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Chi è Alex Rins, il pilota che ha tolto il successo a Rossi e ha riportato la Suzuki alla vittoria

Chi è Alex Rins, il pilota che ha tolto il successo a Rossi e ha riportato la Suzuki alla vittoria

Il 15/04/2019 alle 12:22Aggiornato Il 15/04/2019 alle 14:26

Ad Austin si è definitivamente consacrato Alex Rins ai vertici della MotoGP. Andiamo a conoscere meglio lo spagnolo nativo di Barcellona classe 1995. Il rider della Suzuki ha riportato al successo il team di Hamamatsu, vittoria che mancava da quasi tre anni. Ora Rins è terzo nel mondiale, dietro a Rossi e al Dovi ma davanti a Marc Marquez. Può lottare per il titolo?

Ma chi è Alex Rins?

Alex Rins ha un feeling speciale con il GP di Austin, proprio sul tracciato texano sei anni fa colse il primo successo nel Mondiale in Moto3

Alex Rins ha un feeling speciale con il GP di Austin, proprio sul tracciato texano sei anni fa colse il primo successo nel Mondiale in Moto3Getty Images

Alejandro Rins Navarro è un giovane pilota spagnolo classe 1995, arrivato in MotoGP dopo aver vinto 11 corse tra Moto3 e Moto2. Nativo di Barcellona, Rins inizia a correre nel motocross a sette anni, per poi passare alla pista tre stagioni dopo. Il passo importante avviene nel 2010, quando debutta nell'ultra competitivo CEV spagnolo. In due anni Alex conquista il titolo nazionale in 125, che gli apre le porte del motomondiale.

Il debutto in Moto3 nel 2012 è di quelli buoni, ma non ottimi: Rins ottiene una pole al secondo atto stagionale e un podio in Francia, ma non riesce quasi a farsi notare e ad ottenere risultati di rilievo. Sembra quindi uno dei tanti fuochi di paglia, ma le due stagioni successive lo lanciano nell'elite della disciplina: tra il 2013 e il 2014 ottiene otto vittorie e ben 22 podi. Purtroppo gli sfugge sempre il mondiale, ma guadagna l'accesso alla Moto2 con il team Paginas Amarillas HP40. Anche nella classe di mezzo si fa notare con qualche vittoria e diversi piazzamenti, e così nel 2017 passa in MotoGP.

Il debutto nella classe regina e gli infortuni

L'inizio però nella classe regina è tutt'altro che felice. Nei test pre stagione finisce a terra, schiacciandosi le vertebre T8 e T12. Un mese di stop per lui. Proprio ad Austin va ancora peggio: si fa male sempre con una caduta, ma l'infortunio è molto grave. Lo spagnolo si rompe ulna e radio del braccio sinistro e deve operarsi, saltando ben cinque gare. Molto sfortunato il rider numero 42 nella sua prima stagione in MotoGP, che però si conclude con un buon quarto posto a Valencia che fa morale.

La consacrazione

Dopo uno sciagurato 2017, la sfortuna lo abbandona ed inizia la sua consacrazione ai vertici. Con la nuova Suzuki GSX-RR si trova subito a suo agio, ma soprattutto può lavorarci senza stop per tutta la stagione, sviluppandola al meglio. In Argentina coglie il primo podio della sua carriera in MotoGP, seguito dal secondo posto ad Assen. A fine stagione i podi saranno ben cinque, con il quinto posto nella generale.

Il 2019 è oggi. Alex parte bene in Qatar e a Termas de Rio Hondo, mentre ad Austin sfrutta il passo falso di Marc Marquez per vincere e far sognare i suoi tifosi. In Texas lo spagnolo aveva colto il primo successo della carriera, sempre qui è stato vittima del più grave incidente della carriera e su questa pista si è preso la sua rivincita, trionfando davanti all'idolo di una vita Valentino Rossi e riportando la Suzuki alla vittoria dopo 952 giorni.

Il mondiale a quattro punte?

L'abbraccio nel parco chiuso fra Valentino Rossi ed Alex Rins, GP di Austin, Getty Images

L'abbraccio nel parco chiuso fra Valentino Rossi ed Alex Rins, GP di Austin, Getty ImagesGetty Images

La classifica è chiara: Dovizioso è davanti, seguito da Rossi, Rins e Marquez. Alex quindi è nel gruppo insieme agli altri top rider della categoria. Un grandissimo risultato per un pilota dal gran manico, ma non solo: non è uno che ha paura, ne che sente troppo la pressione. Ha la testa per stare ai vertici e la capacità di sviluppare al meglio la moto. E' un grande uomo squadra, ottimo nel dare la giusta direzione di lavoro al team. Lottare per il titolo è un'impresa praticamente impossibile, anche perché Honda e Ducati ne hanno certamente di più della Suzuki. Ma lo spagnolo ha tutte le carte in regola per lottare spesso per il podio e in diverse occasioni potrà far saltare il banco. Insomma, la MotoGP nella giornata in cui ha visto crollare lo sceriffo di Austin, ha trovato una nuova stellina.

LA CLASSIFICA PILOTI

PILOTA PUNTI
Andrea Dovizioso 54
Valentino Rossi 51
Alex Rins 49
Marc Marquez 45
Danilo Petrucci 30

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