate aveva finito per ostacolarlo impedendogli di raggiungere i primi. Melandri chiuderà la stagione al quarto posto mentre Rossi vedrà svanire il mondiale all’ultima gara a Valencia per una caduta che regalerà un’insperata iride a Hayden.

Marco Melandri e Valentino Rossi in lotta in gara nel 2006, LaPresse

Elias e la guida scorretta in Turchia

Nel 2007 Valentino torna desideroso di riscatto in gara e in Turchia ingaggia una polemica feroce con Toni Elias. Per Valentino quella a Istanbul è una gara avara di soddisfazioni: vince Stoner e il Dottore si deve accontentare di un misero decimo posto alle spalle anche di Toni Elias che lo sorpassa all’ultimo giro con una manovra pericolosa che Rossi non gradisce affatto. Nel dopogara il campione di Tavullia bolla così lo spagnolo: Elias ha una guida scorretta con tutti, mi ha buttato fuori: mi aveva già passato e mi è venuto vicino per farmi cadere. Ora che ho capito com’è so come comportarmi…”.

Stoner, il sorpasso al Cavatappi e l’inizio di una diatriba infinita

Il più grande avversario di Rossi sul finire del primo decennio del 2000 è indubbiamente Casey Stoner. I due sono troppo veloci e troppo diversi e si sopportano a fatica: la scintilla che fa deflagrare definitivamente la rivalità e l’antipatia è il sorpasso a Laguna Seca nel 2008 al Cavatappi. Per Rossi e per la stragrande maggioranza degli appassionati la manovra di Rossi è un capolavoro da consegnare ai posteri per Stoner però si tratta di un sorpasso impossibile da digerire, una manovra sopra le righe. Da quel momento qualcosa si incrina nella psiche di Casey che, complice anche il declino di prestazioni della Ducati, non riesce più a lottare per il mondiale. Prima del ritiro di Stoner a fine 2012 i due avranno modo di beccarsi un’altra volta: Jerez 2011, Rossi con la Desmosedici nel tentativo di rimontare dalla quarta fila alla prima staccata esagera e trascina per terra Stoner che non riuscirà a ripartire a differenza di Valentino. Casey resta a bordo pista, applaudendo sarcasticamente il passaggio del campione di Tavullia, e a fine gara dichiara ai microfoni: L’ambizione di Valentino ha superato il suo talento”. Anni dopo Valentino risponderà per le rime: Stoner iniziò ad odiarmi solo perché perse quel duello a Laguna Seca. Non è mai stato abbastanza uomo da accettare quella sconfitta”.

Jorge Lorenzo: il muro e la riconciliazione

Rossi ha avuto storie tese anche con i compagni di squadra a cominciare da Jorge Lorenzo, colui che sta contendendo il titolo 2015 al Dottore. Sbarcato in Yamaha nel 2008 i due subito mostrano caratteri non facili che invitano la casa di Iwata ad alzare un muro di separazione nel box, dove di fatto i due piloti fanno la vita dei separati in casa, con due micro-team diversi. Nei primi due anni è Rossi a spuntarla in pista e ad aggiudicarsi anche alcuni duelli in pista come quello a Barcellona 2009, in cui Rossi in barba a tutto e tutti mette in atto un sorpasso da brivido sul compagno di squadra che fa capire quanta sia marcata la rivalità tra i due piloti che chiudono la stagione rispettivamente al primo e al secondo posto in classifica iridata. In questa stagione si segnalano anche scaramucce verbali con Lorenzo che non nasconde la sofferenza per la disparità di trattamento negli aggiornamenti e Rossi che replica non alzando però per una volta il livello della contesa. Negli anni successivi prima per l’infortunio poi per il trasloco in Ducati la rivalità fra Rossi e Lorenzo scema ma torna in auge quando nel 2013 la Yamaha decide di riaccogliere all’ovile Valentino con il parere positivo di Jorge, che cresciuto e con due mondiali in bacheca, sceglie di abbattere tutti i muri ed iniziare una civile convivenza scambiandosi anche i dati e i setting. Finora in questo triennio di convivenza sotto lo stesso tetto i rapporti sono stati all’insegna della cordialità anche se dopo il successo di Silverstone, Jorge ha punzecchiato Rossi evidenziando il fatto che: "Vale sia più fortunato che veloce”. Rossi non ha gradito ma ha evitato di alzare i toni anche se la battaglia è aperta...

Marc Marquez: l’ultimo finito nel mirino

Sarà vero che Marc aveva il mio poster in camera? Mi piacerebbe verificare…” Per la serie c’eravamo tanto amati, l’ultimo nemico da pungere e neutralizzare è Marc Marquez. Cresciuto nel mito di Valentino, i rapporti fra il Dottore e il Cabroncito sono stati idilliaci fino a quando quest’anno non si sono trovati a duellare corpo a corpo per la vittoria. Marquez non ha mai gradito fino in fondo la manovra con cui Rossi chiuse la porta e lo fece cadere in Argentina. Poi a inasprire un rapporto già teso è arrivato il taglio della chicane ad Assen che permise a Valentino di vincere il titolo e lasciò a Marc l’amaro in bocca e una lezione: Mi sento il vincitore morale. Da Valentino c’è sempre da imparare e oggi ho imparato che si può vincere tagliando la chicane…”. Valentino ha fatto orecchie da mercante fino a ieri quando con un affondo pesantissimo e premeditato ha accusato il fenomeno della Honda di aver corso contro di lui in Australia.

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