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Marc Marquez "senza freni", cosa dovrebbe fare la Dorna adesso?

Marc Marquez "senza freni", cosa dovrebbe fare la Dorna adesso?
Di Eurosport

Il 09/04/2018 alle 10:34Aggiornato Il 09/04/2018 alle 10:58

Dopo quasi tre anni, in MotoGP si torna a respirare un clima di "guerra". In Argentina Marc Marquez ha assolutamente esagerato: prima in partenza, poi con le manovre scorrette su Espargaro e Rossi. La Direzione Gara però si è dimostrata totalmente inadeguata a gestire la faccenda. Cosa può fare ora la Dorna per raddrizzare un fenomeno tanto forte quanto ingestibile quando perde la testa?

Il Gran Premio d'Argentina va in archivio forse nel peggiore modo possibile. Della vittoria di Cal Crutchlow, e del podio a dir poco atipico, non interessa praticamente a nessuno. Poco importa se l'inglese vola in testa al mondiale, se Zarco si conferma ancora una volta tra i primi della classe, e che Rins riesca finalmente a mettere in mostra tutto il suo talento. Nessuno parla nemmeno del garone del buon Jack Miller, l'unico che ci ha capito veramente qualcosa in questo weekend. Gli occhi di tutti sono puntati su una persona sola: Marc Marquez. La gara del Cabroncito è finita sotto la lente di ingrandimento, dalla partenza sino all'ultima curva, per poi rimanere sotto i riflettori anche nel post corsa.

Direzione Gara assolutamente inadeguata

A Termas de Rio Hondo è successo di tutto, con il meteo primo protagonista e la semi farsa della partenza. E in griglia succede già il primo episodio che lascia tutti a bocca aperta: Marquez si ritrova sulla sua piazzola di partenza con la moto spenta, e così prova in tutti i modi a farla partire, andando in giro per il rettilineo. Mentre un uomo della Race Direction gli intima di andare ai box, come procedura vuole, lui invece se ne frega, va in contromano e clamorosamente riparte, come se nulla fosse.

Qui le colpe del Cabroncito, obiettivamente, sono poche. Ci ha provato a farla franca, è la Direzione Gara che doveva bloccare la partenza e portarlo di peso in pit lane. Il regolamento è chiaro: se la moto si spegne si parte dalla corsia dei box.

Inoltre il contromano pochi secondi dopo è assolutamente da bandiera nera, perfino sulla PS4 ti squalificano. Invece non è successo praticamente nulla. O meglio: il ride through arriva qualche giro dopo, ma dimostra quanto la Direzione Gara sia assolutamente inefficiente: ci vuole più celerità e severità in questa disciplina, ma soprattutto il ligio rispetto delle regole. In MotoGP manca quella professionalità che, ad esempio, in F1 esiste ormai da anni. Con la FIA e la FOM la farsa della partenza arretrata per lasciare avanti Jack Miller non ci sarebbe mai stata.

Marquez ha fatto tutto quello che non doveva fare

" Oggi Marquez si è gestito male, quando sei su una pista dove dai un secondo dovrebbe essere facile portare a casa il massimo risultato. Ha fatto tutto quello che non doveva fare (Andrea Dovizioso)"

Queste impressioni di Dovizioso nel post gara sono totalmente corrette, ma c'è da fare una grande distinzione: quello che è successo in partenza è un errore che ci sta, che tutti possono commettere. La moto si può spegnere e, come detto, il Cabroncito ci ha provato a scappare dai Marshall. E' la Direzione Gara che ha sbagliato, non ha avuto il coraggio di usare il pugno duro e di far rispettare le regole. La successiva condotta di gara mette Marquez assolutamente nel torto. La rimonta è da campione assoluto, un fenomeno incredibile capace di imporre un ritmo di un secondo a giro più veloce del leader. Ma i sorpassi su Aleix Espargarò, Tito Rabat e Valentino Rossi non sono accettabili.

Vero, nelle moto stabilire il limite, trovare il confine tra manovra aggressiva (ma lecita) e sorpasso pericoloso è difficile. Ma se quello di Zarco su Pedrosa si può considerare duro ma corretto, Marquez sul Dottore e Aleix ha veramente esagerato.

Cosa può fare la Dorna?

" La race direction deve fare qualcosa, ha una grande responsabilità perché Marquez non ha alcun rispetto degli avversari. Non mi sento tutelato dalla Race Direction, lui lo fa apposta. A Mike Webb della Race Direction ho detto che hanno una responsabilità importante: quella di riuscire a non farlo comportare più così, perché altrimenti nelle prossime 5 gare finisce che si gareggia in 5. Non può succedere che uno va a sbattere con 6 piloti in una gara. Mi aspetto che prendano provvedimenti.""

Queste sono le parole di Rossi nel post gara. Frasi dure, ma assolutamente comprensibili. Ma ora che può fare la Dorna? La situazione è veramente complessa. Marquez è già stato penalizzato nel post gara, con 30 secondi per "Guida irresponsabile". Per cui la decisione è già stata presa e la sanzione commissionata. Il caso, a regolamento, è già chiuso. Inoltre ci sono in ballo tantissimi interessi, a partire dal fatto che la Dorna è spagnola, che Marquez è spagnolo, che il mercato più importante per la MotoGP è proprio la Spagna. La geopolitica e il business sono sempre due fattori da tenere ben presenti.

In tanti hanno subito ricordato i fattacci di Malesia 2015, con il Dottore costretto a partire dall'ultima posizione nelle gara successiva di Valencia. Li però le cose erano molto diverse: Valentino fu penalizzato di un punto sulla licenza, che sommato ad altre penalità prese durante l'anno si ritrovò a dover partire dall'ultima casella. Non fu incolpato per quell'incidente e l'ormai famoso "calcio" di Sepang. Qui è totalmente un'altra situazione.

Marc Márquez y Valentino Rossi

Marc Márquez y Valentino RossiEurosport

Però, e c'è un però. Questo clima di guerra che si è, nuovamente, creato in MotoGP lede completamente l'immagine di questo fantastico sport e anche della Dorna stessa. Una penalizzazione di un certo peso a Marquez sarebbe un segnale forte per l'intero mondo sportivo, una presa di posizione potente nei confronti di un campione tanto bravo in pista quanto ingestibile quando perde la testa. Spesso il Cabroncito dà l'impressione di essere sopra le regole, di considerare gli avversari dei "soprammobili" in pista, di non avere rispetto di nessuno e che a lui tutto è permesso. Ma in gara ci sono anche gli altri, c'è un regolamento e lo si deve rispettare. E se Marquez non lo comprende con le buone, è giusto usare le maniere forti. Ci saranno ancora strascichi, almeno sino ad Austin. Può succedere di tutto, con Marc che magari in Texas partirà in fondo allo schieramento, o addirittura salterà quella gara. Oppure, come altamente probabile, non accadrà nulla. Ma sarà l'ennesima occasione persa.

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