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Lorenzo si ritira: "A Valencia l'ultimo GP. Non ho più motivazioni per provare a vincere con Honda"

Lorenzo si ritira: "A Valencia l'ultimo GP. Non ho più motivazioni per provare a vincere con Honda"

Il 14/11/2019 alle 15:11Aggiornato Il 14/11/2019 alle 17:48

In una conferenza stampa alla presenza del patron della Dorna Carmelo Ezpeleta, il 32 maiorchino annuncia il proprio ritiro dalle corse: "Ci sono 4 giorni importanti nella vita di un pilota e questo è uno di questi. È la miglior decisione per il team e per me, non posso vincere e per me andare avanti così non vale più la pena".

Jorge Lorenzo dice basta. Davanti a una sala stampa piena di meccanici, capotecnici, compagni di squadra e rivali di una vita e seduto al fianco del numero uno di Dorna Carmelo Ezpeleta, il 32enne pilota maiorchino, cinque volte campione del mondo ha annunciato il proprio addio alle corse. Una decisione a cui pensava ormai da mesi, precisamente dall’ultimo pesante infortunio alle vertebre rimediato nel GP di Assen 2019, ma sofferta perché purtroppo maturata a causa dei risultati molto al di sotto delle aspettative, ottenute in sella alla Honda ufficiale, la moto campione del mondo con Marquez ma con la quale Jorge non è mai riuscito a trovarsi a proprio agio e nemmeno ad ottenere nemmeno un piazzamento nella top 10.

" Sono fiero e orgoglioso che siate tutti qua, è molto importante per me e mi rende molto felice. Ho sempre pensato che ci siano quattro giorni importanti nella vita di un pilota: quando fai la prima gara, quando vinci la prima gara, quando vinci il primo mondiale e poi quando ti ritiri. Sono qui per annunciare che questo giorno è arrivato e per dirvi che quella di domenica sarà la mia ultima gara in Motogp e dopo smetterò di fare il pilota professionista. "

"Ad Assen ho capito che non ne valeva più la pena, dispiace aver deluso la Honda"

Emozionato ma visibilmente sereno in volto, Lorenzo si è addentrato sui motivi che lo hanno spinto a prendere questa sofferta decisione...

" Ho fatto molto per questo sport, chi ha lavorato con me sa che sono un perfezionista e che ci metto grande passione. Dopo gli anni in Yamaha, i migliori della mia carriera, ho sentito di aver bisogno di un cambiamento e per questo ho deciso di andare in Ducati e questo mi ha dato una grande spinta per la motivazione e anche se non ho ottenuto grandi risultati, la motivazione mi ha permesso di andare avanti. Poi ho firmato per la Honda, e ciò mi ha dato un’altra grande spinta, perché ho ottenuto il sogno di tanti piloti di avere un ruolo importante in questa scuderia. Non ho potuto essere nelle condizioni fisiche normali per essere competitivo e veloce, purtroppo questa è una moto non adatta al mio modo di correre. Ho lavorato con pazienza pensando che ci sarebbe voluto un po’ di tempo ma le cose sarebbero poi andate a posto. Ma poi ho avuto un brutto incidente a Montmelò e un’altra caduta ad Assen e… quando rotolavo sull’asfalto ho pensato: ne vale davvero la pena? Dopo tutto quello che ho ottenuto è giusto continuare a soffrire così tanto? Sono comunque tornato a casa e ho deciso di provare ancora e ho continuato, ma la verità è che da quel momento la salita è diventata così rapida e ripida che non ho più trovato la motivazione e la pazienza necessaria per scalare questa montagna. Io corro per vincere e il team ha la stessa ambizione e andare avanti per lottare per un piazzamento in top 10, non ha senso per me. Mi dispiace soprattutto per Alberto Puig e per la Honda di non essere riuscito a ripagare appieno la loro fiducia ma è davvero la cosa migliore. La coppia formata da me e questa moto non può lottare per il top, nemmeno per il podio o per la top five. Ci vorrebbe troppo tempo per essere competitivo e non ne vale la pena "

"Malesia 2010, il momento più bello della carriera"

" Se dovessi parlare della mia carriera la definirei come il film "Uno su un miliardo". Ho avuto la fortuna di arrivare al Motomondiale e mi sono sentito molto grato di questo. Altri non ci sono riusciti. Senza l'aiuto di tante persone che mi hanno aiutato non sarei qui. Ringrazio Carmelo Ezpeleta per come mi hanno trattato, hanno reso lo sport grande, la Yamaha, la Ducati, la Honda, Giampiero Sacchi, Gigi Dall'Igna, Alberto Puig, mia madre e mio padre che mi hanno trasmesso l'amore per le motociclette. I miei fan, quelli della MotoGP che rendono lo sport così vivo, il mio fan club. Quando ho deciso di smettere? Dopo Assen l'idea di ritirarmi era una possibilità, ma non volevo prendere una decisione in maniera frettolosa. Così ho aspettato il tour in Asia, di vedere se potessi ottenere di nuovo la motivazione ma non è avvenuto. Dopo la Malesia ho preso la decisione e l'ho comunicata. Il momento più bello della carriera è stato Malesia 2010. Altrettanti belli anche Valencia 2006, il primo titolo Mondiale in MotoGP, l'Asia nel 2013 che dimostra come la mente possa spingere il corpo. Poi, ovviamente, il mio ultimo titolo a Valencia nel 2015. "

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